Il Senato approva il ddl antisemitismo: il Pd si spacca, voto contrario di M5s e Avs
- Postato il 4 marzo 2026
- Di Il Foglio
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Il Senato approva il ddl antisemitismo: il Pd si spacca, voto contrario di M5s e Avs
Il Senato ha approvato il ddl antisemitismo con 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astenuti. A sostegno del testo si sono espresse le forze di maggioranza, Italia viva, Azione e sei senatori riformisti del Partito democratico: Valter Verini, Sandra Zampa, Pierferdinando Casini, Graziano Delrio, Alfredo Bazoli e Filippo Sensi. M5s e Avs hanno votato contro, mentre il resto del Pd ha deciso di astenersi. "Siamo al primo passaggio, per questo e per vicinanza sincera ai cittadini ebrei, che hanno diritto alla massima attenzione, non voteremo contro un ddl che non condividiamo ma ci asteniamo come segno di vicinanza e promessa che il nostro impegno per contrastare ogni forma di odio contro gli ebrei e ogni minoranza non terminerà con il voto di oggi", ha detto il senatore del Pd Andrea Giorgis durante le dichiarazioni di voto in aula.
Sullo sfondo del voto di oggi c'è un lungo psicodramma che ha visto il Pd scontrarsi più volte al suo interno. Grande protagonista è stato il dem Graziano Delrio, primo firmatario di un autonomo ddl che adottava al suo interno la definizione sull’antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance), presente anche in tutti gli altri disegni di legge presentati ma contestata da diversi esponenti del Pd e del centrosinistra in quanto in quanto – dicono – qualificarebbe come antisemita ogni critica radicale su Israele.
Smarcandosi dall'iniziativa di Delrio, i dem hanno presentato una proposta autonoma più ampia. Il testo, redatto dal senatore Giorgis, puntava per contrastare le discriminazioni in senso più ampio. Al suo interno non c'era traccia della definizione di antisemitismo dell'Ihra, ma neanche della "Dichiarazione di Gerusalemme", una definizione alternativa elaborata da accademici di tutto il mondo nel 2021. La proposta non ha convinto però i senatori riformisti del Pd Sensi, Malpezzi, Verini e Zampa, che insieme a Delrio hanno deciso di non sottoscrivere quel disegno di legge facendo mettere addirittura a verbale il loro no, a margine di un assemblea del gruppo di gennaio.
Tra i sette ddl presentati, la commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato, nella Giornata della Memoria, come testo base quello di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega. Da questa proposta il Pd ha chiesto e ottenuto della maggioranza l’eliminazione del divieto di manifestazione e delle eventuali sanzioni penali. Mantenuta, invece, la definizione dell’Ihra. Da qui la scelta di buona parte del Pd di non votare, nonostante il messaggio (anticipato dal Foglio) fatto pervenire dalla senatrice a vita Liliana Segre perché si arrivasse a una “convergenza la più ampia possibile” tra le forze politiche.
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