Il messaggio dall’ospedale di Eleonora, la sopravvissuta al rogo di Crans-Montana: “Combattiamo per guarire. Non smettete di onorare la vita”

  • Postato il 10 gennaio 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Una testimonianza affidata ai social, quella di Eleonora Palmieri, 29 anni, veterinaria, che dopo gli interventi subiti parla di quanto è accaduto la notte di Capodanno e di come i medici si sono presi cura di lei: “Qui nel reparto di terapia intensiva del Niguarda di Milano stiamo combattendo per guarire giorno dopo giorno… ma un pensiero va agli angeli che non ce l’hanno fatta. Non smettete mai di onorare la vita!”.

Il profilo Instagram di Eleonora rappresenta un prima e un dopo rispetto alla tragedia: foto e video la ritraggono assieme al fidanzato nei momenti di allegria in attesa di festeggiare l’arrivo del 2026, e le immagini successive sono di lei in ospedale, avvolta dalle bende per le ustioni riportate nel rogo della discoteca.

“Dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c’è stata la vita vera – scrive Eleonora – quella fatta di paura, ma soprattutto di coraggio e forza per andare avanti. Voglio dire grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano: alla mia famiglia, il mio porto sicuro, e al mio fidanzato che è rimasto insieme a me anche in quella stanza di ospedale. Un ringraziamento immenso va ai medici e a tutto il personale sanitario degli ospedali che mi stanno curando con estrema professionalità e umanità. Se oggi sono qui a raccontarlo, è anche merito vostro”.

Eleonora deve la vita al fidanzato che nei momenti di panico e di fuga disordinata è riuscito ad afferrarla e portarla fuori dal locale, per poi affidarla alle cure dei medici dell’ospedale svizzero di Sion. Quanto ha raccontato la ragazza sul suo profilo social segna comunque una presa d’atto di quello che le è accaduto, rispetto a quando aveva raccontato la madre Cristina Ferretti, il 3 gennaio al TgR dell’Emilia Romagna: “Ha subito un ulteriore intervento alle mani, l’hanno estubata. Siamo riusciti a vederla, e a parlarci anche. È abbastanza serena ma non ha ben compreso quello che è successo intorno a lei”. I giorni passano e Eleonora è cosciente di essere sfuggita alla morte e il suo è un messaggio di speranza e di gratitudine, senza dimenticare chi non è scampato al rogo.

Al Niguarda lottano per la vita anche Francesca, Sofia, Kean, studenti del liceo Virgilio di Milano. Ivan Giacomel, coordinatore del tavolo di psicologia dell’emergenza in Lombardia e vice presidente lombardo Sipem, Società italiana psicologia d’emergenza ha raccontato all’Ansa: “Abbiamo trovato dei ragazzi ancora in fase molto difficile, ancora lontani dall’elaborazione di quello che è successo, serve tempo e aiuto perché i pensieri e le emozioni possano diventare parole. In questo momento sono scioccati e senza parole e il corpo sta parlando per loro, con silenzio e lacrime”.

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Il Fatto Quotidiano

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