Il mondo torna a usare il carbone: sarà un anno da record

  • Postato il 18 marzo 2026
  • Economia
  • Di Libero Quotidiano
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Il mondo torna a usare il carbone: sarà un anno da record

Partiamo da un dato di realtà. Durante l’ultima settimana il numero di imbarcazioni che giornalmente ha attraversato lo stretto di Hormuz non ha superato le tre unità. Il 25 febbraio era stato pari a 135. La prima conclusione - banale ma cinica - è che il mondo può sopravvivere a lungo ad uno stato di guerra prolungato. Molto meno alla chiusura di questa arteria vitale dove passano materie prime essenziali quali petrolio, gas liquefatto, fertilizzanti e derivati vari. E se sorge un problema, il mondo si arrangia a trovare soluzioni. La Corea del Sud beve petrolio e gas naturale liquefatto in grandi quantità. Il 70% del primo ed il 20% del secondo arrivano dal Medio Oriente. Soluzioni individuate? Accelerare la riapertura di sei reattori nucleari sotto manutenzione con l’obiettivo di aumentare la produzione di energia con l’atomo dal 60% all’80% del potenziale produttivo. E poi spingere sulle centrali a carbone superando l’80% della loro capacità generativa.

L’India si prepara a soddisfare una domanda di carbone «senza precedenti» come riporta Reuters cominciando a dare fondo all’ampia scorta a disposizione che copre un intervallo temporale di 88 giorni. Le Filippine prevedono dal canto loro un consistente aumento nell’utilizzo di carbone dal momento che, qualora persistesse lo stato crisi nel Golfo Persico, il prezzo del Gnl è previsto in considerevole aumento. Insomma il 2026 sembra proprio l’anno del carbone. Nell’attesa che la situazione si risolva, gli asiatici mettono in pista il loro piano B. E questo passa dal carbone. Qual è la situazione italiana?

 

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Nel 2025 l’Italia ha generato quasi 270 miliardi di KWh di energia e ne ha importati oltre 40 dalla Francia per soddisfare la domanda. Quest’ultima, giova ricordarlo era pari a 340 miliardi di KWh nel 2008 ed è scesa intorno ai 310 miliardi attuali.

Non siamo diventati più bravi ad utilizzare la corrente. Magari un po’ si, chissà. Ma le crisi del 2008 e del 2011 hanno lasciato cicatrici quanto a chiusura di fabbriche. Quasi la metà dell’energia che produciamo viene dal gas. Attualmente ne abbiamo in scorta poco più del 44% della capacità di magazzino e solo il 5% del nostro import viene dal Golfo.

Ma pure l’Italia dovrebbe iniziare a riflettere come tirare avanti qualora la crisi nel Golfo perdurasse. Le alternative sono sostanzialmente due. La prima è rimettere in pista il gas russo. Dipende da noi questa soluzione? No. Così come non dipende da noi la soluzione della crisi del Golfo. Quindi inutile cullarsi con prospettive su cui non abbiamo possibilità di manovra. Molto più realistico invece immaginare il 2026 come l’anno della Befana. E questa, si sa, porta il carbone ai cattivi. E quanto a pianificazione energetica l’Italia più che cattiva è stata pessima. Quindi - detto fra noi - il carbone ce lo meritiamo. Nell’attesa che possa tornare d’attualità il nucleare, riflettiamo sulle parole che Davide Tabarelli ha rilasciato ieri su questo giornale al nostro Sandro Iacometti. «Dobbiamo sfruttare tutto ciò che non è gas nei prossimi mesi».

 

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Nel nostro mix energetico addirittura bruciamo più petrolio che carbone. Quasi 7 miliardi di KWh fatti con il greggio rispetto ai quasi 4 miliardi del carbone. Ma nel 2022 in emergenza l’Italia ha prodotto oltre 22 miliardi di KWh bruciando carbone. Insomma dobbiamo banalmente assecondare le buone idee. Ed imparare che la transizione energetica nella storia dell’uomo è sempre esistita. Dal legno al carbone. Dal petrolio al gas. Ma mai, sottolineo mai, la scoperta di una nuova fonte di energia primaria ha cancellato quelle precedenti. Anzi nel 2025 con il carbone viene prodotto esattamente un terzo della corrente utilizzata in tutto il mondo. Quasi cinque volte quella generata con le centrali atomiche che rimangono in prospettiva la fonte migliore quanto ad economicità e programmabilità. Insomma se il 2026, come ci dicono gli asiatici, sarà l’anno del carbone ora sappiamo che pure gli anni che ci hanno preceduto fino ad oggi lo sono stati.

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Autore
Libero Quotidiano

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