Hamilton si ritira se la SF-26 fa flop ai test: voce clamorosa e la mossa di Piero Ferrari inchioda Elkann ed Exor
- Postato il 16 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Il 23 gennaio è ancora lontano anche se a Maranello, accensione o meno della nuova power unit, si lavora alacremente affinchè tutto rispetti la tabella dei tempi. Stavolta la Ferrari sta lavorando praticamente al buio, senza clamore dopo la brutta figura dello scorso. Proprio quella che Lewis Hamilton vorrebbe evitare nuovamente. Forse per questo motivo a rompere la monotonia del venerdì di questa settimana qualunque di gennaio ci ha pensato la voce che vuole il pilota inglese pronto a ritirarsi dalla F1 se la nuova rossa dovesse andare male già ai primi test, non quelli imminenti di Barcellona, bensì quelli del Bahrain, a febbraio. Un rumors tanto clamoroso quando di non facile verifica che però scuote comunque l’ambiente, ferrarista e del circus.
- Hamilton pronto al ritiro se la Ferrari fallisce i test
- I ritardi Ferrari sulla SF-25
- L'insoddisfazione di Lewis
- La voglia di rivalsa di Hamilton
- La mossa di Piero Ferrari
Hamilton pronto al ritiro se la Ferrari fallisce i test
L’indiscrezione arriva dall’Inghilterra ma in realtà è nata sui social, sull’account di Cameron, content creator della F1 molto seguito in rete. “Secondo fonti interne, se Lewis Hamilton non sarà soddisfatto dei test della Ferrari in Bahrain, potrebbe ritirarsi dalla F1 prima dell’inizio della stagione”.
Insomma una sparata bella e buona che, lo diciamo subito, non trova per il momento nessun tipo di conferma nè negli ambienti di Maranello, nè altrettanto in quelli della F1. Se si tratti di una boutade lo dirà solo il tempo. Ma il post è stato ripreso da diversi canali ferraristi, in tutto il mondo della rete diventando come si suol dire virale.
I ritardi Ferrari sulla SF-25
Certo, questa preparazione della nuova Ferrari a fari spenti sta dando la stura a tante voci sui ritardi o presunti tali, sia sul fronte della power unit, sia su quello dei carburanti (che cambieranno pure per regolamento, anche se a Barcellona a fine mese si potrà girare con quelli in uso fino allo scorso anno) e anche aerodinamici. Tanto che sia a Barcellona che all’inizio in Bahrain si vedrà una Ferrari SF-26 ancora ibrida, working progress dunque.
Come già vociferato nei giorni scorsi, in Spagna nei test a porte chiuse di fine gennaio, ci sarà una sorta di monoposto ibrida. Ma il pacchetto aerodinamico definitivo debutterà in corso d’opera nei test ufficiali in Bahrain di febbraio, una volta che il lavoro svolto nella galleria del vento sarà stato completamento offrendo un primo assaggio delle reali potenzialità della SF-26 in vista del GP d’Australia a marzo.
L’insoddisfazione di Lewis
Chi poteva mai immaginare che il matrimonio tra Hamilton e la Ferrari potesse regalare di queste cocenti delusioni. Non vittorie ma primati al ribasso. Sono oramai 23 le gare senza podio per l’inglese con la rossa, e saranno certamente 24 senza miracoli, a cui non crede più nessuno, ad Abu Dhabi. Male come nessuno mai. Surclassato da Leclerc e indirettamente anche da Sainz di cui ha preso il posto a Maranello andato invece a podio ben due volte con la Williams.
La voglia di rivalsa di Hamilton
Nelle ultime settimane, nel giorno del suo compleanno, Lewis ha detto di essersi ricaricato, di avere voglia di un nuovo inizio infondendo grande fiducia, innanzitutto in se stesso in un anno che sarà del tutto nuovo per tutti, con le nuove regole e le nuove monoposto.
La mossa di Piero Ferrari
Intanto quel che è certo è che Piero Ferrari, figlio del Drake e legame profondo col passato e con la tradizione del Cavallino Rampante ha siglato un accordo che, come riporta Il Sole 24Ore “blinda il 32% del capitale della Rossa e riscrive gli equilibri tra i due azionisti di riferimento, appunto Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann e Piero Ferrari, e concede al figlio del grande Enzo una ampia libertà d’azione: potrà decidere in qualsiasi momento e nonostante la scadenza triennale di vendere fino al 5% della casa di Maranello senza invalidare gli accordi, ma soprattutto potrà disdettare il patto quando vuole, «a sua discrezione»“.
Il nuovo accordo della durata di tre anni e non di 5 sarebbe frutto di un confronto tra i soci dopo la decisione della famiglia Agnelli di collocare il 4% delle sue quote sul mercato.