Il calciomercato in salita di Roma e Lazio. Gasp muto, Sarri perde (anche) Guendouzi

  • Postato il 7 gennaio 2026
  • Di Panorama
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Uno ha scelto di stare in silenzio per evitare di dire quello che pensa. L’altro ha spiegato con determinazione cosa si attende dalle prossime settimane e, per ora, si fa andar bene le prime mosse del suo presidente. Gasperini e Sarri stanno vivendo un inizio di sessione invernale di calciomercato sulle montagne russe. Roma e Lazio avrebbero bisogno di aiuto per proseguire sulla strada intrapresa, i giallorossi, o correggere il tiro di una stagione nata male, i biancocelesti: fin qui, però, si sono dovuti accontentare di tante parole e pochi fatti.

Il rifiuto di Gasperini di presentarsi ai microfoni dopo la vittoria contro il Lecce, spiegato dal club come scelta personale, è arrivato nelle ore dei confronti continui con la dirigenza e ora con la proprietà della società. Se è vero che in Salento sono stati decisivi i gol di Ferguson e Dovbyk, che stanno molto in alto nella lista dei partenti durante il mercato invernale, è indubbio che la Roma si sia presentata ai minimi termini e abbia rischiato di appesantire il bilancio di un mese di dicembre da 9 punti in 6 giornate.

Roma, il silenzio nervoso di Gasperini

Con le altre che corrono per un posto in Champions League e la proiezione quota del quarto posto che si sta alzando progressivamente (ora è 72 punti minimo), c’è da essere nervosi. Soprattutto se i problemi sono evidenti da mesi e le soluzioni tardano. Gasperini ha bisogno di forze fresche e tatticamente differenti in attacco: lo dice da agosto e la promessa di intervenire è rimasta per ora tale.

Sul tavolo ci sono due nomi: Giacomo Raspadori, che il ds Massara ha definito trattativa in corso ma che per il momento continua a restare a disposizione dell’Atletico Madrid, compresa la lunga trasferta in Arabia Saudita, e Joshua Zirkzee che a Manchester si trova male ma che deve fare i conti con il cambio di allenatore. I tempi si allungano, insomma, e ci sono tante cose da fare. Tra dirigenza e tecnico il filo del dialogo non si è mai interrotto, ma il mal di pancia a Trigoria è palpabile e il silenzio di Lecce lo ha semplicemente portato alla vista anche dei più distratti.

Lazio, mercato sbloccato ma Lotito prima vende i migliori

La storia della Lazio, invece, è quasi surreale. In estate Lotito ha avuto il mercato bloccato perché non rispettava nessuno dei parametri economici e finanziari previsti dalle norme federali. Ha protestato e urlato al complotto, ma la verità è che non appena ha avuto l’opportunità di muoversi lo ha fatto vendendo. Dopo Castellanos, attaccante che legava poco con Sarri ma era pur sempre un giocatore da doppia cifra, ecco la cessione di Guendouzi che va al Fenerbache per una trentina di milioni di euro bonus inclusi.

E’ possibile che il profilo di Petar Ratkov, 22enne prelevato dal Salisburgo per circa 13 milioni di euro (la metà di quelli incassati dalla vendita di Castellanos al West Ham) soddisfi le esigenze di Sarri, ma è certo che la Lazio di gennaio è molto distante da quella raccontata dal suo patron in estate. La sensazione è di un indebolimento progressivo nel contesto di una piazza che ormai contesta da lungo tempo il patron.

Si attendono reazioni di Sarri, che a luglio è stato un signore ad accettare a restare a Formello pur scoprendo tardi di dover guidare un progetto senza mercato. Gli altri nomi che circolano per la campagna di rafforzamento biancoceleste sono quelli del centrocampista Fabbian e del trequartista Daniel Maldini o, in alternativa, Samardzic. Non tutti sembrano funzionali alle idee del tecnico, nessuno pare più forte di quelli che sono stati ceduti facendo cassa.

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Panorama

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