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Il Giandujotto di Torino verso l’IGP, Coldiretti Torino sostiene la candidatura

  • Postato il 20 aprile 2026
  • Enogastronomia
  • Di Quotidiano Piemontese
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Il Giandujotto di Torino verso l’IGP, Coldiretti Torino sostiene la candidatura

TORINO – Come vi avevamo annunciato alcuni giorni fa, il Giandujotto di Torino compie un passo decisivo verso il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta (IGP) a livello europeo. Con provvedimento del 23 marzo 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha infatti giudicato sufficienti le controdeduzioni presentate dal comitato promotore, segnando di fatto il superamento delle principali opposizioni che negli ultimi anni avevano rallentato l’iter.

Il sostengo di Coldiretti Torino

A sostenerne la candidatura al riconoscimento anche Coldiretti Torino. Con l’approvazione il Giandujotto di Torino diventerà la decima IGP del Piemonte.

«Il disciplinare di produzione del Giandujotto di Torino – osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – prevede, come da tradizione, una grande valorizzazione della nocciola uno dei prodotti agricoli d’eccellenza del Piemonte e del Torinese». Tra gli ingredienti obbligatori del Giandujotto di Torino la Nocciola Piemonte (a sua volta IGP) deve infatti essere presente dal 30% al 45%. La zona geografica di produzione è circoscritta all’intero territorio della Regione Piemonte.

Oggi i noccioleti sono sempre più presenti in tutto il territorio torinese. Gli impianti di Nocciola Piemonte IGP hanno raggiunto i 140 ettari con 58 aziende agricole. In tutto il Piemonte, con le Langhe e il Monferrato che la fanno da padrone, gli ettari sono 1.276 coltivati da 356 aziende agricole. Una coltivazione che sposa una vocazione climatica che vede il nocciolo ben presente nella flora forestale piemontese e che dai tradizionali terreni collinari è ormai arrivata anche in pianura migliorando sensibilmente la qualità ambientale e del paesaggio del territorio.

«I corilicoltori (coltivatori di nocciole ndr) torinesi stanno contribuendo in modo sensibile a garantire l’approvvigionamento di materia prima di qualità per la grande industria dolciaria e l’eccellenza artigiana torinesi. Con il riconoscimento IGP del Giandujotto di Torino saranno ancora più importanti per garantire alla filiera un prodotto a Km Zero che renda ancora più squisito questo cioccolatino famoso in tutto il mondo.

L’importanza di questo contributo non va però dimenticata quando la speculazione mondiale e il cambiamento climatico fanno crollare le produzioni e il reddito degli agricoltori. Con le grandinate sempre più primaverili, gli attacchi di nuovi insetti, siccità la coltivazione del nocciolo sta diventando a rischio. I consumatori devono saperlo. Questo della Nocciola Piemonte IGP è un esempio di come i problemi degli agricoltori siano anche problemi di tutti i cittadini».

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Autore
Quotidiano Piemontese

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