Il goal di Piacenza rilancia la Cairese: “Floris mi ha chiesto di ricambiare la fiducia col cuore”
- Postato il 17 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Ancora presto per rilassarsi in casa Cairese. Lo ha sottolineato mister Roberto Floris. Ma il goal di Tommaso Piacenza che è valso il successo 1-0 sul campo del Celle Varazze potrebbe avere un’importanza che va ben oltre i tre punti. Perché dopo 10 risultati utili consecutivi una sconfitta avrebbe fatto ripiombare i gialloblù dentro con entrambi i piedi nella zona playout. E il rischio di un contraccolpo psicologico era dietro l’angolo. Così non è stato grazie, anche, al contributo del giovane attaccante valligiano, di Cosseria, classe 2007. Ha mosso i primi passi nel Millesimo. Poi Vado-Savona-Vado prima di approdare alle giovanili del Genoa dove ha giocato fino all’Under 18
Secondo goal in campionato, un goal pesantissimo…
Per me è stata una liberazione dopo tre giornate a secco. Spero però di farne altri. Stiamo lavorando forte seguendo alla lettera le indicazioni di mister Floris
La Cairese segna poco, ma contro il Celle ha creato tanto colpendo un palo e una traversa. State lavorando per diventare più incisivi?
Sì, un giorno a settimana, noi attaccanti e qualche centrocampista dedichiamo una mezzora alla finalizzazione e alla precisione delle conclusioni.
Com’è il rapporto con il mister?
Fin da subito ho trovato un tecnico molto professionale che ci sprona ogni giorno. Ci spreme come dei limoni e so che lo farà fino a quando non saremo più in alto in classifica. Non ci sono tensioni e tutto il gruppo è unito.
C’è un consiglio in particolare che ti dà?
Mi ha detto, prima della partita di domenica, di ricambiare la sua fiducia con una prestazione di cuore. E io, ancora più di altre volte, ci ho messo tutto il cuore che avevo.
Si è visto. Insieme all’altro attaccante Spatari avete pressato come assatanati…
Siamo simili ma anche compatibili. Mi trovo bene con lui, è un ragazzo solare e con cui si sta bene, e con tutto il gruppo in generale. Lo spogliatoio è unito, con i “vecchi” che si confrontano spesso con Floris e questo è un gran bel segnale.
L’impressione, pensando anche alla gestione Solari, che abbiate meno punti di quelli meritati…
Sì, abbiamo subito rimonte all’ultimo nella prima parte di stagione e anche con Floris. Anche contro la NovaRomentin abbiamo buttato due punti. Partita finita 0 a 0 ma abbiamo creato tanto.
Com’è stato l’impatto con il mondo dei grandi e con difensori ruvidi come quelli della Serie D?
Mi trovo bene nello spogliatoio grazie ai miei compagni. La maggior differenza con le giovanili è negli scontri fisici. Con i grandi le scelte in campo sono più difficili, se ti adagi mezzo secondo in più “sei spacciato”. Poi anche a livello ambientale c’è la pressione del tifo, cosa assente nelle giovanili.
Come hai vissuto l’addio al mondo Genoa?
Mi è dispiaciuto ma considero questa nuova avventura come un’opportunità per conoscere nuove persone, nuovi ambienti e per farmi le ossa con i grandi. Non l’ho presa in modo negativo.
Nel tuo percorso, quali allenatori ti hanno segnato particolarmente?
Sergio Panigo nelle giovanili del Savona e Bruno Tanda in quelle del Vado. Poi, al Genoa, ho imparato tantissimo dai mister Ruotolo e Spadoni nell’Under 18. Quella genoana è stata anche un’esperienza formativa che mi ha spinto a trovare un equilibrio tra scuola e sport.