Honda vuole Dall'Igna, pesce d'aprile o realtà: Gigi come Tardozzi suona l'allarme Ducati per Marquez e Bagnaia

  • Postato il 1 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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L’ultimo mondiale vinto dalla Honda risale al 2019, lo vinse Marc Marquez. Poi il nulla, il buio di un tunnel da cui il colosso giapponese non è più uscito nonostante l’impegno di Luca Marini e Joan Mir nelle ultime stagioni. Se è vero che Marquez firmerà il rinnovo con Ducati, Honda vuole tornare a competere per la vittoria e per farlo, oltre a un piano di tre squadre e sei piloti, vorrebbe prendere il migliore per il futuro: Gigi Dall’Igna. Il Ceo Ducati intanto nell’analizzare la gara di Austin conferma le parole dette da Davide Tardozzi a fine corsa, c’è un campanello d’allarme per il divario da Aprilia

Attenta Ducati, Honda a caccia di Dall’Igna

Non è il giorno migliore per lanciare quella che potrebbe sembrare a tutti gli effetti una boutade, o appunto un pesce d’aprile. Ma ci limitiamo a rilanciare alcune indiscrezioni messe in rete da alcuni giornalisti/insider spagnoli, Diego Lacave e Ruben Canales.

Nel tentativo, quasi disperato, di tornare a vincere, o quanto meno competere per un titolo mondiale MotoGP che manca da 7 anni, Honda vuole prendere Gigi Dall’Igna, gran capo e artefice del dominio Ducati degli ultimi anni. Non ci sono conferme o riscontri al momento. Del resto già nel 2023 Honda aveva provato a “scippare” Dall’Igna alla Ducati come ammesso dallo stesso ingegnere.

Rilancio Honda, tre team e sei piloti dal 2027

Quel che è più concreto è il progetto della Honda per rilanciarsi nella classe regina. Secondo quanto riportato da Motorsport.com, la casa di Tokyo ha l’obiettivo di aumentare il numero di moto schierate dal prossimo anno. Un ritorno al passato quando addirittura c’erano 8 Honda in griglia. L’obiettivo per ora è avere tre team in totale, quello ufficiale HRC e due satellite.

Data per scontata la conferma di LCR di Lucio Cecchinello, Honda ha sondato il terreno dapprima con Trackhouse in quota Aprilia e poi con Gresini che per un attimo ha vacillato dopo qualche incrinatura con Ducati. Ma entrambi sono destinati a rimanere con i rispettivi partner.

A questo punto l’opzione Tech3 sta guadagnando terreno. L’ex team di Hervé Poncharal, venduto pochi mesi fa a un gruppo di investitori con a capo l’ex F1 Guenther Steiner, sta valutando da tempo un possibile cambio di fornitore, data l’incertezza che aleggia sui piani futuri di Bajaj, il gruppo indiano che ha acquisito l’azienda austriaca, per KTM.

Piloti Honda del futuro: sicuro Quartararo, preso Alonso

Come già anticipato nei giorni scorsi, oltre a Quartararo in attesa di ufficializzazione, anche David Alonso firmerà con Honda che ha beffato Ducati. L’arrivo di Quartararo e Alonso in Honda HRC mette di conseguenza alla porta entrambi i piloti attuali, Joan Mir e Luca Marini.

Avere altre due moto però consentirebbe di trattenere uno dei due attuali piloti, magari Marini, che ha già parlato con Yamaha ma che sarebbe più propenso di Mir ad accettare un ruolo in un team non ufficiale. Per il resto gli unici due piloti sotto contratto con Honda sono proprio quelli di LCR, il giovane rookie Diogo Moreira. fino al 2028 e Johann Zarco, il cui legame termina nel 2027.

Dall’Igna: “Marquez non è al 100%, Bagnaia ha avuto un calo”

Al di là dell’elogio per gli ottimi risultati di Fabio Di Giannantonio con VR46, in pole e sempre sul podio, al di là dei complimenti per la tenacia di Marquez nella rimonta in gara dopo il long lap penalty e per la Sprint quasi vinta da Bagnaia, Luigi Dall’Igna ha confermato il momento difficile Ducati:

“Un GP che riflette i veri valori in pista, una gara poco entusiasmante che si è svolta in un weekend con risultati contrastanti per noi – ha detto il direttore generale Ducati sul suo profilo Linkedin – l’errore di Marc nella Sprint Race è costato una gravosa penalità di lungo giro nella gara principale, costringendolo a una significativa perdita di posizioni”.

Marc non era al 100% a causa della caduta di venerdì – dice Dall’Igna – e con una sensazione della moto ancora incerta, non gli permette di essere il Marc Marquez che conosciamo così bene. Bagnaia ha mostrato la giusta determinazione di chi vuole essere protagonista, solo per poi subire un netto calo di prestazioni che lo ha fatto perdere sempre più posizioni, venendo infine retrocesso al decimo posto alla bandiera”.

Ducati insietro, campanello d’allarme

Dall’Igna ha rimarcato anche le pecche e gli allarmismi che già Davide Tardozzi aveva sottolineato dopo il week end Ducati ad Austin che ha certificato dopo tre gare la predominanza dell’Aprilia: “Quello che è chiaro come il cristallo è che dobbiamo lavorare duramente per migliorare e mettere i nostri corridori in una posizione per dare il massimo, soprattutto ora che gli avversari si stanno dimostrando così competitivi. Negli USA abbiamo faticato più di quanto avremmo dovuto: un campanello d’allarme che deve spingerci a tornare a vincere, fiduciosi che allora sarà ancora meglio”.

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Virgilio.it

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