Il caso Powell travolge la Fed: indagine penale e tensioni con Trump
- Postato il 12 gennaio 2026
- Di Panorama
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Scossone alla Fed. Il presidente della banca centrale americana, Jerome Powell, ha reso noto di essere sotto inchiesta penale da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. “Venerdì, il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla Federal Reserve citazioni in giudizio da parte di un gran giurì, minacciando un’incriminazione penale in relazione alla mia testimonianza davanti alla Commissione bancaria del Senato lo scorso giugno. Tale testimonianza riguardava in parte un progetto pluriennale di ristrutturazione degli storici edifici adibiti a uffici della Federal Reserve”, ha affermato Powell domenica sera. “Nutro un profondo rispetto per lo stato di diritto e per la responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno, e tanto meno il presidente della Federal Reserve, è al di sopra della legge. Ma questa azione senza precedenti va considerata nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni dell’amministrazione”, ha proseguito, in un’esplicita stoccata alla Casa Bianca.
La questione ruota attorno ai lavori di ristrutturazione del quartier generale della Fed: lavori che, iniziati nel 2022, hanno registrato costi ben più elevati di quelli originariamente preventivati. La cifra complessiva si aggira attorno ai 2,5 miliardi di dollari: circa 600 milioni in più di quanto previsto all’inizio. Ad aprile dell’anno scorso, il New York Post pubblicò un articolo in cui si puntava il dito contro il considerevole aumento dei costi, dovuti soprattutto alla presenza di progetti particolarmente sontuosi. “I progetti includono terrazze-giardino sul tetto, lucernari, giochi d’acqua elaborati e un nuovo sistema di ascensori che consentirà ai membri del consiglio di essere accompagnati direttamente nella loro sala da pranzo per i vip”, riportò la testata.
Fu così che, durante un’audizione al Senato svoltasi a giugno, Powell replicò, definendo l’articolo del New York Post “fuorviante e impreciso”. “Non c’è una sala da pranzo per i vip, non ci sono nuovi marmi. Non ci sono ascensori speciali”, aggiunse, per poi continuare: “Non ci sono nuovi giochi d’acqua, non ci sono alveari e non ci sono giardini pensili”. Il New York Post replicò a sua volta, sostenendo che, con le sue dichiarazioni al Senato, il presidente della Fed avesse “contraddetto apertamente i documenti di pianificazione del progetto”, che avrebbero previsto la ristrutturazione delle sale da pranzo private e “terrazze verdi sui tetti”.
La circostanza portò l’ex consulente del consiglio d’amministrazione della Fed, Andrew T. Levin, ad accusare Powell di aver mentito al Congresso. “Non può essere consentito a un alto funzionario della Fed di rilasciare false dichiarazioni sotto giuramento durante un’udienza del Congresso. Tali dichiarazioni devono essere prontamente corrette e, nei casi più gravi, soggette a censura da parte del Senato”, tuonò. E infatti, come confermato dallo stesso Powell, l’indagine aperta dal Dipartimento di Giustizia riguarda proprio la sua controversa audizione in Senato di giugno. Tuttavia, come abbiamo visto, il presidente della Fed ritiene che l’inchiesta sia in realtà un modo per mettere politicamente sotto pressione la banca centrale da lui guidata. Non è del resto un mistero che Donald Trump stia da mesi criticando Powell per la sua politica monetaria, giudicata non abbastanza espansiva. Un Trump che, domenica sera, ha comunque negato di essere a conoscenza dell’indagine. “Non ne so nulla, ma di certo non è molto bravo alla Fed e non è molto bravo a costruire edifici”, ha affermato, riferendosi a Powell.
Nominato dallo stesso Trump nel 2017, l’attuale presidente della banca centrale statunitense è stato riconfermato da Joe Biden nel 2022. Il suo secondo mandato scadrà a maggio di quest’anno e l’inquilino della Casa Bianca nominerà quindi un successore (il nome più quotato, al momento, è quello dell’attuale direttore del National Economic Council, Kevin Hassett). In teoria, la legge consente al presidente degli Stati Uniti di licenziare il capo della Fed per “giusta causa”: non è tuttavia al momento chiaro se Trump abbia intenzione di far leva sull’indagine del Dipartimento di Giustizia per silurare Powell.
Nel frattempo, nel corso degli ultimi mesi, l’inquilino della Casa Bianca ha aumentato la propria influenza sul board dei governatori della Federal Reserve. Ad agosto, dopo le dimissioni di Adriana Kugler (che era stata nominata da Biden), ha designato Stephen Miran, l’allora presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, che è favorevole a drastici tagli ai tassi d’interesse. Trump è inoltre in un contenzioso legale con un’altra governatrice di nomina dem, Lisa Cook: il presidente americano sta cercando di licenziarla a seguito delle accuse di frode ipotecaria che l’hanno colpita, ma la diretta interessata ha fatto ricorso e, almeno per ora, resta al suo posto. Frattanto, i mercati sono agitati a causa del nuovo scontro tra Trump e Powell: l’oro ha superato i 4.600 dollari l’oncia, mentre l’argento ha raggiunto gli 84 dollari.