I pm ucraini: “Così Tymoshenko ha offerto 10mila dollari al mese a un deputato per comprare i suoi voti” | Le intercettazioni

  • Postato il 14 gennaio 2026
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È lunedì 12 gennaio, la vigilia delle votazioni con cui la Verkhovna Rada – il Parlamento di Kiev – è chiamato a esprimersi sulle dimissioni del ministro della Difesa Denys Shmyhal e di quello per la Trasformazione Digitale Mykhailo Fedorov, nel contesto del maxi rimpasto di governo in corso in Ucraina. Yulia Tymoshenko, in un’intercettazione ambientale agli atti dell’inchiesta che la vede indagata per tangenti, sta parlando con un deputato. Quest’ultimo, ricostruiscono i magistrati dell’Ufficio nazionale (Nabu) e della Procura specializzata anti-corruzione, le pone un quesito: “Ho solo una domanda: è una cosa una tantum? E questi ‘dieci’… sono dieci cosa, o come?”. “Una volta al mese. È una cosa stabile, permanente, per ogni persona”, risponde l’ex primo ministro. Che poi spiega: “Ecco. Da noi un mese viene considerato come due sessioni”, ovvero “paghiamo ‘dieci’ per due sessioni, paghiamo in anticipo per due sessioni”.

I magistrati interpretano l’espressione “dieci” come pagamenti da 10mila dollari statunitensi e considerano la frase “è una cosa stabile, permanente” come la spia di un “meccanismo di cooperazione regolare, che prevedeva pagamenti anticipati ed era concepito per un lungo periodo”. In pratica, secondo gli inquirenti, Tymoshenko sta discutendo con il parlamentare di un sistema per comprare i voti che quest’ultimo esprimerà alla Rada. I lavori parlamentari, come previsto dal calendario ufficiale, alternano settimane dedicate alle votazioni in aula e settimane dedicate al lavoro nelle commissioni o nei collegi elettorali. In questo caso le “sessioni” a cui si fa riferimento nell’indagine sono i periodi di due settimane al mese in cui i deputati sono fisicamente a Kiev per votare.

Il coordinamento con i circa 20 parlamentari coinvolti nel sistema secondo Nabu e Sap sarebbe avvenuto tramite app di messaggistica ritenute sicure come Signal e, secondo quanto ricostruito, i deputati non sarebbero chiamati a esprimersi a comando solo sui progetti di legge, ma anche nelle votazioni necessarie per portare a termine il rimpasto di governo. In particolare, Tymoshenko avrebbe impartito la seguente istruzione: “Votiamo per la rimozione (dei ministri dai loro incarichi, ndr) e non votiamo per le nomine”.

Tymoshenko, che è stata primo ministro dell’Ucraina nel 2005 e poi tra il 2007 e il 2010, guida il partito di opposizione Batkivshchyna, che alla Verkhovna Rada oggi conta 25 seggi. Il 13 gennaio, giorno nel quale il calendario prevede una sessione plenaria, ha partecipato alla seduta in cui il Parlamento ha espresso diversi voti necessari per il rimpasto. Quel giorno l’assemblea ha ratificato con 270 voti a favore le dimissioni dalla carica di primo vicepremier e ministro della Trasformazione Digitale di Mykhailo Fedorov, oggi nominato titolare della Difesa. Sempre martedì la Rada ha approvato con 265 voti il passo indietro dalla guida della Difesa di Denys Shmyhal (che oggi è stato indicato come titolare dell’Energia) e con 235 voti la rimozione di Vasyl Malyuk da capo del Servizio di sicurezza interno (Sbu).

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