Il centrodestra al 'bivio Vannacci', dentro la Lega o fuori da tutto?
- Postato il 30 gennaio 2026
- Politica
- Di Agi.it
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Il centrodestra al 'bivio Vannacci', dentro la Lega o fuori da tutto?
AGI - Un 'big' di Fratelli d'Italia, a microfoni spenti, è 'tranchant'. "Nessuna preoccupazione per Vannacci - sostiene -. Non ha voti, è un generale solo al comando, non ha una struttura. Se andasse fuori dalla Lega, non ci sarebbero spazi per lui nel centrodestra. Non sarebbe possibile fare accordi con una eventuale formazione che nascerebbe come 'filo-russa'. Si metterebbe fuori dalla coalizione". E anche in Forza Italia il tema legato alle iniziative dell'europarlamentare viene considerato come 'secondario'. "È un problema della Lega, non nostro, né del centrodestra. Noi non condividiamo le sue posizioni", scandiscono da parte azzurra.
Gli interrogativi
In attesa dell'incontro con Matteo Salvini, annunciato direttamente dal segretario del partito di via Bellerio, in Parlamento nel centrodestra ci si interroga sulle prossime mosse del generale. Il vicepremier leghista ha gettato acqua sul fuoco: nella Lega c'è spazio per le sensibilità di tutti, ha ribadito. "Ci vediamo con calma, chiariremo tutto ma è un problema per i giornalisti non per gli italiani, non per la Lega", ha tagliato corto. E ancora: "Abbiamo voglia di costruire, crescere, non di litigare. Capisco che i giornali debbano scrivere qualcosa, ma la Lega è concentrata sul tema della sicurezza".
I governatori del Nord
Insomma, dossier derubricato a questione interna. Non così per molti nel partito. Nella Lega c'è chi teme che il generale voglia 'logorare' il partito, porre determinate condizioni per restare sulla nave, avere un posto a prua soprattutto in vista della definizione delle liste. Tra i più critici, come è noto, i governatori del Nord. Vannacci "è un'anomalia all'interno del nostro movimento", è tornato a tuonare il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Non è possibile "creare circoli, fare le manifestazioni al di fuori del partito - ha aggiunto -, presentare e depositare un nuovo logo, fare un nuovo sito". Anche l'ex governatore veneto, Luca Zaia, da tempo condivide la lettura di Fontana e non ne avrebbe fatto mistero con Salvini, al punto che avrebbe proposto al segretario, per agevolarlo, di assumersi la responsabilità di una eventuale richiesta di estromissione del generale.
La posizione di Salvini
Ma la linea di Salvini sembra essere quella di tentare un chiarimento con l'autore del 'Mondo al contrario', ricomporre, anche se appare forse un azzardo in previsione futura, soprattutto in chiave interna in quanto potrebbe avere ricadute sulla strategia delle candidature al Nord alle Politiche, dove tra le ipotesi c'è quella di schierare Zaia e Fontana. E la 'coabitazione' con Vannacci in una campagna elettorale che si preannuncia accesa potrebbe essere di difficile gestione. Sullo sfondo poi c'è la partita della legge elettorale.
"Come fa a scendere in campo se non si sa come si andrà a votare e con quale soglia?", l'interrogativo nel centrodestra. Tra i 'vannacciani' c'è attesa in vista del faccia a faccia con Salvini. Ma il 'refrain' è che, qualora dovesse nascere qualcosa di nuovo - dice un militante vicino al generale -, "converrebbe anche a Meloni", non sarebbe certo per far vincere la sinistra, ma per rilanciare i temi cari alla destra e al governo. Uno dei temi è quello della 'remigrazione', domani ci sarà alla Camera una conferenza alla presenza di membri di Casapound, ma il generale non avrebbe dato alcun input all'iniziativa. Per ora è impegnato in una serie di appuntamenti in agenda in giro per l'Italia, i post legati a una sua eventuale discesa in campo vengono considerati non riconducibili a lui. E sono stati cancellati stamane. Di vero c'è che ha depositato il simbolo, 'Futuro nazionale'.
"Un logo come tanti altri", ha sostenuto Salvini. Ma il tema sul tavolo c'è. Perché, per dirla con le parole di un altro esponente degli ex lumbard, "se Vannacci vuole rimanere dentro deve finirla con i personalismi: si rema tutti nella stessa direzione". "Io non mi accontento, non sono un tipo che si accontenta. Punto in alto. Voglio di più. Il sei, il dieci, il quindici, il venti per cento", ha detto l'europarlamentare in un'intervista al Corriere della Sera. Intanto, però, i responsabili di tre team di peso del 'Mondo al contrario' - Milano, Varese e Verona - hanno lasciato il movimento denunciando il "caos" organizzativo e il "bluff" politico di una "dirigenza chiusa in se stessa, completamente scollegata dalla base" con "l'unico vero interesse dimostrato dalla dirigenza di organizzare incontri pubblici a pagamento, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un movimento politico in una sorta di circuito commerciale, mentre i team venivano lasciati soli, senza strumenti, senza indicazioni e senza risposte".
Tributo a Maroni
Il partito si è riunito alla Camera nel ricordo dell'ex segretario Roberto Maroni, scomparso a novembre del 2022. Presente Salvini e i figli dell'ex governatore, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha illustrato la pubblicazione dei discorsi di Maroni curata dal centro studi di Montecitorio. "Nei momenti di crisi serve freddezza, lucidità, capacità di analisi", ha detto il ministro leghista dell'Economia Giancarlo Giorgetti, ricordando il collega e amico "Bobo". "Come ci è stato insegnato la politica è il gioco degli scacchi, e la differenza tra uno molto bravo e uno no è capire le conseguenze delle tue decisioni, ha aggiunto Giorgetti, in "divisa d'ordinanza", con cravatta verde e spilletta al bavero della giacca.
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