Ice, la pressione delle aziende americane che ha portato Trump a fare un passo indietro sul Minnesota e a rimuovere Bovino

  • Postato il 27 gennaio 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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Sessanta importanti aziende, alcune nazionali e internazionali, altre legate prettamente allo Stato del Minnesota, hanno scritto una lettera su carta intestata della Camera di Commercio del Minnesota, chiedendo apertamente che l’Ice se ne deve andare perché sta rovinando i loro affari.

Si tratta di aziende come la 3M, Target, Best Buy, UnitedHealth Group, General Mills, Cargill (la più importante azienda privata americana), U.S. Bancorp, Medtronic o Mayo Clinic. Con loro anche alcuni dei più importanti marchi sportivi professionistici come i Vikings, i Twins, i Timberwolves, i Lynx e i Wild. “Il troppo è troppo” è stato il messaggio che queste aziende hanno lanciato a Trump.

Quello che è stato scritto, spiega il Corriere della Sera, è stato duro e diretto ed ha probabilmente influito nella decisione di Trump di fare marcia indietro scaricando per primo il suo stratega e fidato consigliere Stephen Miller. E ci sono anche altri aspetti che non sono passati inosservati: quando alla sua portavoce è stato chiesto se quelle dichiarazioni sul terrorismo interno di Pretti riflettevano il pensiero del Presidente, la risposta è stata: “Non ho sentito il Presidente caratterizzare Pretti in quel modo, ma vogliamo condurre un’inchiesta completa”.

Bovino non è più il capo operativo in Minnesota

Nella giornata di ieri è avvenuta un’altra svolta: Gregory Bovino, il famigerato capo operativo della Border Patrol, la polizia delle frontiere che opera insieme all’Ice, è stato rimosso dalla guida delle operazioni in Minnesota. Trump ha anche promesso di ritirare al più presto le truppe Ice e di convocare alla Casa Bianca Kristin Noem, la Segretaria per la Sicurezza Interna. Anche lei rischia il posto? Al momento non sono trapelate informazioni a riguardo.

Greg Bovino
Greg Bovino (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Le aziende con i contratti Ice più grandi rischiano il blocco dei fondi

Ci sono poi le aziende che hanno contratti con l’Ice e che ora rischiano il blocco dei fondi. Si tratta di nomi importanti come Palantir, il fornitore di software tecnologico e di analisi che ha ottenuto 139,3 milioni di dollari nel 2022, AT&T che ha ottenuto 165,2 milioni di dollari, la Dell che di milioni ne ha ottenuti 18, la Motorola Solutions che ha fornito walkie-talkie e sistemi di videosorveglianza con un contratto da 15,6 milioni di dollari e la FedEx che si è aggiudicata un appalto da 2,3 milioni.

Domenica scorsa i senatori democratici hanno discusso la possibilità di bloccare il disegno di legge sul finanziamento del Dipartimento della Sicurezza Nazionale come rappresaglia alla repressione dell’immigrazione da parte dell’Ice. Il senatore Mark Warner, D-Va., ha scritto su X che “non può e non voterà” per finanziare la sicurezza nazionale “mentre questa amministrazione continua queste violente occupazioni federali delle nostre città”.

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Blitz

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