I sindaci della Val Susa contro Salvini: 3 miliardi dirottati sulla Tav e niente soldi al trasporto pubblico

  • Postato il 1 aprile 2025
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Salvini Day a Torino. Il ministro delle Infrastrutture ha riunito l’Osservatorio Tav per fare il punto sui lavori della grande opera, in ballo da vent’anni, che dovrebbe bucare le Alpi per far passare il treno veloce da Torino a Lione. Il 31 marzo ha ripreso le corse il Tgv francese che collega Milano a Parigi: è l’alta velocità che già c’è e che era stata interrotta per 18 mesi da una frana nella regione della Maurienne, appena al di là del confine con la Francia.

Il 1° aprile, ai Tgv francesi si sono aggiunti i Frecciarossa italiani, che in sei ore collegano Torino a Parigi. È il treno che dimostra la non proprio assoluta necessità di una nuova, costosissima linea ferroviaria Tav tra Italia e Francia. Infatti, oggi Salvini ha incassato le proteste, anche istituzionali, di chi vorrebbe che i quasi 3 miliardi di euro necessari per il Tav fossero più utilmente impiegati per terminare e ampliare la metropolitana di Torino.

La giornata si era aperta con la richiesta a Salvini del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, di riattivare la fermata di Bardonecchia dei Tgv francesi che, con tre corse al giorno, collegano Milano e Parigi. “Dal ministro abbiamo ricevuto rassicurazioni pragmatiche”, ha dichiarato Cirio, “perché la fermata dei treni internazionali a Bardonecchia è fattibile dal punto di vista trasportistico, ma al momento non è programmata. Abbiamo chiesto che la questione sia inserita nel primo incontro bilaterale Italia-Francia, in modo che la questione possa essere risolta. La fermata a Bardonecchia per il Piemonte rappresenta infatti una leva strategica importante, perché si tratta di una delle più importanti località turistiche di montagna”.

La questione centrale della giornata è stata però posta a Torino dall’Osservatorio Tav Torino-Lione, il comitato istituzionale che vigila sulla nuova linea ad alta velocità che dovrebbe essere costruita tra Italia e Francia. I sindaci della Valsusa hanno espresso dubbi sulla tratta Avigliana-Orbassano, ma soprattutto hanno protestato sulla spesa di quasi 3 miliardi che Salvini e il governo vorrebbero impegnare per il Tav, lasciando senza risorse il trasporto pubblico a Torino, che non riesce a completare la linea 1 della metropolitana e neppure a iniziare la prevista linea 2.

Con i sindaci della Valsusa si schiera Alessandro Errigo, primo cittadino di Rivoli, uno dei principali comuni dell’hinterland torinese, 50 mila abitanti, roccaforte Pd. La domanda posta a Salvini è: ma davvero il Tav Torino-Lione è la priorità per un territorio che da anni attende il completamento di opere più urgenti e utili ai cittadini che si spostano ogni giorno tra Torino e il suo hinterland? “Il nodo della questione non è la contrarietà pregiudiziale all’opera”, dichiarano i sindaci, “ma la razionalità nella distribuzione delle risorse. Dei 3 miliardi previsti, 1 miliardo proviene dal Fondo per il Trasporto Rapido di Massa, lo stesso fondo che dovrebbe servire a finanziare la metropolitana di Torino. Oggi, mentre vengono stanziate ingenti risorse per nuove opere senza certezze sui tempi di realizzazione, Torino e la sua area metropolitana continuano a fare i conti con una rete di trasporto pubblico insufficiente a rispondere alle esigenze dei cittadini”.

Tornano in primo piano i temi e i numeri già ricordati da tempo dai tecnici del movimento No-Tav: Lione, con una popolazione inferiore a quella di Torino, ha quattro linee di metropolitana per un totale di 30 chilometri su cui viaggiano ogni giorno oltre 700 mila passeggeri. Torino, con quasi 850 mila abitanti, ha una sola linea di 15 chilometri che serve appena 150 mila persone al giorno. La linea M1 di Torino, dopo anni di attese e lavori, è ancora incompleta: mancano 26 milioni di euro per chiudere i cantieri attuali e altri 311 milioni per far arrivare la metropolitana fino al centro di Rivoli. La futura linea M2 è in bilico, con una stima di costo salita a 2,5 miliardi di euro, di cui ne mancano già 700. In questo scenario, protestano i sindaci, appare paradossale che 3 miliardi vengano destinati a un’infrastruttura la cui utilità per il trasporto pubblico è tutta da dimostrare.

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Il Fatto Quotidiano

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