I dazi Usa indeboliscono tutto l’Occidente. Parla Tosi (Ppe)
- Postato il 3 aprile 2025
- Intervista
- Di Formiche
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“Questa è una guerra commerciale che rischia di indebolire tutto l’Occidente e di isolare gli Stati Uniti: non ci saranno vincitori, perderanno tutti se Donald Trump non tornerà su queste posizioni”. Il parlamentare europeo di Forza Italia-Ppe, Flavio Tosi parla sulle colonne di Formiche.net a poche ore dall’annuncio dei dazi da parte dell’inquilino della Casa Bianca.
Quale sarà la risposta delle istituzioni comunitarie a questo decreto che impone il 20% di tassazione sui prodotti europei?
Adesso la Commissione dovrà trattare con l’amministrazione statunitense per capire quale potrà essere un punto di caduta. I contraccolpi sulle economie di entrambi i Paesi, qualora la situazione dovesse rimanere come quella indicata nel decreto firmato da Trump, sarebbero devastanti. Peraltro c’è un altro aspetto che va tenuto in considerazione.
Quale?
Questi supposti maggiori introiti che gli Usa hanno stimato di incamerare sono fondamentalmente tasse. Non sono soldi che muovono l’economia, ne che vanno a beneficio del sistema produttivo statunitense. Per cui questa mossa è davvero priva di un fondamento reale.
Come se la spiega, dunque?
Forse è un modo per fare propaganda interna, ma nel medio termine sarà difficile da giustificare agli occhi degli americani. E soprattutto si profila uno scenario nel quale oltre all’Europa, anche altri Paesi – che magari subiscono una pressione di dazi superiore – cerchino nuovi sbocchi di mercato.
Intravede il rischio di un indebolimento degli scambi nei Paesi del blocco occidentale?
Ma certo che esiste questo rischio. La spinta isolazionista degli Usa ha come conseguenza naturale il fatto che i partner e gli alleati storici cerchino altrove. Sul piano geopolitico, però, questo scenario prefigura un indebolimento complessivo dell’Occidente con tutto ciò che ne consegue.
La pressione imposta dagli Usa si concentra in particolare sul comparto dell’automotive, già peraltro fortemente messo alla prova dalla crisi dell’industria tedesca. Esiste un disegno, su questo?
Se esiste, è completamente sbagliato. Proprio sull’automotive si concentrano moltissimi scambi di merce, veicoli e componentistica tra Paesi europei e Stati Uniti. Per cui questo surplus di pressione fiscale non darà maggiore ossigeno all’impresa americana, anzi, rappresenterà una strozzatura. Mi aspetto comunque che l’Europa sappia reagire facendo leva magari su altri comparti strategici per l’amministrazione statunitense, come possono essere le Big Tech da sempre molto vicine a Donald Trump.
Al di là della questione dazi, ci sono i presupposti di un deterioramento nei rapporti fra i Paesi dell’eurozona e l’alleato transatlantico?
Questo deterioramento è già nei fatti. Non si è mai visto nella storia che un presidente americano definisca l’Unione europea come conglomerato di stati parassiti. Sostanzialmente ci ha dato dei ladri. Il tutto accade quando il presidente stesso degli Usa va a braccetto con un dittatore come Putin. Un sovvertimento dell’ordine globale su tutti i fronti.