Guerriglia a Torino, Meloni: “Non sono scontri. Si chiama tentato omicidio”. Oltre cento i feriti

  • Postato il 1 febbraio 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Torino il giorno dopo. Quando il capoluogo è alle prese con la conta dei danni, il bilancio esatto dei feriti e dei fermati dopo la guerriglia urbana che per due ore ha messo a ferro e fuoco parte della città. Una violenza ben organizzata e probabilmente prevedibile.

La scena simbolo del difficile sabato sera torinese è immortalata in un video. Il poliziotto Alessandro Calista, 29enne, del Reparto Mobile di Padova viene aggredito brutalmente da un gruppo di manifestanti. Colpi inferti con violenza anche quando il poliziotto era a terra.

Questa mattina la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è atterrata all’aeroporto Caselle di Torino per incontrare gli agenti e i militari coinvolti negli scontri durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Secondo quanto si apprende sono oltre cento i feriti tra le forze dell’ordine: 96 poliziotti, 7 militari della guardia di finanza e 5 carabinieri. Decine di ferite anche tra gli antagonisti.

La Meloni ha anche fatto visita all’agente rimasto ferito e ricoverato all’ospedale Molinette.

Dure le parole della premier dopo la sua visita a Torino:

Questa mattina sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti.

Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. “Erano lì per farci fuori”, ha detto un agente.

Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi.

Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio.

Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte.

Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto.

Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione.

Guido Crosetto, ministro della Difesa:

Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi. Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell’ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come “compagni che sbagliano”.

La nota del sindacato di polizia COSAP

Gli episodi di guerriglia urbana, di gravità inaudita, verificatisi nella notte torinese – dagli scontri e lanci di bombe carta davanti alla sede di Askatasuna, all’aggressione vile e codarda di sei individui contro un agente inerme, colpito a terra – rappresentano un attacco diretto non solo alle Istituzioni, ma all’intera comunità cittadina.

La città è stata messa in ostaggio da una minoranza violenta e delinquenziale che ha sfogato il suo odio ideologico seminando paura, distruzione e attentando all’incolumità pubblica e degli stessi rappresentanti dello Stato.

Il COSAP:

1. CONDANNA con la massima fermezza questa escalation di violenza eversiva, definita senza mezzi termini come terrorismo da autorevoli esponenti politici. Non si tratta di manifestazione, ma di atti criminali premeditati.
2. ESPRIME piena solidarietà all’agente barbaramente aggredito e a tutti i colleghi impegnati nelle lunghe e difficili ore di servizio, che hanno dimostrato ancora una volta professionalità e dedizione nel difendere la città in condizioni di estremo pericolo.
3. CHIEDE con forza alla Magistratura di applicare tutta la severità della legge, perseguendo il massimo della pena carceraria per tutti gli autori, i complici e gli istigatori di questi gravissimi reati. A questi delinquenti non deve essere concessa nessuna attenuante. La certezza della pena e la sua esemplarità sono l’unico deterrente e l’unica risposta giusta che la Stato deve dare.
4. SOLECITA le Istituzioni locali e nazionali a garantire alle Forze di Polizia tutti gli strumenti normativi, operativi e di protezione necessari per fronteggiare questa nuova forma di assedio terroristico alle nostre città.

Torino è una città laboriosa e pacifica. I suoi cittadini e le donne e gli uomini che indossano una divisa non meritano di vivere sotto la minaccia della violenza organizzata.

Chiediamo giustizia. Chiediamo sicurezza. Chiediamo il carcere per chi ha dichiarato guerra alla città.

La nota della Cisl

Solidarietà e vicinanza al poliziotto pestato a sangue e agli agenti feriti negli scontri da parte della Cisl.

Le segreterie Cisl di Torino e Piemonte nel condannare i gravi e inaccettabili scontri avvenuti ieri sera, a Torino, durante la manifestazione pro Askatasuna, esprimono solidarietà e vicinanza al poliziotto pestato a sangue da un gruppo di black bloc e a tutti gli agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti negli incidenti.

“Quanto accaduto – dichiarano i segretari generali della Cisl Torino e Piemonte, Giuseppe Filippone e Luca Caretti – rappresenta l’ennesimo e inaccettabile episodio di violenza e guerriglia a cui assistiamo da mesi in città, episodi che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di manifestare.

Siamo solidali e vicini agli agenti feriti negli scontri e in modo particolare al poliziotto linciato in modo barbaro. Torino non merita questo clima di violenza e tensione. Chiediamo a tutte le istituzioni e alle parti sociali un impegno comune per riportare serenità e convivenza civile nella nostra città”.

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Quotidiano Piemontese

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