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È lì che nasce il caso. Sul 4-3 Humbert, con due servizi a disposizione, le telecamere lo inquadrano mentre corre alla sedia, prende il telefono dal borsone, guarda rapidamente lo schermo, lo tocca e fa un gesto di scuse verso il giudice di sedia. Tornato in campo, perde quattro punti consecutivi e il match. Quanto basta, per alcuni, per costruire una narrazione tossica: telefonata sospetta, combine, scommesse, indagini immaginarie.

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Un racconto grottesco. Humbert, ex numero 13 del mondo e stabilmente tra i primi 40, avrebbe ‘venduto' una partita in casa, in diretta tv, per un segnale sul cellulare? La spiegazione è infinitamente più semplice: un telefono che squilla, un controllo rapido per silenziarlo e le scuse all’arbitro. Tutto qui. Il resto è fango gratuito, che dice molto più di chi lo sparge che non di chi lo subisce.

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Mannarino battles through ⚔️
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\nThe World No.70 saves three match points to beat fellow Frenchman Ugo Humbert 6-7 6-3 7-6! #OpenOccitanie26 pic.twitter.com/BRxw1fvDx6

\n— Tennis TV (@TennisTV) February 4, 2026
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Humbert controlla il telefonino in campo poi perde: travolto dai sospetti

  • Postato il 6 febbraio 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
  • 2 Visualizzazioni
Humbert controlla il telefonino in campo poi perde: travolto dai sospetti

Nell’epoca dei social basta un attimo, perché una sconfitta sportiva si trasformi in un processo sommario. Non si perdono solo un match, punti Atp e premio partita: si rischia di diventare bersaglio di accuse infamanti, costruite sul nulla e amplificate da piattaforme che troppo spesso scambiano il rumore per informazione. È quanto accaduto a Hugo Humbert, tennista francese di lungo corso, finito nel mirino di teorie complottiste dopo un episodio tanto banale quanto frainteso.

La vicenda si è consumata mercoledì sera agli ottavi del torneo di Montpellier, nel derby tutto francese contro Adrian Mannarino. Sulla carta il favorito era Humbert, 27 anni, più giovane e meglio classificato del rivale, dato vincente a quote bassissime. In campo, però, è stata battaglia vera: primo set al tie-break per Humbert, reazione di Mannarino nel secondo, poi un terzo set equilibratissimo. Humbert ha avuto tre match point sul 5-4 e ne ha annullati due nel game successivo, prima che la sfida scivolasse al tie-break decisivo.

 

 

È lì che nasce il caso. Sul 4-3 Humbert, con due servizi a disposizione, le telecamere lo inquadrano mentre corre alla sedia, prende il telefono dal borsone, guarda rapidamente lo schermo, lo tocca e fa un gesto di scuse verso il giudice di sedia. Tornato in campo, perde quattro punti consecutivi e il match. Quanto basta, per alcuni, per costruire una narrazione tossica: telefonata sospetta, combine, scommesse, indagini immaginarie.

Un racconto grottesco. Humbert, ex numero 13 del mondo e stabilmente tra i primi 40, avrebbe ‘venduto' una partita in casa, in diretta tv, per un segnale sul cellulare? La spiegazione è infinitamente più semplice: un telefono che squilla, un controllo rapido per silenziarlo e le scuse all’arbitro. Tutto qui. Il resto è fango gratuito, che dice molto più di chi lo sparge che non di chi lo subisce.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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