Il misterioso Lago di Vigi in Umbria, il Loch Ness italiano
- Postato il 4 marzo 2026
- Posti Incredibili
- Di SiViaggia.it
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Tutti avete sentito parlare, almeno una volta nella vita, del misterioso Loch Ness, lago in cui (stando alla tradizione) nelle gelide profondità dimorerebbe Nessie, una creatura preistorica dal collo lungo che sfida la biologia moderna. Ciò che in molti non sapete, invece, è che c’è un luogo abbastanza simile in Italia. Parliamo del Lago di Vigi, un posto che a prima vista pare naturale, quasi antico, e invece risale ai primi anni Sessanta.
Ci troviamo a nord di Sellano, in provincia di Perugia, e a circa 600 metri di quota prende vita questo bacino che racconta un ambiente fluviale in piena salute. Creato per alimentare un altro invaso nei pressi di Ponte Sargano, nel territorio di Cerreto di Spoleto, è una vera e propria opera ingegneristica legata alla modernizzazione energetica del secondo dopoguerra.
Ma allora, alla luce di tutto questo, cosa c’entra il lago più misterioso di tutta la Scozia? La riposta è molto semplice: anche queste acque sembrerebbero abitate da una creatura misteriosa (e non solo).
Il richiamo di Loch Ness tra Umbria e Scozia
Il richiamo è curioso, ma per chi abita questa valle non è di certo una novità e, anzi, circolano da decenni racconti particolari che trasformano questo pacifico bacino dell’Umbria in una sorta di versione in miniatura delle Highlands scozzesi.
Il Lago del (o di) Vigi, infatti, viene chiamato “Loch Ness umbro” per il suo aspetto raccolto e per quell’aura enigmatica che lo circonda. Entrambi i bacini si presentano stretti tra rilievi coperti di vegetazione e anche qui la nebbia del mattino può distendersi sull’acqua creando un velo lattiginoso.
In Scozia la tradizione popolare parla di una creatura misteriosa avvistata per la prima volta nel VI secolo. In Umbria il mito assume toni più leggeri, ma c’è. Qualcuno è convinto che vi siano presenze nascoste tra i riflessi, mentre altri raccontano di antichi mulini che sfruttavano la forza del torrente prima dell’arrivo della centrale idroelettrica.
Sebbene la scienza spieghi tali avvistamenti con la presenza di enormi carpe o grossi rami trascinati dalle correnti sotterranee, il mito persiste nel folklore locale. Gli anziani narrano di un’entità serpentiforme che sorveglia l’integrità del posto, quasi un guardiano ancestrale contro chiunque osi disturbare la pace della valle.
La somiglianza resta un gioco narrativo, eppure funziona. Camminando lungo la riva, con il bosco che si specchia nella superficie scura, la fantasia corre lontano, al punto che un pesce che salta dall’acqua può sembrare un segnale misterioso.
Cosa fare e vedere nei pressi del Lago di Vigi
La prima tappa in assoluto non può che essere il Lago del Vigi stesso. Senza pensare a Nessi, c’è una piccola spiaggia di ghiaia grazie a cui avvicinarsi all’acqua. Dal punto in cui il torrente entra nel bacino si osserva la corrente che disegna linee chiare sulla superficie e chi pratica pesca sportiva conosce bene questo tratto.
Più a valle, invece, è presente un’area è dedicata anche alla pesca con l’arco, attività regolamentata con attenzione per garantire sicurezza e rispetto verso altri appassionati. Seguendo la strada di fondovalle si incontra un centro dedicato alla pesca e alla ristorazione, ricavato da edifici un tempo legati alla produzione energetica. L’architettura conserva elementi funzionali, volumi semplici e murature solide adattate a nuove esigenze. Da qui parte un sentiero che sale verso Montesanto, piccolo nucleo rurale affacciato sulla valle.
Proseguendo lungo il tracciato principale si giunge invece alle Cascate delle Rote, un salto d’acqua stretto e incastonato tra pareti modellate dal travertino. Tre balzi distinti segnano il percorso della corrente prima di raccogliersi in una pozza limpida.
Il travertino racconta una storia geologica precisa: è una roccia calcarea formatasi dalla precipitazione di carbonato di calcio trasportato dall’acqua. Nel corso dei secoli il deposito ha creato gradoni naturali su cui il torrente scivola con un rumore pieno e continuo.
Il prato alla base della cascata regala una visuale completa. In primavera il terreno si punteggia di fiori selvatici, mentre in estate la luce filtra tra le foglie e disegna contrasti netti tra ombra e riflessi. Il luogo attira fotografi naturalisti grazie alla combinazione tra roccia chiara e vegetazione scura.
Lungo il percorso si possono osservare martin pescatori con il loro lampo azzurro, averle appollaiate sui rami più esposti e damigelle che sfiorano la superficie dell’acqua con ali sottili. Il Vigi mantiene un ecosistema vivace, alimentato da acque sorgive e da un contesto boschivo ancora integro.
Il rientro verso Sellano permette di chiudere l’esperienza con una visita al borgo, con le sue case in pietra calcarea, vicoli stretti ed emozionanti scorci sulla valle.

Vale la pena fare una deviazione anche presso l’Eremo del Beato Giolo, una cella scavata direttamente nella roccia e luogo di meditazione estrema che testimonia il misticismo radicale tipico di queste terre.
Dove si trova e come arrivare
Come precedentemente accennato, il Lago del Vigi si colloca a nord di Sellano, in provincia di Perugia, lungo la valle che separa il colle del paese da quello di Montesanto. L’area rientra nel territorio della Valnerina, zona appenninica (e bellissima) caratterizzata da rilievi boscosi e corsi d’acqua limpidi.
Per chi proviene da Roma il viaggio richiede più o meno 2 ore in condizioni di traffico regolare. Si raggiunge Terni, si prosegue in direzione Spoleto, poi si imbocca la strada verso Cascia e Norcia. A metà percorso si prende il bivio per Borgo Cerreto. All’altezza del paese si svolta verso Sellano e si continua per alcuni chilometri fino all’ingresso del centro abitato. All’inizio del centro abitato una discesa ripida sulla sinistra conduce verso il fondovalle e al lago.
In alternativa si può arrivare anche a piedi tramite sentieri che partono dalle frazioni vicine, tra cui Piaggia. Il tracciato attraversa boschi ombrosi e permette di osservare il paesaggio dall’alto prima di dirigersi verso l’acqua.
Il Lago dl Vigi rappresenta un angolo appartato dell’Umbria interna. Un posto in cui l’ingegneria del Novecento convive con processi geologici antichi e misteri profondi.