Il Pd in cerca di linea sulla difesa: Merola: "Stare con il Pse". Bonafé: "Critici sul Rearm, la posizione è chiara"

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Di Il Foglio
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Il Pd in cerca di linea sulla difesa: Merola: "Stare con il Pse". Bonafé: "Critici sul Rearm, la posizione è chiara"

Il Partito democratico continua a non trovare una quadra sulla linea da tenere sulla Difesa. Dopo circa tre settimane da quando la Commissione europea ha presentato il piano Rearm Europe, il Pd torna a spaccarsi sul voto per la risoluzione annuale per il 2024 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune europea. Nel voto, che si è svolto questa mattina a Strasburgo, i partiti italiani hanno votato in ordine sparso. Ma (e non è una novità), il Pd si è a sua volta spaccato al suo interno.
 

 

Il gruppo dem ha votato compatto sì alla risoluzione ma si è diviso su alcuni emendamenti: Pina PiciernoGiorgio Gori ed Elisabetta Gualmini hanno votato a favore anche del Rearm Europe e delle spese militari.

 

 

Da Roma alcuni esponenti del Pd commentano con il Foglio l'esito del voto facendo. "Sul riarmo bisogna stare uniti con il Partito socialista europeo", dice Virginio Merola, deputato ed ex sindaco di Bologna, che aggiunge che "avrebbe preso in considerazione" anche l'idea di votare gli emendamenti sostenuti da Picierno, Gori e Gualmini. 

 

Paola De Micheli è ottimista sulla possibilità di trovare una quadra: "Credo che prima o poi troveremo una sintesi in merito alla posizione da tenere in Europa, non ci sono distanze cosi grandi e temi del genere ci uniscono tutti".
 

Secondo Simona Bonafé, invece, "la posizione del Pd in questo momento è chiara". Ribadendo la linea della segretaria Schlein, la deputata aggiunge: "Siamo critici in merito ad alcuni aspetti del piano presentato da von der Leyen, ma siamo per la difesa comune europea". Rispondendo a una domanda sulla sua possibile partecipazione alla manifestazione del M5s contro il riarmo, dice: "La mia piazza è quella di due settimane fa, quella per l'Europa".
 

Il voto di oggi ha spaccato anche la maggioranza del governo Meloni: Fratelli d'Italia si è astenuto, la Lega ha votato contro (insieme al Movimento 5 stelle), mentre Forza Italia ha votato a favore. Sempre fuori dalla Camera, l'azzurro Giorgio Mulé commenta l'esito del voto: "Una coppia di separati in casa non è detto che divorzi, anzi", dice al Foglio. E alla precisazione sul fatto che ormai, soprattutto tra FI e il Carroccio, le divisioni sono molto frequenti, il vicepresidente di Palazzo Madama risponde con un semplice "Amen".

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Autore
Il Foglio

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