I dossier aperti in Parlamento per il 2026: dagli aiuti all'Ucraina, al fine vita, legge e...
- Postato il 1 gennaio 2026
- Politica
- Di Agi.it
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I dossier aperti in Parlamento per il 2026: dagli aiuti all'Ucraina, al fine vita, legge e...
AGI - Dal decreto sull'ex Ilva al nuovo pacchetto di aiuti per l'Ucraina, fino al decreto Transizione 5.0 e il Milleproroghe. Poi il fine vita e le nuove norme sulla violenza sessuale, per concludere con la riforma della Rai. Ma anche premierato e legge elettorale. Con nel mezzo il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. È ricco il menù dei 'temi caldi' che il Parlamento dovrà affrontare alla ripresa dei lavori all'avvio del nuovo anno.
Archiviata la lunga battaglia sulla manovra, Camera e Senato riprenderanno la normale attività subito dopo l'Epifania e si riparte con un pacchetto di decreti urgenti: il Senato già da mercoledì 7 gennaio sarà impegnato con l'esame dei decreti Transizione 5.0 e misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva, attesi poi alla Camera a metà gennaio (sul decreto Transizione 5.0 il governo ha già preannunciato che porrà la questione di fiducia).
Decreti urgenti e il pacchetto Ucraina
L'iter del decreto Milleproroghe dovrebbe invece partire da Montecitorio, così come il decreto Ucraina, primo vero banco di prova del 2026 per la maggioranza: il primo step sarà giovedì 15 gennaio, quando il ministro della Difesa Guido Crosetto svolgerà nell'Aula della Camera le comunicazioni proprio in materia di proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina. In quell'occasione la maggioranza dovrà tornare a serrare i ranghi, nonostante i nuovi distinguo leghisti, in vista del voto sulle risoluzioni. Il centrodestra aveva già raggiunto una mediazione interna a dicembre, che ha consentito il via libera del Cdm al decreto sul nuovo pacchetto di aiuti a Kiev ma che potrebbe scricchiolare durante l'esame del provvedimento in parlamento. I riflettori saranno puntati sull'Aula della Camera anche il giorno prima, mercoledì 14 gennaio, quando il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi riferirà sul caso Hannoun, il presidente dell'Associazione palestinesi in Italia arrestato per aver dirottato fondi ad Hamas: non è difficile immaginare che il clima sarà incandescente a Montecitorio, alla luce delle accuse rivolte dal centrodestra alle opposizioni di essere rimaste silenti sulla vicenda.
Dossier etici: violenza sessuale e fine vita
Ma i dossier forse più delicati arriveranno all'attenzione del Parlamento non prima di febbraio. Il palcoscenico di un preannunciato scontro tra maggioranza e opposizione lo offrirà l'emiciclo del Senato: sono infatti previsti in Aula – ma l'effettivo approdo non è ancora certo – sia il fine vita che le nuove norme sulla violenza sessuale. Sulla modifica del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso si era raggiunta un'intesa bipartisan alla Camera, sfociata nel via libera unanime al provvedimento, dopo l'accordo siglato direttamente tra la premier Meloni e la segretaria Pd Schlein. Tuttavia, nel passaggio al Senato le nuove norme sono state stoppate dal centrodestra (perplessità espresse in primis dalla Lega) che ha deciso di prendere tempo: la commissione ha infatti avviato un ciclo di audizioni. Al momento non si intravedono spiragli per una accelerazione sul via libera definitivo e, anzi, nelle opposizioni si danno per scontate modifiche al testo, con un conseguente terzo passaggio del provvedimento alla Camera. Iter accidentato e tortuoso anche per la legge sul fine vita. Le disposizioni in materia di morte medicalmente assistita dovrebbero approdare in Aula di Palazzo Madama nella seconda metà di febbraio, ma in commissione finora si è registrato lo stallo. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo la pronuncia della Consulta sulla legge della Toscana e nella maggioranza si è aperto uno spiraglio sulla ripresa del dossier.
Riforme istituzionali, premierato e giustizia
Sempre a febbraio il calendario a lungo termine del Senato prevede anche l'approdo in Aula della attesa riforma della governance Rai, mentre prosegue l'impasse in commissione di Vigilanza. Altamente probabile, quindi, un ulteriore slittamento dell'avvio della riforma in Aula. Quanto alla Camera, scorrendo il calendario dei lavori del mese di gennaio non c'è invece traccia del premierato, la riforma costituzionale ferma da oltre un anno in commissione a Montecitorio. Più probabile che i due fronti politici contrapposti si dovranno cimentare con la riforma della legge elettorale anche se, secondo i pronostici, il dossier dovrebbe entrare nel vivo solo dopo il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, sulla cui data è ancora in corso un confronto interno nella maggioranza. Il Cdm dovrebbe tornare ad occuparsene a inizio 2026: le date per la consultazione popolare con al momento più chance dovrebbero essere quelle del 22 e 23 marzo. Facile quindi supporre che nei primi mesi dell'anno lo scontro politico tra centrodestra e centrosinistra sarà monopolizzato dalla giustizia, ripercuotendosi anche sui lavori parlamentari.
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