In Liguria si trova una delle sepolture più famose d'Italia: quella del Principe della Caverna delle Arene Candide, in provincia di Savona. Si tratta di un adolescente vissuto 28.000 anni fa, durante la cultura Gravettiana. Questo periodo è diventato celebre tra gli archeologi per la sua notevole produzione artistica. Conosciamo i resti del Principe fin dagli anni Quaranta, ma finora non sapevamo con certezza cosa l'avesse ucciso.
Oggi, un nuovo studio multidisciplinare ha rivelato l'identità del colpevole. La ricerca è stata condotta dalle Università di Cagliari, Firenze, Genova e Pisa, insieme alla Soprintendenza ABAP Liguria e al Museo Civico di Archeologia Ligure. Hanno collaborato anche l'Université de Montréal e il New Mexico Consortium. I risultati, pubblicati sul Journal of Anthropological Sciences, indicano che l'aggressore fu, con ogni probabilità, un orso bruno o un orso delle caverne.. L'autopsia hi-tech: i segni della lotta contro l'orso
Il Principe fu scoperto nel 1942 e sepolto con un ricco corredo funerario, che comprendeva conchiglie, ciondoli in avorio e una lama di selce. Questi reperti sono custoditi presso il Museo di Archeologia Ligure di Genova. Il nuovo studio non si è concentrato sugli accessori, ma ha analizzato per la prima volta lo scheletro in cerca di segni traumatici precedenti alla morte.
L'analisi ha confermato che il Principe fu attaccato e ucciso da un grosso animale. Le lesioni al cranio, al volto e alla spalla sono evidenti. Tra queste spiccano la perdita di metà della mandibola e di un pezzo di clavicola, segni tipici di morsi o zampate. Sono state riscontrate anche fratture alle vertebre cervicali, un morso sulla fibula destra e un colpo d'artiglio sul cranio. Secondo gli autori, lo stato infiammatorio delle ossa indica che il giovane non morì sul colpo, ma sopravvisse per due o tre giorni dopo l'attacco.. La celebrazione di un evento traumatico
Insomma, «il quadro traumatico è sorprendentemente simile alle lesioni osservate nelle moderne vittime di attacchi di orso», dicono gli studiosi, convinti che il fatto che il Principe sia sopravvissuto per un paio di giorni è direttamente collegato alla ricchezza della sua sepoltura. Questa non sarebbe stata solo una celebrazione della sua posizione sociale, ma la ritualizzazione di un evento traumatico eccezionale.
L'analisi ha rivelato un ultimo dettaglio: oltre ai traumi dell'attacco, il Principe presentava segni di fratture e lesioni ai piedi. Si trattava di un rischio frequente per i cacciatori-raccoglitori dell'epoca, con effetti spesso devastanti sulle loro aspettative di vita. Questa interpretazione è coerente con altre sepolture dello stesso periodo, che mostrano un'incidenza insolitamente alta di infortuni traumatici..