Gus Kenworthy, l'originale denuncia anti ICE alle Olimpiadi: "Io minacciato di morte, ma non starò in silenzio"

  • Postato il 9 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Il nome di per sé ai più dice poco, anche se a Sochi 2014 un argento al collo Gus Kenworthy se l’era messo nello slopestyle (sci acrobatico, per i profani) quando ancora batteva bandiera statunitense. Adesso che ha scelto di gareggiare per la Gran Bretagna, onorando le origini materne (lui peraltro è nato nell’Essex), l’atleta 34enne ha forse trovato una cassa di risonanza maggiore per far sapere che oltre allo sport c’è di più. Anche perché è diventato una sorta di atleta simbolo della lotta contro il Trumpismo, con la crociata contro l’ICE che ha finito per metterlo una volta di più sotto le luci dei riflettori.

Il post della discordia: quanti insulti e minacce per Gus

Kenworthy in realtà negli Stati Uniti è un volto abbastanza noto. Conta oltre un milione di followers su Instagram, dove molti dei suoi messaggi sono legati ai diritti civili (è attivista LGBT) e anche, più di recente, al contrasto delle nuove norme anti immigrazione volute dall’amministrazione Trump.

Al riguardo ha scelto un modo piuttosto “colorito” e originale per far sentire il suo dissenso: ha scritto “Fuck ICE” sulla neve, ma utilizzando la… pipì al posto di qualsiasi altro strumento (magari una bomboletta spray sarebbe stata più indicata). La foto che ha postato per immortalare il momento gli ha riservato però parecchi insulti e pure qualche minaccia di morte. “A dire il vero mi hanno detto anche che avrei dovuto suicidarmi”, ha raccontato in un video che ha messo in rete nella serata di domenica, rispondendo a qualche critica di troppo arrivata sotto la sua foto.

“C’è chi spera che mi rompa un ginocchio durante le gare e addirittura chi invoca la rottura del collo, così da restare paralizzato. Ho ricevuto tantissimi insulti e onestamente penso che tutto questo sia veramente folle”, c’ha tenuto a dire l’atleta britannico, che pure non vuol venir meno ai suoi impegni extra sportivi.

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Il sostegno di Team GB e la voglia di non restare a guardare

Il team della Gran Bretagna ha subito preso le difese del suo atleta, spiegando di aver preso sul serio “il benessere degli atleti”, mettendo a disposizione ogni tipo di supporto, “specialmente in caso di minacce e abusi tramite i social”.

Kenworthy ha anche ammesso però di aver ricevuto tanto sostegno: “Molti hanno visto in quella foto un segnale di denuncia forte nei confronti di qualcosa che sta avvelenando il clima negli Stati Uniti. Io voglio semplicemente far sapere che si può amare il proprio Paese anche senza supportare l’attuale amministrazione e le sue politiche sull’immigrazione.

Quel che sta facendo l’ICE è spaventoso, anche perché resta impunito. Si uccidono cittadini americani per le strade, si sequestrano persone in assenza di motivi reali per poterlo fare. Non resterò in silenzio e dirò sempre ciò che penso e quello in cui credo, perché alle ingiustizie si deve resistere”. Kenworthy è diventato uno degli uomini simbolo di questa olimpiade, e chiaramente in molti lo attendono in gara: scenderà in pista a Livigno il 19 febbraio nello snowboard halfpipe, con gli occhi del mondo puntati addosso.

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Virgilio.it

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