Il Museo Gerardo Sacco entra nella rete SudHeritage

Il Quotidiano del Sud
Il Museo Gerardo Sacco entra nella rete SudHeritage

Il Museo Gerardo Sacco entra nella rete SudHeritage: abiti originali di Placido Domingo, Elizabeth Taylor e Monica Bellucci esposti insieme ai gioielli del maestro orafo calabrese. La storia di un artigianato che ha girato il mondo


C’è un posto a Crotone dove un abito indossato da Placido Domingo e un paio di orecchini in oro antico occupano la stessa stanza. È la sede di Gerardo Sacco, ed è appena diventata un museo. O meglio, sta per diventarlo, nel modo lento e concreto in cui diventano le cose quando qualcuno le insegue davvero.

MUSEO D’IMPRESA GERARDO SACCO, LUOGO DI MEMORIA ATTIVA

Il Museo d’Impresa Gerardo Sacco è un luogo di memoria attiva, racconta come un’impresa radicata nella propria terra possa parlare al mondo senza perdere autenticità e mostra che ogni collezione continua a raccontare una storia d’amore tra l’uomo e la sua terra, tra la memoria e l’innovazione.

CHI È GERARDO SACCO


Sacco è un orafo. Dire orafo di lui, però, è come dire che Zeffirelli faceva teatro: vero, ma non abbastanza. Da quando negli anni Settanta ha cominciato a lavorare con Franco Zeffirelli, i suoi gioielli hanno attraversato i palcoscenici del Metropolitan, della Scala, di Covent Garden. Li ha indossati Elizabeth Taylor. Li ha portati Monica Bellucci. Glenn Close, Alan Bates, Luciano Pavarotti. Pezzi che non erano accessori di scena, ma parte del personaggio.
Gli abiti originali di quelle produzioni sono ora esposti. Non riproduzioni, non fotografie: i costumi veri, firmati dai più grandi nomi della sartoria teatrale italiana, che Sacco ha comprato come si compra un documento storico. Perché in fondo è quello che sono.

L’IDEA DEL MUSEO, UN PERCORSO IMMERSIVO


Il museo, dice lui, è un sogno che gli gira in testa da anni. Adesso esiste in versione provvisoria, nell’azienda di Crotone, ma il progetto è più ambizioso: un’ala dedicata, un percorso immersivo, una collaborazione già avviata con l’Università della Calabria. Non è il linguaggio delle cerimonie. È il linguaggio di chi ha passato sessant’anni a trasformare metallo in racconto e non ha ancora finito.

LA RETE DI SUDHERITAGE


Da qualche settimana il museo è entrato in SudHeritage, la rete che raccoglie i musei d’impresa calabresi: la liquirizia Amarelli, il lanificio Leo, la carta Rubbettino, il bergamotto. Cose che si producono, che hanno una storia lavorativa precisa, che esistono indipendentemente da chi le racconta. Accanto a loro, adesso, c’è anche la collezione “Heritage” di Sacco, che ripercorre il suo lavoro dal 1963: tecniche recuperate dall’oreficeria greca e magnogreca, pezzi unici, una continuità tra antico e contemporaneo che non ha bisogno di essere spiegata per funzionare. SudHeritage è un progetto nato per valorizzare la cultura del lavoro in Calabria come parte integrante dell’identità e del patrimonio culturale regionale.

FLORINDO RUBBETTINO: «SACCO IN SUDHERITAGE È UN PASSAGGIO SIGNIFICATIVO»

«Per SudHeritage – sottolinea il presidente Florindo Rubbettino – l’ingresso del Museo Gerardo Sacco rappresenta un passaggio significativo nel percorso di costruzione di una rete regionale dei musei d’impresa. La storia artistica e imprenditoriale di Gerardo Sacco testimonia come il talento artigianale, radicato nella tradizione calabrese, possa dialogare con i grandi circuiti della cultura e dello spettacolo internazionale. SudHeritage nasce proprio con questo obiettivo: riconoscere e valorizzare la cultura del lavoro come patrimonio culturale, mettendo in relazione imprese che hanno saputo trasformare saperi, tradizioni e identità territoriali in innovazione, bellezza e sviluppo. Gerardo Sacco arricchisce la rete con una delle espressioni più alte dell’artigianato artistico europeo e contribuisce a rafforzare una narrazione nuova della Calabria, fondata sul lavoro, sulla creatività e sulla capacità delle imprese di custodire e raccontare la propria storia».

GERARDO SACCO E LE FORZE SANE DELLA REGIONE


«Mettere insieme le forze sane della regione è fondamentale», dice Sacco. La frase suona come un comunicato stampa, ma non lo è. O forse lo è, e questa è la cosa interessante: che a un certo punto il comunicato stampa e la verità coincidono. «Come sempre abbiamo fatto nel corso degli anni, concepiamo il museo come un’entità dinamica, in costante evoluzione, che avvolge completamente i suoi ospiti non solo nel mondo di Gerardo Sacco, ma nei luoghi, nei profumi e nella ricca storia della nostra meravigliosa Calabria» e a proposito dell’ingresso nella rete SudHeritage «Far parte di questa rete è per noi un grande onore, mettere insieme le forze sane, la storia della nostra regione è fondamentale per una narrazione reale della nostra meravigliosa terra, culla di cultura, di anime diverse, ma di un unico grande cuore».

Il Quotidiano del Sud.
Il Museo Gerardo Sacco entra nella rete SudHeritage

Autore
Quotidiano del Sud