Il momento in cui Jacopo Luchini ha vinto l’oro paralimpico nello snowboard
- Postato il 13 marzo 2026
- Di Virgilio.it
- 2 Visualizzazioni
Il tempo da oro è arrivato nella prima run, l’esultanza nella seconda: quando Jacopo Luchini ha tagliato il traguardo, al termine dell’ultima prova, il cronometro ha detto che il 56’’94 non è bastato a migliorare il 56’’28 che l’azzurro si portava dietro dalla run iniziale. Ma quel tempone non l’ha poi battuto nessuno: nemmeno i tre atleti cinesi che sono sfilati alle spalle di Luchini.
Quando la tuta azzurra col pettorale 8 ha nuovamente varcato la linea rossa, Luchini già sapeva: si è quasi genuflesso all’arrivo, ha tirato su il destro e sventolato il pugno, poi un paio di sberle al cuscinetto che separa pista e platea. E braccia al cielo a regalarsi – regalarci – un sorriso sole.
- L’oro di Jacopo Luchini alle Paralimpiadi
- Lo snowboarder di Prato
- Prima della neve: nuoto, arti marziali, surf e skateboard
- I primi risultati internazionali e i rimpianti di PyeongChang
- Il 2020 tra beffa Covid e svolta personale
- Pechino 2022 e l’esplosione mondiale del 2023
- Le Coppe del Mondo che lo lanciano verso Milano-Cortina
- L’oro di Cortina dopo una settimana complicata
- Studi, lavoro e interessi fuori dalle gare
- Luchini giù dallo snowboard
- Il surf come seconda vita sportiva
- Il messaggio ai ragazzi con disabilità
L’oro di Jacopo Luchini alle Paralimpiadi
L’oro conquistato a Cortina è il punto più alto di una storia che viene da lontano. Luchini ha vinto il banked slalom SB-UL sulla pista di Socrepes in 56″28, davanti ai cinesi Wang Pengyao, secondo in 56″62, e Jiang Zihao, terzo in 57″03. Per l’Italia è stato un altro oro di queste Paralimpiadi invernali ma il successo di Luchini a Milano Cortina è il frutto di quasi un decennio di alto livello internazionale, di una lunga rincorsa al podio paralimpico e di un percorso personale costruito oltre la neve.
Lo snowboarder di Prato
Luchini è nato il 10 ottobre 1990 a Prato ed è originario di Montemurlo, in Toscana. Gareggia nella classe SB-UL, quella riservata agli atleti con menomazione agli arti superiori, ed è nato con aplasia della mano sinistra, la disabilità con cui è cresciuto e che non gli ha impedito di fare dello sport il centro della propria vita. È atleta delle Fiamme Oro, specialista di snowboard cross e banked slalom, con debutto internazionale nel 2015.
Prima della neve: nuoto, arti marziali, surf e skateboard
La sua storia sportiva non comincia però sulla neve. In un profilo pubblicato dall’IPC nel gennaio 2026, Luchini racconta di avere praticato da ragazzo nuoto e arti marziali, oltre a coltivare una passione forte per surf e skateboard. Tra i 6 e i 12 anni, in vasca è promettente: conquista medaglie gareggiando con normodotati.
“Devo ringraziare i miei genitori e la mia curiosità: ho sempre voluto provare tutto. Praticare tanti sport mi ha dato disciplina, coordinazione, capacità di adattamento. Parto con uno svantaggio, è vero, ma in molte altre cose sono stato avvantaggiato: mi riusciva quasi tutto, e anche bene”, ha detto a Men’s Health pochi giorni fa.
Lo snowboard arriva intorno ai 15 anni e Luchini attribuisce un ruolo importante alla zia, che gli regalò una delle prime esperienze in montagna: “Un giorno mia zia mi fece un regalo speciale, dicendomi: ‘Ti porterò in montagna’, e ricordo ancora la prima volta che sono salito su uno snowboard. Ero emozionatissimo ed è stato fantastico” ha detto a paralympics.com.

Jacopo Luchini al termine della seconda Run: ha appena vinto la medaglia d’oro nel Para Snowboard Banked Slalom SB-UL.
A Repubblica – anno 2020 – ricordava che ha sempre fatto sport: “Alla fine ho scelto lo snowboard perché amo la montagna”. Poi i viaggi in autobus verso Abetone, Corno alle Scale e Cimone: “I miei non potevano portarmi in montagna, ci andavo con mia cugina e i suoi amici, poi ho cominciato a organizzarmi da solo”. Quando gli è stato proposto di cominciare l’attività agonistica è stata la svolta: i primi Campionati Italiani nel 2015. “Ringrazio quel giorno perché lo snowboard mi ha cambiato la vita. Devo tantissimo a questo sport”.
I primi risultati internazionali e i rimpianti di PyeongChang
La carriera internazionale certificata comincia con i risultati di rilievo del 2017: ai Mondiali di Big White arriva il bronzo nello snowboard cross SB-UL. Un anno dopo, a PyeongChang 2018, sfiora due volte il podio, chiudendo quarto sia nello snowboard cross sia nel banked slalom. Proprio in quest’ultima gara la medaglia gli sfugge per una manciata di centesimi, episodio che lo accompagnerà a lungo nella memoria sportiva e personale:
“Le Paralimpiadi del 2018 hanno rappresentato la più grande gioia sportiva e, allo stesso tempo, la più grande delusione. Gioia per il fatto di essere stato convocato, delusione per aver portato a casa la cosiddetta medaglia di legno”.
Nel 2019, ai Mondiali di Pyha, aggiunge un altro bronzo, questa volta nel banked slalom.
Il 2020 tra beffa Covid e svolta personale
Il 2020 è uno snodo importante. A marzo arriva la beffa delle finali di Coppa del Mondo di Hafjell, in Norvegia: Luchini era in testa alla classifica generale e a quella di banked slalom, si era sobbarcato oltre venti ore di viaggio per arrivare sul posto, ma le restrizioni legate al Covid impedirono agli azzurri di gareggiare. Da leader si ritrovò a chiudere la stagione terzo nella generale e secondo nel banked slalom. Nello stesso periodo, però, stava per diventare il primo maestro di snowboard con disabilità in Italia, un traguardo che sposta il suo profilo oltre il puro agonismo.
“Il mio sogno sarebbe fare l’allenatore: vedremo”.
Pechino 2022 e l’esplosione mondiale del 2023
Sulla neve, intanto, il suo percorso continua a crescere. Ai Giochi di Pechino 2022 chiude sesto nello snowboard cross e quinto nel banked slalom. Nel 2023, ai Mondiali di La Molina, firma uno dei picchi della carriera: vince l’oro nello snowboard cross SB-UL e un secondo oro nella team snowboard cross insieme a Emanuel Perathoner; nello stesso mondiale conquista anche il bronzo nel dual banked slalom e l’argento nella prova a squadre di banked slalom. Sono risultati che certificano non solo il talento individuale, ma anche la capacità di restare competitivo in discipline diverse.
Le Coppe del Mondo che lo lanciano verso Milano-Cortina
Le stagioni che portano a Milano Cortina 2026 lo consegnano definitivamente all’élite del para snowboard mondiale. Luchini chiude il 2024-25 vincendo la Coppa generale, con il primo posto anche nella classifica di snowboard cross e il secondo nel banked slalom, salendo sul podio in sei gare su nove. Prima dei Giochi, nel 2025-26 aveva già collezionato sette podi di Coppa del Mondo, compreso un successo nel banked slalom SB-UL a Steamboat, negli Stati Uniti, a febbraio.
L’oro di Cortina dopo una settimana complicata
Dentro questo quadro, l’oro di Cortina assume un valore ancora più forte perché non arriva da una settimana lineare. “È stato tutto pazzesco, l’ultima settimana è stata veramente una montagna russa, da non saper se potevo gareggiare per il piede, poi gareggiare e comunque fare una gara molto al di sotto delle mie aspettative, poi 4-5 giorni appena per cercare di recuperare”.
Luchini si era presentato alla gara di banked slalom dopo un problema a un piede accusato in allenamento prima dello snowboard cross, specialità nella quale poi ha chiuso ottavo: “mi prendo questa medaglia, che ormai mancava da da troppo tempo. Se mi avessero detto di prendere l’argento o anche il bronzo, per come stavano andando le cose ci avrei messo la firma. È arrivato l’oro e non vedo l’ora di cantare l’inno di Mameli sul podio, perché l’ho sognato da troppo tempo, e farlo in una disciplina in cui sai di non essere al top, soprattutto non quella su cui ti alleni di più e non è la tua, è una cosa pazzesca”.
Poco prima della Paralimpiade di casa, le sue parole nella scheda di presentazione del Comitato Paralimpico riassumono le grandi aspettative, centrate, di Jacopo:
“Il tifo delle persone care è un’emozione che non ho mai provato ai Giochi; sarà speciale. L’obiettivo è alto: voglio entrare nella storia dello sport”.
E oggi lo ha fatto, vincendo quell’oro paralimpico che gli mancava.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DV04MofCB3t" max_width="540px"/]Studi, lavoro e interessi fuori dalle gare
Anche fuori dallo sport competitivo il suo profilo è netto. La guida ufficiale Team Italia di Milano Cortina 2026 lo descrive come laureato in Scienze politiche e interessato ai temi sociali: “Sono laureato in Scienze Politiche, ramo sociale e, se non fossi diventato un atleta di livello internazionale, avrei continuato a lavorare in quel settore, senza però tralasciare l’attività sportiva che ha sempre rappresentato una costante nella mia vita”.
L’intervista ad ANCoS del 2 giugno 2021 aggiunge altri tasselli: il gusto per i viaggi, per la campagna, per skate e surf, e una riflessione molto chiara sul valore inclusivo dello sport e sulla necessità, in Italia, di abbattere ostacoli e barriere.
Luchini giù dallo snowboard
Al sito dell’IPC, Luchini ha raccontato la sua giornata-tipo in Toscana, quando non è ad allenarsi con la squadra: la mattina è dedicata alla palestra, con una sessione insieme al personal trainer che si chiude intorno a mezzogiorno. Poi arriva il momento di tornare a casa per pranzo. “Cucino da solo perché seguo una dieta molto rigida. Mangio molta pasta, circa 200 g a pasto. Mi servono i carboidrati per le mie attività e per aumentare di peso, perché nello snowboard cross è importante”.
Tra i suoi piatti preferiti spicca la carbonara di mare, una versione “rivisitata” del grande classico italiano. Nella quotidianità, però, le esigenze da atleta lo portano quasi sempre verso soluzioni più essenziali e leggere. “Cerco di mangiare in modo molto sano e la mia pasta è molto semplice. A volte metto a bollire l’acqua, aggiungo le verdure, lesso 250 g di pasta e poi un filo d’olio d’oliva fresco e del parmigiano, e basta”, ha detto. “È molto salutare, ma di sicuro non è il mio piatto preferito”.
Dopo pranzo, il pomeriggio si apre spesso con un momento di riposo, prima di scegliere come proseguire la giornata sul piano dell’allenamento.
“Potrei andare a fare skateboard o surf. Vivo in Toscana: se arriva la mareggiata, posso scegliere tra surf e palestra”, ha detto. “Le onde non ci sono tutti i giorni, quindi quando arrivano di solito vado a surfare. Ma la maggior parte del tempo a casa mi alleno duramente in palestra con il mio personal trainer”.
Nella sua preparazione, però, non conta soltanto il lavoro fisico. Un ruolo importante è affidato anche all’aspetto mentale, che cura con costanza insieme a un mental coach. “Mi alleno molto a livello mentale. Faccio tecniche di immaginazione, visualizzazione, rilassamento”.
A fine giornata, stare con gli amici rappresenta uno dei modi migliori per staccare la spina: una partita a padel o qualche ora in compagnia bastano per alleggerire il peso di una routine intensa. Al sito del Comitato Paralimpico, sulla scelta di una meta per un viaggio ideale, tornano sia la tavola da surf, sia gli amici: “California o Bali è indifferente, l’importante è che si possa star bene in acqua e con gli amici”.
Il surf come seconda vita sportiva
Il surf, in effetti, non è un hobby marginale. L’IPC lo presenta anche come elite surfer, e una nota ufficiale Airbnb del 23 gennaio 2026 riporta che “A seconda della stagione mi alleno tra snowboard e surf, e il surf è parte integrante della mia preparazione, anche mentale, in vista delle competizioni sulla neve”. In quel testo racconta di avere trascorso mesi in Indonesia, anche a Giava, grazie a un programma di sostegno agli atleti.
E non è soltanto racconto o hobby. Ai Mondiali ISA di Para Surfing del 2023 ha chiuso al settimo posto nella categoria Men Stand 1, segno che la tavola sull’acqua è stata davvero una seconda dimensione agonistica della sua carriera.
Il messaggio ai ragazzi con disabilità
Fra questi valori ce n’è uno che torna spesso nelle sue parole: l’idea di lasciare una traccia per altri. In un’intervista pubblicata dall’IPC il 13 aprile 2023 spiegava che “Quando ho iniziato a fare snowboard, era solo per passione. Mi sono innamorato di questo sport”, ha detto Luchini.
“Voglio che i giovani con disabilità sappiano che il para snowboard esiste. Questo è il mio obiettivo principale a Milano Cortina”. Centrato anche questo.