Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Il funerale dei giusti e la sovranità annegata nel sangue di Beirut e nel greggio di Hormuz

  • Postato il 10 aprile 2026
  • Attualità
  • Di Paese Italia Press
  • 0 Visualizzazioni
Il funerale dei giusti e la sovranità annegata nel sangue di Beirut e nel greggio di Hormuz

di Domenica Puleio

Venerdì 10 aprile 2026: l’Italia si sveglia con il sapore metallico del sangue e del petrolio in bocca. Il bilancio delle ultime ore è un incubo che non lascia spazio a interpretazioni: 254 morti e 1.129 feriti. Israele ha scatenato l’inferno su Beirut con oltre cento raid concentrati in dieci minuti, polverizzando quartieri come Corniche al-Mazraa. L’episodio che sigilla l’abiezione di questo conflitto è avvenuto a Shmestar, nella valle della Bekaa, dove un missile ha centrato un cimitero durante un funerale. Dieci persone uccise mentre seppellivano i propri cari: non è difesa, è una strategia dell’orrore rivendicata da Netanyahu, che ha ufficialmente escluso il Libano da ogni tregua.

Mentre il Governo balbetta, i fatti gridano che il contingente italiano è sotto attacco deliberato. Ieri i mezzi Lince sono stati bersagliati dal fuoco delle IDF; oggi, la risposta di Roma si è arenata in una convocazione diplomatica di facciata. Israele è stato chiaro: non si fermerà finché Hezbollah non sarà annientato. Essere “testardamente occidentali”, come recita lo slogan della Meloni, oggi significa accettare che i nostri militari rischino la vita per una missione che non ha più né scopo né protezione internazionale. Siamo scudi umani pagati dallo Stato.

Sullo sfondo, lo Stretto di Hormuz è diventato il cappio al collo della nostra economia. L’Iran ha confermato il blocco: solo 15 navi al giorno possono passare finché il massacro in Libano non cessa. Il Brent consolida tra i 96 e i 98 dollari, ma le proiezioni di JP Morgan parlano di 150 dollari entro un mese. Per l’Italia questo si traduce in benzina a prezzi insostenibili e un’inflazione che divora stipendi fermi al secolo scorso. La sicurezza energetica rivendicata dalla Premier è un castello di sabbia davanti a una marea di greggio che semplicemente non arriva.

Giorgia Meloni è tornata al Senato dichiarando che “il governo non indietreggia”. Ma verso dove dovremmo avanzare? Con un debito pubblico che morde e le opposizioni che denunciano riforme di cartone, l’unica carta rimasta è la “resilienza”. Parlare di Made in Italy mentre le fabbriche tremano per i costi dell’energia e i nostri figli sono al fronte libanese è un esercizio di stile che non paga le bollette. L’Italia di oggi è una pedina bloccata tra un alleato che ci ignora e un nemico che ci ricatta. Se questa è la sovranità promessa, è la sovranità dei vinti.

@Riproduzione riservata

L'articolo Il funerale dei giusti e la sovranità annegata nel sangue di Beirut e nel greggio di Hormuz proviene da Paese Italia Press.

Autore
Paese Italia Press

Potrebbero anche piacerti