I dazi di Trump colpiscono anche le isole abitate solo dai pinguini. I casi delle aree disabitate tassate
- Postato il 3 aprile 2025
- Economia
- Di Il Fatto Quotidiano
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Colpite dai dazi anche se sono abitate soltanto dai pinguini. La scure di Trump si è abbattuta anche sulle isole Heard e McDonald, inserite nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco, “ricoperte all’80% di ghiaccio”, “piccole” e “rocciose”, come hanno scritto Cnn e Guardian. Le isole sono senza persone, prive di attività imprenditoriale e men che meno di esportazioni e sono territorio esterno australiano nell’Oceano Indiano meridionale. Sull’isola Heard, la più grande, c’è solo ghiaccio a far compagnia al vulcano Mawson Peak. Non esistono porti per sbarcare sulle isole e, visto il clima, non ci sono troppi motivi per mettere piedi sulla terra ferma: piove o nevica praticamente sempre. I media anglofoni hanno analizzato la lista elencata ieri dal presidente Usa dei paesi colpiti da dazi e hanno scoperto che, come ha detto il premier australiano Antony Albanese, “nessun posto sulla terra è sicuro”. L’attività economica sulle isole si concluse sostanzialmente nel 1877, quando cessò il commercio di olio di elefante marino e la popolazione di cacciatori di foche abbandonò le isole situate lungo il tragitto dal Madagascar all’Antartide.
E’ andata peggio all’isola di Norfolk, altro territorio legato all’Australia. Sul lembo di terra a 1.600 chilometri a nordest di Sydney vivono 2188 persone che dovranno fare i conti con dazi del 29%. Tutta ‘colpa’, a quanto pare, delle esportazioni di pellame per calzature: si tratterebbe di un business da 655mila dollari nel 2023. “In realtà non ci sono esportazioni note verso gli Usa e non ci sono dazi per i beni importati qui”, dice al Guardian George Plant, amministratore dell’isola. “Non sono sicuro che l’isola di Norfolk, con tutto il rispetto, sia un competitor della gigantesca economia americana”, chiosa il premier australiano Anthony Albanese. Un altro territorio australiano colpito dai dazi è quello delle Isole Cocos. Con una popolazione di 600 persone, il territorio invia il 32% delle sue esportazioni (navi) negli Stati Uniti, secondo il Cia Factbook. Ora devono affrontare un dazio del 10%. Dall’altra parte del pianeta, la piccola isola norvegese ed ex stazione baleniera di Jan Mayen affronta tariffe del 10%. Ma nessuno ci vive in modo permanente (alcuni militari vi si alternano) e ha un’economia pari a zero, secondo il Cia Factbook, che la definisce un’isola “desolata e montuosa”. A dover pagare tariffe del 10%, c’è anche Tokelau, un territorio auto-amministrato della Nuova Zelanda, composto da tre atolli nell’Oceano Pacifico meridionale, con una popolazione di circa 1.600 abitanti, secondo il Cia Factbook. Ha un’economia di circa 8 milioni di dollari ed esportazioni di circa 100mila dollari.
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