Il Cinema italiano nel mondo

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Cinema
  • Di Paese Italia Press
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Antonietta Saracino

Innumerevoli sono le iniziative degli Istituti italiani di cultura, quali promotori della cultura italiana nel mondo in tutti i suoi ambiti: arte, letteratura, musica, cinema, teatro, danza, fotografia, moda, architettura, design, scienza ed altro. Vengono organizzati eventi, mostre e festival, promossa la lingua italiana nei molteplici rapporti internazionali dagli Istituti di cultura che divengono facilitatori del dialogo tra le culture fondato sui principi della democrazia.

Tra tutte le iniziative, interessano qui quelle dedicate alla conoscenza del Cinema italiano di ogni genere ed epoca, arte questa che ha sempre goduto di largo interesse da parte delle comunità accademiche internazionali, operatori del settore e studenti senz’altro, ma anche dei moltissimi estimatori del Cinema italiano in generale. Interesse primario ha sempre suscitato il periodo neorealista che ha evidentemente rappresentato e ancora rappresenta una scuola per tutti coloro che hanno inteso studiare ma soprattutto intraprendere un ‘mestiere’ per niente affatto semplice in tutte le sue sfaccettature attoriali, registiche e così via.   

SAN PAOLO, Brasile | 15 aprile 2025 – 27 maggio 2025

Il corso è a pagamento e si terrà a partire dal 15 aprile 2025, ore 15:00, fino al 27 maggio 2025, ore 15:00, presso l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, Av.Higienópolis, 436.

Telefone/whatsapp: (11) 99270 7188
e-mail: iic_cursos@puntob.com.br

Il corso è tenuto dal prof. Franthiesco Ballerini*. Il suo target è vasto e multiforme e destinatario di un percorso che si snoda nella storia del Cinema italiano attraversando i primi anni del novecento a cominciare dal 1905 con La Presa di Roma (o La Breccia di Porta Pia), quello che è ritenuto essere il primo kolossal del cinema (o quantomeno il precursore del genere) e dal vero e proprio padre del kolossal, il leggendario Cabiria del 1914 (regia di Giovanni Pastrone), con una lunghezza impensabile per l’epoca: oltre 3000 metri di girato per circa 187 minuti di proiezione. E un budget di 1 milione di lire.

Il programma del corso prevede poi un’analisi particolare del cinema fascista.

Ma è il Neorealismo che segnerà una vera rivoluzione nella grammatica cinematografica dell’epoca (e non solo in Italia ma ovunque si facesse cinema). Il cinema è libero di esprimersi, si svincola dai legami con la recitazione professionale e le riprese in studio. I primi film sono girati in strada e interpretati da attori non professionisti anch’essi presi dalla strada. Verranno proiettate sequenze dai capolavori: Roma, città aperta, 1945, e Germania, anno zero, 1948, di Roberto Rossellini. La terra trema,1948,di Luchino Visconti e Ladri di biciclette, 1948, di Vittorio De Sica.

Il programma prosegue con temi e nuovi contesti del Post-Neorealismo.

E si arriva a Michelangelo Antonioni e la sua incomunicabilità umana, e la visione nostalgica e ludica della vita di Federico Fellini.

Il corso prosegue verso gli anni 50/60 a incontrare il cinema poetico, politico e erotico di Pier Paolo Pasolini. Conservatorismo e ribellione: tematiche e tecniche superando la censura. Simbologie e temi.

Degli anni ’70, ’80 e ‘90 si scopriranno i grandi autori quali Ettore Scola, da Nanni Moretti a Roberto Benigni. E di Giuseppe Tornatore e Paolo Sorrentino si analizzerà l’efficacia narrativa ed estetica dei vincitori del premio Oscar.

In conclusione, un’analisi approfondita del XXI secolo con le nuove tendenze e i protagonisti.

METODOLOGIA

Lezioni frontali. Presentazioni teoriche con supporto audiovisivo, contestualizzando ogni periodo e movimento.

Proiezioni e dibattiti. Sessioni cinematografiche seguite da discussioni critiche per approfondire la comprensione delle opere.

Analisi del caso. Studio dettagliato dei film e dei registi emblematici, mettendoli in relazione con il contesto socioculturale dell’epoca.

* Franthiesco Ballerini….

Finalista del 60° Premio Jabuti per il libro Poder Suave – Soft Power, è giornalista e dottore di ricerca in Processi Socioculturali. Fondatore dell’agenzia Ethos Comunicação & Arte, Ballerini ha una vasta esperienza internazionale, avendo lavorato come reporter, critico cinematografico e corrispondente in paesi come gli Stati Uniti, l’India, il Canada e il Messico, per testate come O Estado de S. Paulo e Radio Eldorado. La sua carriera include il lavoro come critico cinematografico presso TV Gazeta e come editorialista per l’Observatório da Imprensa (Osservatorio della stampa), oltre a collaborare con Fair Observer e Metròpolis (TV Cultura). Con masterclass tenute presso istituzioni come l’Università di Chicago, l’Università dell’Illinois, l’Università di Harvard e la Freie Universitat di Berlino. Ballerini è autore di diverse opere rilevanti, tra le quali:

•                 Diario di Bollywood (Diário de Bollywood), 2009

•                 Il Cinema brasiliano del 21° Secolo (Cinema Brasileiro no Século 21), 2012

•                 Il Giornalismo culturale del 21° Secolo (Jornalismo Cultural no Século 21), 2015

•                 Soft Power (Poder Suave), 2017

•                 Sotria del Cinema mondiale (História do Cinema Mundial), 2020

•                 Potere culturale (Poder Cultural), 2023

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