Il parco auto in Italia è sempre più vecchio e numeroso: lo scenario
- Postato il 16 gennaio 2026
- Auto
- Di Virgilio.it
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L’Italia è un Paese che si muove ancora, ostinatamente, su quattro ruote, anche se queste sono sempre più vecchie, numerose, lontane dagli standard tecnologici e ambientali europei. Il parco auto circolante dello Stivale cresce nei numeri, ma invecchia nella sostanza, fotografando una contraddizione profonda: siamo la nazione dell’automobile per eccellenza, ma fatichiamo più di altre a rinnovarla. Analizziamo i numeri riportati da ACEA.
I numeri di questo scenario
I dati parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni romantiche. Con 701 auto ogni 1.000 abitanti, l’Italia detiene il primato assoluto di densità di autovetture nell’Unione Europea. Una cifra che supera nettamente la media Ue, ferma a 570, e che distanzia Paesi come la Lettonia, dove ci si ferma a 418. È il segno di una dipendenza strutturale dall’auto privata, radicata nel tessuto sociale e territoriale del Paese, dove l’automobile resta spesso l’unica vera alternativa alla mobilità pubblica.
In termini assoluti, sulle strade italiane circolano circa 41,3 milioni di autovetture. Un numero che ci colloca al secondo posto in Europa, dietro solo alla Germania (49,3 milioni) e davanti alla Francia (39,7 milioni). Un primato quantitativo che, però, si accompagna a una fragilità strutturale sempre più evidente: l’età dei veicoli.
L’età media avanza
L’età media delle auto italiane ha raggiunto i 13 anni, superando la media europea di 12,7. Un dato che diventa ancora più eloquente se confrontato con Paesi virtuosi come il Lussemburgo, dove il parco circolante ha un’età media di appena 8,2 anni. In Italia, invece, l’auto viene sfruttata fino all’ultimo chilometro possibile, spesso ben oltre la soglia in cui sicurezza, efficienza ed emissioni dovrebbero suggerire un ricambio.
Il quadro si fa ancora più critico se si guarda al trasporto professionale. I furgoni italiani sono i più vecchi tra i principali mercati europei, con un’età media di 15 anni, contro gli 11,2 della Francia. I camion raggiungono una media di 19,8 anni, quasi il doppio rispetto alla Germania (9,6) e ben lontani dall’Austria, ferma a 7,4. Anche il trasporto pubblico, nonostante i volumi importanti, mostra il fianco: l’Italia possiede la flotta di autobus più numerosa dell’UE, con oltre 101 mila unità, ma l’età media è di 13,9 anni.
La transizione energetica si allontana
In questo contesto, la transizione energetica resta un traguardo difficilmente raggiungibile. Le auto elettriche a batteria rappresentano appena lo 0,7% del parco circolante italiano. Un dato che impallidisce di fronte alla Norvegia, dove oltre un quarto delle auto è già full electric, ma che resta lontano anche dalla modesta media europea del 2,3%. L’Italia, tuttavia, segue una strada tutta sua. Resiste, e in parte si rifugia, nei carburanti alternativi “tradizionali”. Le auto a metano rappresentano il 7,6% del parco circolante nazionale, una quota senza eguali in Europa, dove la media UE non supera lo 0,6%.
È il segno di una transizione lenta, graduale, spesso guidata più dal contenimento dei costi che da una visione industriale di lungo periodo. Secondo ACEA, il rinnovamento del parco circolante non può essere imposto solo per legge. Servono condizioni favorevoli, infrastrutture di ricarica diffuse, incentivi fiscali stabili e una strategia che renda l’auto nuova accessibile, non un privilegio. Senza questo ecosistema, il rischio è quello di restare intrappolati in un parco auto sempre più vecchio, inquinante e meno sicuro.