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Il consigliere regionale Ferrari al processo contro il “locale” di Cirò: «Mio dovere denunciare»

  • Postato il 9 aprile 2026
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Il consigliere regionale Ferrari al processo contro il “locale” di Cirò: «Mio dovere denunciare»

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Il consigliere regionale Ferrari al processo contro il “locale” di Cirò: «Mio dovere denunciare»

L’ex sindaco di Cirò Marina Sergio Ferrari denunciò le nuove leve del “locale” di ‘ndrangheta, la testimonianza al processo Ultimo Atto


CROTONE – «Ero turbato. Da una parte ero preoccupato di non essere coinvolto in attività non autorizzate. Dall’altra, ero preoccupato che potesse accadere qualcosa in caso di mancata autorizzazione». A parlare in aula, davanti al Tribunale penale di Crotone, è il consigliere regionale ed ex sindaco di Cirò Marina Sergio Ferrari. Il processo è quello scaturito dall’inchiesta che portò all’operazione Ultimo Atto, contro le nuove leve del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò.

Ferrari ha confermato quanto già aveva denunciato ai carabinieri, aggiungendo ulteriori dettagli. Ha ritenuto di recarsi in caserma ritenendo che fosse suo «dovere istituzionale» segnalare il modo anomalo con cui fu avvicinato da due «pregiudicati». I presunti affiliati Cataldo Cornicello e Franco Cosentino gli chiedevano, con atteggiamento insistente, di autorizzare una festa canora nell’area portuale.

«Il SINDACO PUÒ FARE TUTTO»

«Ero in Comune quando fui contattato da mio nipote che mi diceva che qualcuno voleva parlare con me. Qualcuno l’aveva prima contattato via whatsapp, chiedendogli un appuntamento. Mentre parlavo con lui questo qualcuno gli sottrasse il telefono e disse che voleva incontrarmi. Io risposi che mi trovavo in Comune e stavo per andare a palazzo Porti, dove stava per tenersi una seduta consiliare». Là davanti si presentarono i due ai quali Ferrari fece presente che per realizzare la manifestazione avrebbero dovuto presentare un’istanza alla polizia locale. E quando Cosentino, appoggiando la causa di Cornicello, osservò che tanto “il sindaco sei tu e se vuoi lo puoi fare”, Ferrari obiettò che non era esattamente così. «Un sindaco può fare tutto ciò che è a norma».

LEGGI ANCHE: Crotone, multa al consigliere regionale Ferrari per la mancata testimonianza contro il “locale” di Cirò – Il Quotidiano del Sud

LA FESTA CANORA

Cornicello a quel punto avrebbe minacciato, anche in assenza di concessione, di voler organizzare comunque la serata, incurante di eventuali controlli e sanzioni. All’incontro partecipò anche il vicesindaco Pietro Francesco Mercuri che venne zittito da Cornicello, come ha ricordato Ferrari. “Tu stai zitto che parlo con il sindaco”. L’episodio suscitò apprensione nei familiari dell’ex sindaco. Sua moglie notò un’auto sospetta nei pressi dell’abitazione di famiglia, il giorno stesso della denuncia. Anche questa circostanza venne riferita ai carabinieri.

IL CHIOSCO

Un altro particolare emerso dall’interrogatorio di Ferrari, incalzato dal pm Antimafia Roberto Cubellotti e dagli avvocati difensori Nicodemo Bastone e Raffaele Meles, ma anche dal presidente del collegio, Edoardo D’Ambrosio, è che Cosentino disse che era intervenuto perché la vicenda gli interessava “personalmente”. L’uomo precisò che «non era intervenuto, invece, nella vicenda relativa all’autorizzazione di un chiosco al fratello, negata dall’amministrazione da me presieduta», ha ricordato Ferrari.

IL PRECEDENTE

Appena il caso di ricordare che, per un episodio di minacce legate a una mancata concessione balneare rivolte a Ferrari e a un funzionario comunale, Francesco Cornicello è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione (pena sospesa) nel processo innescato da denunce dello stesso Ferrari, costituitosi parte civile. Ferrari si è scusato per l’assenza alla precedente udienza, dovuta a un impegno istituzionale. Il presidente D’Ambrosio ha accettato le scuse e ha revocato la sanzione di 150 euro.

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