I venezuelani a Genova: “Inaccettabile parlare di noi e ignorare l’oppressione del regime”

  • Postato il 5 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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Generico gennaio 2026

Genova. “Pur riconoscendo il valore del dibattito democratico e il diritto di ogni forza politica a esprimere le proprie opinioni, riteniamo inaccettabile che si parli del Venezuela senza aver vissuto, conosciuto o ascoltato la realtà di milioni di cittadini venezuelani che hanno affrontato sulla propria pelle una crisi umanitaria, economica e sociale senza precedenti“. La comunità venezuelana di Genova alza la voce ed esprime “il proprio fermo dissenso” rispetto alla mobilitazione lanciata a Genova dopo l’attacco degli Stati Uniti e l’arresto del presidente Nicolas Maduro.

Dopo l’iniziativa di sabato sera a Caricamento, stasera alle ore 19 si terrà un nuovo presidio in via San Vincenzo all’angolo con via Galata. Sarà “un momento di raccoglimento, testimonianza e unità – scrivono i rappresentanti della comunità in una nota -. Un incontro aperto non solo ai venezuelani residenti in Liguria, ma anche a tutti coloro che desiderano esprimere vicinanza, solidarietà e sostegno a un popolo che continua a lottare per la libertà e la dignità”.

Nel mirino c’è “la presa di posizione del Partito Democratico ligure e di altri gruppi politici, promotori del presidio in data odierna“. Si tratta della manifestazione indetta per le 18.00 sotto la sede della prefettura con l’adesione di sindacati, associazioni e partiti politici.

“Oltre 8 milioni di venezuelani hanno lasciato il proprio Paese negli ultimi anni, spinti dalla fame, dalla repressione, dalla mancanza di cure mediche e dalla distruzione del tessuto democratico – continua il comunicato -. Parlare di aggressione senza menzionare le responsabilità del regime che ha causato questa diaspora rappresenta una grave distorsione della verità. Non accettiamo che si venga a spiegare ai venezuelani cosa siano la pace, la giustizia o la democrazia, quando sono proprio questi valori ad essere stati negati per decenni. La solidarietà non può trasformarsi in complicità ideologica, né la difesa della pace può ignorare le voci di chi ha vissuto l’oppressione. Chiediamo rispetto, ascolto e verità”.

“Condanniamo senza se e senza ma l’aggressione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela – esordisce il comunicato che lancia il presidio sotto la prefettura -. L’azione voluta dall’amministrazione Trump rappresenta un atto criminale e l’ennesima, gravissima
violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Un’aggressione che si inserisce in una più ampia strategia imperialista volta al controllo delle risorse naturali e petrolifere del paese sudamericano, accompagnata da tentativi di destabilizzazione politica culminati con il rapimento del presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro“. E poi: “Chiediamo la liberazione di Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores: spetta al popolo venezuelano e non certo al presidente Usa decidere chi vuole giudicare o eleggere”.

Il presidio vede la partecipazione di numerose realtà del panorama associativo e politico genovese. Tra le prime adesioni figurano sigle storiche come l’Anpi e l’Arci, Emergency Genova e la Cgil. Al fianco delle realtà sindacali e sociali, si schierano diverse formazioni politiche, tra cui Alleanza Verdi Sinistra, il Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, il Partito Comunista Italiano, la Fgci e il Partito Comunista dei Lavoratori.

E in mattinata si è aggiunto anche il Pd, pur precisando la sua posizione: “Condanniamo con chiarezza l’attacco imperialista statunitense, un atto grave e irresponsabile che viola il diritto internazionale, aumenta l’instabilità globale e colpisce ancora una volta un popolo già duramente provato. L’uso unilaterale della forza non è mai una risposta legittima e non può essere giustificato. Allo stesso tempo ribadiamo una posizione netta: la condanna dell’intervento Usa non significa in alcun modo sostegno o assoluzione del regime di Maduro. Le gravi responsabilità del governo venezuelano in termini di compressione delle libertà democratiche, diritti civili e condizioni sociali restano evidenti e non possono essere rimosse o relativizzate. Siamo di fianco al popolo venezuelano, che paga il prezzo più alto di scelte autoritarie e di nuove aggressioni esterne. La nostra posizione è chiara: no all’imperialismo e alla guerra, sì al multilateralismo, alla diplomazia e al rispetto del diritto internazionale. Per queste ragioni saremo presenti al presidio, per affermare un’idea di politica estera fondata sulla pace, sulla cooperazione tra i popoli e sul rifiuto di ogni logica di dominio e di guerra”.

Alle 18.30 ci sarà anche un altro presidio, convocato da Potere al Popolo sotto la sede del consolato statunitense in via Dante “in solidarietà con la Repubblica Bolivariana del Venezuela e contro l’attacco imperialista statunitense”.

Autore
Genova24

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