Metropolis è un film fantascientifico tedesco del 1927, ispirato all'omonimo romanzo di Thea von Harbou pubblicato nel 1925. Ambientato nel 2026, narra di una realtà distopica nella quale la classe povera vive e lavora sottoterra facendo funzionare la macchina-cuore, un gigantesco generatore che alimenta Metropolis, la città sovrastante dove vivono i ricchi.. La rivolta: Maria e l'inganno dell'androide
La storia ha inizio quando Freder, figlio di uno degli imprenditori di Metropolis, vede Maria, una giovane ragazza della classe operaia. Catturato dal suo sguardo e dalla sua bellezza decide di visitare il sottosuolo, dove si rende conto delle condizioni disumane nelle quali vivono i lavoratori e assiste a un guasto della macchina a causa del quale muoiono diversi uomini.
Qui ascolta poi Maria parlare agli operai in subbuglio, rassicurandoli sulla venuta di un mediatore e predicando la pace futura.
. Venuto a conoscenza del malcontento dei lavoratori e del potere persuasivo di Maria, il padre di Freder ordina a Rotwang, uno scienziato folle un tempo innamorato della sua defunta moglie (madre di Freder), di catturare Maria e sostituirla con un androide identico.
Questa Maria-robot sarà addestrata per manipolare i lavoratori, evitandone ribellioni. Rotwang però, spinto dalla sete di vendetta verso il vecchio rivale in amore, programma segretamente il robot-Maria affinché fomenti la rivolta della classe operaia sovvertendo l'ordine della città.
Prima la distruzione, poi la pace
Gli operai, spinti dai discorsi dell'androide, distruggono la macchina-cuore, provocando però allagamenti che rischiano di far annegare le loro famiglie rimaste a casa. Fuggiti e accortisi della natura malvagia del robot, lo bruciano sul rogo. Il padre di Freder e il capo degli operai si riappacificano infine grazie alla mediazione di Freder.. Il film fu molto amato da Adolf Hitler, ma in generale piuttosto snobbato dalla critica dell'epoca (il New York Times lo definì «una meraviglia tecnica dai piedi d'argilla»): oggi è considerato un capolavoro cinematografico e nel 2001, dopo la pubblicazione di una nuova versione con diverse scene inedite recuperate, ha ottenuto dall'UNESCO il riconoscimento di Memory of the World.. Dalla schiavitù della macchina al Burnout digitale
Come in Metropolis, anche nel mondo attuale le macchine controllano gli umani (e la società, che va in tilt ad ogni attacco hacker)– sebbene abbiamo l'illusione del contrario. Smartphone, TV, tablet, intelligenza artificiale – sono tutte creazioni che sono sfuggite al nostro controllo, e dalle quali siamo ora (chi più, chi meno) dipendenti.. Un'altra similitudine che salta all'occhio riguarda la schiavitù nei confronti del lavoro: i turni massacranti degli operai di Metropolis, che non fanno altro che eseguire compiti ripetitivi per far funzionare la macchina-cuore, assomigliano a quelli di chi oggi si rinchiude in ufficio o in fabbrica con il solo scopo di arrivare a fine giornata (e a fine mese), spesso finendo in burnout per troppo stress.. Politica, populismo e il "cuore" come mediatore
L'androide Maria fomenta i lavoratori con discorsi incendiari, spingendoli a ribellarsi ai propri padroni senza, però, offrire soluzioni per il post-rivolta − strumentalizzando la rabbia collettiva in un modo che ricorda quello di alcuni politici attuali (al di qua e al di là dell'oceano).
A quasi cento anni dalla sua uscita, Metropolis continua a parlarci perché mette in scena problemi sociali, disuguaglianze e speranze ancora molto attuali. Le macchine sono più moderne, il lavoro è cambiato, ma il rischio di perdere l'umanità venendo fagocitati dalle nostre creazioni è lo stesso. Forse la chiave sta nella frase di Maria (quella vera): il mediatore tra il cervello e le mani deve essere il cuore..