I batteri intestinali sanno far ubriacare da sobri
Postato il 26 gennaio 2026
Di Focus.it
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Si può prendere una sbronza anche senza aver ingerito una goccia di alcol? Sì: succede a chi soffre di sindrome della fermentazione intestinale o dell'autoproduzione di birra (ABS, dall'inglese "auto-brewery syndrome"), una malattia rara che comporta una sovrapproduzione di etanolo come risultato della fermentazione, all'interno dell'intestino, degli zuccheri assunti mediante il cibo. I pazienti con ABS producono, senza accorgersi, alcol come in un birrificio endogeno, che dall'intestino passa al sangue e che dà i sintomi tipici dell'ebbrezza.. A fermentare gli zuccheri sono i batteri. A lungo si è ritenuto che responsabili di questa debilitante condizione, che impatta sulla vita sociale, sulle abitudini e sul lavoro dei pazienti, fossero alcuni funghi intestinali, tanto che ai pazienti venivano somministrate terapie antimicotiche. Nel 2019, uno studio aveva fatto scricchiolare queste certezze, collegando almeno alcuni casi a particolari ceppi di batteri Klebsiella pneumoniae - che a livelli molto elevati potrebbero causare ABS, e a livelli più bassi e cronici problemi al fegato (il fegato grasso, l'accumulo eccessivo di trigliceridi nelle cellule del fegato).
Ora una ricerca su Nature Microbiology conferma che sono i batteri, i responsabili della sindrome dell'autoproduzione di birra. E non solo gli Klebsiella, ma anche gli Escherichia coli, noti per la loro capacità di produrre etanolo.. Microbiota fuori equilibrio. La ricerca, guidata da Bernd Schnabl, gastroenterologo dell'Università della California a San Diego, ha coinvolto 22 pazienti con ABS: un numero che, vista la rarità della sindrome e la difficoltà della diagnosi, è il più alto ad oggi considerato. Confrontando le feci di queste persone con quelle di membri delle loro famiglie presi come controlli (in modo che condividessero le loro stesse diete) è emerso che quelle dei pazienti affetti da ABS avevano prodotto alcol in coltura, a differenza di quelle dei soggetti sani. E che queste persone presentavano livelli più elevati di enzimi collegati a danni al fegato, a conferma di quanto ipotizzato nello studio del 2019.. Nel loro intestino, i ceppi di Klebsiella erano più prevalenti, così come quelli di Escherichia coli, finora non presi in considerazione come possibili cause della condizione. I livelli di E. coli andavano a braccetto con i sintomi: erano maggiori nelle fasi di riacutizzazione della malattia e più bassi in quelle di remissione. Non sono risultate invece differenze significative nelle quantità o nei ceppi di funghi ospitati (ma c'è da dire che alcuni pazienti avevano affrontato una terapia antimicotica).. Terapie più mirate. Klebsiella ed Escherichia coli non sono però esclusivi dei pazienti con questa sindrome e lo studio non chiarisce in modo definitivo perché solo alcune persone sviluppino l'ABS. Gli scienziati hanno riscontrato un arricchimento dei geni coinvolti nella produzione patologica di etanolo nelle fasi di riacutizzazione, e di geni che aiutano a metabolizzarlo nei pazienti in remissione. Intervenire sul metabolismo dei batteri intestinali potrebbe portare più beneficio ai pazienti rispetto a soluzioni più drastiche, come "piallare" con antibiotici intere comunità di microrganismi intestinali o sostituire il microbiota mediante trapianti fecali..