Il governo firma la proroga per il rigassificatore di Piombino. Giani: "Darò battaglia"
- Postato il 13 marzo 2026
- Di Il Foglio
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Il governo firma la proroga per il rigassificatore di Piombino. Giani: "Darò battaglia"
Alla fine il rigassificatore rimarrà a Piombino. È quanto emerge dal decreto entrato in vigore il 12 marzo, con cui Palazzo Chigi ha disposto che “allo scopo di assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale, gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in esercizio sulla base di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio, in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e per i quali, alla data del 30 giugno 2026, sia stata presentata un'istanza di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione, anche in altro sito, continuano a operare sulla base dell'originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l'autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione”.
L'impianto gestito da Snam rimarrà quindi ormeggiato nel porto di Piombino, da cui sarebbe dovuto essere spostato entro luglio 2026. "Darò battaglia, non c'è alcuna proroga automatica per quanto mi riguarda", ha detto il governatore della Toscana Eugenio Giani, sottolineando che il decreto "è soggetto a interpretazione da come è scritto, e cioè si parla di 'continuare a operare sulla base dell'originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso', e quindi per continuare a operare occorre che le compensazione del memorandum dell'autorizzazione triennale che io ho firmato in quanto commissario siano attuate. Io sono sempre commissario e quindi o mi revocano o non firmo alcuna continuità se nei giorni da qui all'approvazione del decreto non ci sono garanzie sulle compensazioni", ha concluso il presidente della regione.
Dal Pd si è parlato anche di "colpo di mano del governo Meloni", in quanto "ha prorogato il rigassificatore di Piombino senza alcuna concertazione con il territorio e senza alcuna compensazione per famiglie ed imprese", si legge in una nota congiunta firmata da diverse personalità dem toscane, e anche dei deputati del Pd Laura Boldrini e Marco Simiani: "È uno schiaffo alla città e la palese delegittimazione del sindaco e coordinatore locale di Fdi Francesco Ferrari", anche lui contrario al rigassificatore. "Il fallimento del primo cittadino è ormai definitivo: non solo il governo lo ha umiliato calpestando ogni sua richiesta sullo spostamento del rigassificatore ma ha addirittura penalizzato la popolazione non mantenendo le promesse sui benefici per la città", si legge. Sulla stessa lunghezza d'onda anche gli esponenti toscani di Avs: "La Toscana viene usata come l'hub dell'energia fossile, come un luogo sacrificabile per continuare ad avere energia inquinante e molto costosa, mentre le opere di compensazione promesse restano al palo".
Di tutt'altro avviso invece il leader di Azione Carlo Calenda, secondo cui il rigassificatore di Piombino "deve restare". Anzi, "avevo previsto tre navi di rigassificazione nella mia strategia energetica nazionale, i 5 Stelle non le hanno comprate. Le tiravano dietro, l'abbiamo comprata nel momento di piu' alto costo in assoluto", ha detto il senatore. "Sono andato a Piombino a parlare con la comunita', a spiegargli perchè quella nave non dava nessun fastidio – ha aggiunto –.Tra l'altro, sapete quanti rigassificatori sono saltati per aria nella storia? Zero, neanche uno. Dobbiamo smetterla di parlare di cose che sono irrilevanti. Poi può essere messo a Piombino, a Marghera, dove ti pare, sotto casa, davanti a Capalbio ma non possiamo continuare a pensare che avere dei rigassificatori o dei tubi per il gas o dei gasdotti sia un fatto da dire 'oddio ho il gasdotto'". Altrimenti, avverte il leader di Azione, "andremo a pedali prima o poi".
A sostenere la permanenza dell'impianto nel porto toscano ci sono le stesse imprese portuali di Piombino che, come abbiamo scritto, nel gennaio 2025 hanno pubblicato una lettera dai toni accorati per dire che loro, quella nave, la volevano tenere ben stretta all’ormeggio: "Come imprenditori ed operatori portuali, di fronte a cambiamenti di scenario, soprattutto normativi e quindi cogenti, siamo abituati a cercare soluzioni che evitino contrapposizioni talvolta inconcludenti e quindi – si legge nella lettera – pensando ad uno scenario molto ampio, crediamo estremamente funzionale ed indispensabile al porto ed alla sua città la permanenza del rigassificatore a Piombino ben oltre il 2026”.
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