Il ciclismo ha il nuovo Pogacar e in Francia sono sicuri: Paul Seixas, è arrivato quel giorno

  • Postato il 17 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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L’ultimo endorsement in ordine di tempo è arrivato da Filippo Pozzato. Intervistato da Oasport, il vicentino si è sbilanciato: “Seixas mi ha impressionato molto alle Strade Bianche. È uno di quei corridori giovani che quando li vedi capisci subito che hanno qualcosa di speciale”.

Ma quella di Pozzato è solo l’ennesima consacrazione che si accoda alle parole di tanti ex colleghi e analisti. In Francia – dove il ciclismo respira sacralità – sono convinti di aver trovato l’uomo che aspettavano da tempo. E hanno già fissato il primo obiettivo: la Liegi-Bastogne-Liegi, più incline alle sue attitudini. La Milano-Sanremo no: resta un outsider.

Paul Seixas è diventato il talento più attenzionato del ciclismo mondiale perché a 19 anni ha già lanciato segnali che, così presto, si vedono raramente tutti insieme: vittoria mondiale junior a cronometro nel 2024, successo al Tour de l’Avenir 2025 con due tappe, bronzo agli Europei élite dietro Pogacar ed Evenepoel, settimo al Lombardia 2025 e, in questo avvio di 2026, una tappa in Algarve, il Faun-Ardèche Classic, infine soprattutto il secondo posto alla Strade Bianche alle spalle di Pogacar.

Paul Seixas, il primo francese juniores iridato a cronometro

Fenomeno. È una voce che è cominciata a girare. Accade spesso: l’esaltazione brucia come la paglia, basta poco. Con Seixas, però, il discorso è diverso. Perché prima sono arrivati i fatti, poi le etichette.

Il francese, nato a Lione il 24 settembre 2006, è cresciuto nel la filiera Decathlon-AG2R fino al professionismo del 2025. Nel frattempo ha infilato un percorso da corridore totale: strada, ciclocross, cronometro, salite, corse a tappe e classiche.

Atleta completo che già da giovanissimo ha fatto capire di poter stare quasi ovunque dentro una corsa. Il primo indizio forte, quello che lo ha trasformato da promessa a certezza, è arrivato nel 2024 a Zurigo.

Seixas ha vinto il mondiale juniores a cronometro dominando la prova e la Federazione francese ha dato a quel successo un peso che andava oltre la medaglia: era il primo francese di sempre a laurearsi campione del mondo juniores nella disciplina.

Il 2025 d’oro di Seixas

L’esplosione è quella dello scorso anno. Il Tour de l’Avenir del 2025, corsa che storicamente è vetrina per i campioni di domani, lo consacra con un messaggio chiarissimo: Seixas è già pronto a vincere. Si impone nella generale, diventa il 19esimo francese a conquistare la prova e nell’ultima cronoscalata fa il vuoto, rifilando 28’’ a Nordhagen e 33 a Widar.

Nello stesso anno centra l’ottavo posto al Dauphiné, il settimo al Lombardia e il bronzo europeo élite in una corsa chiusa solo da Pogacar ed Evenepoel. Al Lombardia, al debutto in una classica Monumento, diventa il più giovane a entrare nella top 10 negli ultimi cento anni. La domanda a cui cercare risposta cambia improvvisamente: appurate forza e talento, quanto gli servirà per diventare uno dei riferimenti del ciclismo mondiale?

La consacrazione del 2026

La crescita del 2026 è la conferma di un copione già scritto. In Algarve vince a Foia, porta a casa la maglia bianca e chiude secondo nella generale; arriva la Faun Ardèche Classic,Seixas smette di essere futuro. Diventa presente. Accelerazione netta sul Mur des Royes, dimostrazione di forza e seconda vittoria da professionista. Ha comandato la corsa.

Alla Strade Bianche 2026 Seixas non ha battuto Pogacar, ma ha fatto qualcosa che ha generato comunque rumore: ha reso credibile, almeno per qualche chilometro e in alcuni passaggi chiave, l’idea di poterci stare. Secondo posto a un minuto dal campione sloveno e, sul Monte Sante Marie, è riuscito per un tratto a rimanere nella scia del Cannibale del nuovo Millennio. Ancora una volta, l’interrogativo ha assunto nuove prospettive: quanto può arrivare vicino a Pogacar?

Seixas è l’erede di Pogacar?

Alla vigilia della Strade Bianche, il diretto interessato ha glissato: “Al momento, qualsiasi paragone con Pogacar non è reale né rilevante”, ma l’investitura è arrivata dall’alto. Proprio Pogacar ha ammesso di esserne rimasto colpito: “Impressionato da Paul. Ha fatto una corsa super buona”.

Poi il giudizio tranchant: “Ha dimostrato di saper andare in bici, di saper correre sotto pressione, di saper ottenere un risultato e di avere gambe incredibili. È una grande macchina”. Nel ciclismo di oggi non esiste investitura più significativa. Seixas e Pogacar restano su pianeti ancora distanti ma il francesino è il primo, da un po’ di tempo a rendere la prospettiva credibile.

La Francia è sicura: Seixas, l’Eletto

Attorno a lui la Francia si è già sbilanciata. L’ex ciclista Marc Madiot, intervenendo su RMC Radio lo scorso 2 marzo, lo ha definito “l’élu”, cioè l’eletto. Un predestinato: ha poi detto che, per lui, Seixas è già tra i cinque o sei corridori più forti al mondo.

Joxean Matxin Fernández, uomo simbolo UAE, ha scelto una formula sobria ma altrettanto rivelatrice: “Credo che ogni team lo vorrebbe”. Una frase che apre anche a scenari di mercato ma di fatto evidenzia il valore tecnico del corridore.

Cosa sappiamo di Paul Seixas

La bicicletta entra nella vita di Seixas per ostinazione: il padre ha raccontato con ironia all’Équipe che prima di iniziare “ha fatto 85 sport”. Seixas ha ammesso di aver “stressato” la famiglia pur di correre, perché in casa nessuno faceva ciclismo.

A dieci anni parlava di ciclismo anche con gli adulti. Secondo il ritratto dell’Équipe, i genitori si accorsero presto che aveva una resistenza fuori dal comune: ricordano una lunga camminata nel Vallese, Paul aveva appena due anni ma continuava ad andare avanti mentre gli altri bambini si fermavano.

Da piccolo, preparava perfino liste di Natale con le cime che voleva scalare. E il legame con l’Alta Savoia ritorna spesso: è lì, col nonno paterno, che ha guardato il Tour de France e ha iniziato ad associare il ciclismo alla montagna.

Verso la Milano-Sanremo 2026

La Milano-Sanremo 2026 si corre sabato 21 marzo e apre, come da tradizione, la stagione delle Classiche Monumento. È la 117esima edizione della “Classicissima di Primavera”, una corsa che continua a essere unica: lunghissima, apparentemente lineare per buona parte della giornata, ma capace di esplodere tutta negli ultimi chilometri. Anche quest’anno si parte a Pavia e si arriva in via Roma, a Sanremo, dopo 298 chilometri: nove in più rispetto al 2025.

Il tracciato conserva l’anima storica della corsa. Dopo il passaggio verso Milano e il rientro sul percorso tradizionale, il gruppo attraversa Voghera, Tortona, Ovada e il Passo del Turchino, prima di scendere verso il mar Ligure.

Da lì inizia la lunga marcia sull’Aurelia fino ai tre CapiMele, Cervo e Berta –, poi il cuore tattico: Cipressa e Poggio. La Cipressa misura 5,6 km al 4,1%, mentre il Poggio comincia a 9 km dall’arrivo, è lungo 3,7 km, ha una pendenza media inferiore al 4% ma tocca punte dell’8%: immette in una discesa tecnica e nervosa spesso decisiva quanto la salita. Dopo l’ultima curva, ai 750 metri, resta il rettilineo finale di via Roma.

I favoriti della Milano-Sanremo 2026

Il tema tattico resta lo stesso: la Cipressa può decidere la corsa. Quanto ai favoriti, il duello che accende l’attesa è tra Tadej Pogacar e Mathieu van der Poel. Lo sloveno arriva da una stagione iniziata fortissimo, con la vittoria alla Strade Bianche, e la sensazione che riuscirà a piegare anche la Sanremo.

Van der Poel è il favorito: ha già vinto due volte, conquistato l’Omloop Het Nieuwsblad e alla Tirreno Adriatico ha mandato segnali chiari con due successi di tappa.

Alle loro spalle, sogna anche l’Italia: Filippo Ganna e Jonathan Milan. Il primo è ormai uno specialista della gara, il secondo arriva rilanciato dal successo nell’ultima tappa della Tirreno, il sesto del 2026.

Anche Wout van Aert sta crescendo di condizione, Mads Pedersen ha dato forfait. Tra gli outsiders Matteo Jorgenson e Giulio Pellizzari. Seixas non è il nome centrale della Sanremo, ma il suo marzo ha già prodotto l’effetto più importante: pensare che possa fare bene ovunque.

Dove vedere la Milano-Sanremo in TV e streaming

Per seguirla in tv, la copertura ufficiale è confermata sui canali Rai con streaming su RaiPlay, oltre che su Eurosport, Discovery+ e HBO Max. Eurosport ha annunciato la diretta integrale dalle 10 su Eurosport 2. La finestra Rai risulta prevista su RaiSport dalle 9.50 e poi su Rai 2 dalle 14 per la parte finale.

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