I ratti sono ottimi sommelier

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Di Focus.it
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Vi siete mai chiesti se gli animali sappiano distinguere tra diverse varietà dello stesso cibo o della stessa bevanda? Almeno nel caso dei ratti, la risposta è "sì", come dimostrato da un esperimento descritto in uno studio pubblicato su Animal Cognition, nel quale un gruppo di ricercatori dell'università di Trento, in collaborazione con quella di Lincoln, nel Regno Unito, e quella di Vienna ha sottoposto nove ratti a un test da sommelier – passato a pieni voti, visto che i roditori hanno dimostrato di saper distinguere tra diverse varietà di vino bianco. . Test da sommelier. I ratti, si legge nello studio, hanno un totale di 1.200 geni legati all'olfatto – per fare un paragone, noi umani ne abbiamo "solo" 400. Dalla nostra parte abbiamo ovviamente una capacità di processare le informazioni e di utilizzarle superiore a quella dei ratti (per esempio noi possiamo descrivere a parole diversi odori o sapori): ecco perché il mestiere del sommelier è tipicamente umano, e non è solo una questione sensoriale ma anche linguistica. Il team si è quindi chiesto se anche i ratti abbiano la stessa capacità di discernere sfumature di sapore e odore, e hanno organizzato un esperimento che ha messo nove esemplari a confronto con due diverse varietà di vino bianco, il Riesling e il Sauvignon Blanc. I ratti hanno imparato ad aspettarsi cibo solo di fronte a una specifica varietà, e hanno quindi dovuto abituarsi a distinguere tra le due.. Il ratto assaggiatore? L'esperimento è andato eccezionalmente bene, tanto che il team l'ha poi trasformato in un'esperienza più attiva: i ratti dovevano tirare una leva quando si trovavano davanti il vino giusto, ottenendo uno zuccherino come ricompensa. Anche qui, gli animali hanno imparato in fretta le differenze tra Riesling e Sauvignon Blanc, e a ottenere quindi il regalo con una percentuale di successo pari al 94%.. Sempre più difficile. A questo punto, il team ha alzato ulteriormente la difficoltà, offrendo loro nuovi vini con sapori simili a quelli delle due varietà già identificate. Qui la percentuale di identificazione è scesa al 65%: resta comunque altissima, e indica che i ratti hanno saputo imparare dalle esperienze precedenti per riconoscere e catalogare dei profumi nuovi. Non saranno ancora sommelier professionisti, ma la strada è quella giusta..
Autore
Focus.it

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