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Guerra in Iran e trasporto aereo: cosa deve aspettarsi chi ha un volo a breve? Prenotare le vacanze è un rischio? Domande e risposte

  • Postato il 7 aprile 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Guerra in Iran e trasporto aereo: cosa deve aspettarsi chi ha un volo a breve? Prenotare le vacanze è un rischio? Domande e risposte

Le prime avvisaglie di difficoltà nella distribuzione del carburante in diversi aeroporti preoccupano gli italiani. La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il trasporto di petrolio nel mondo, rischiano infatti di incidere anche sulla stagione turistica estiva. Un contesto di incertezza che provoca timori ai limiti della psicosi. “Ho un volo tra pochi giorni, rischio di non partire?”, “Posso prenotare le vacanze estive?”: i dubbi sono tanti. Il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, già nei giorni scorsi si è affrettato a sottolineare che, al momento, “i voli sono al sicuro“. Ma le prossime settimane saranno fondamentali per capire se ci saranno delle restrizioni e – eventualmente – di che portata. Il contesto geopolitico, infatti, è in continua evoluzione. Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), Fatih Birol, ha dichiarato a Le Figaro che l’attuale crisi di petrolio e gas è “più grave di quelle del 1973, 1979 e 2022 messe insieme“. Il mondo, ha aggiunto, “non ha mai sperimentato un’interruzione dell’approvvigionamento energetico di tale portata“. Quindi, per i prossimi mesi non ci sono oggi risposte certe e assolute. Ma possiamo provare a capire meglio il contesto rispondendo ai principali dubbi, in attesa di conoscere l’evoluzione della crisi in Medio Oriente.

Domanda: Gli aeroporti italiani hanno carenze di carburante? Quali sono le conseguenze?
Risposta: Nei giorni scorsi diversi aeroporti (Bologna, Linate, Treviso, Venezia ma anche Brindisi, Reggio Calabria e Pescara) hanno segnalato con dei Notam, i bollettini aeronautici ufficiali, alcune limitazioni per il carburante degli aerei. I primi problemi erano stati segnalati nei giorni scorsi, con la comunicazione di limitazioni nei rifornimenti da parte di Air Bp Italia, uno dei principali fornitori, in diversi scali. L’Enac ha fatto subito sapere che le limitazioni erano in realtà la conseguenza del traffico più intenso che sempre si registra durante le feste di Pasqua. I problemi di carburante in alcuni aeroporti italiani sono “una situazione contingente e marginale, da cui si è prodotto un effetto domino e mediatico tra piccoli scali“, ha precisato il presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile Di Palma: “Gli scali che hanno emesso i Notam sono marginali. Venezia era il più grande e ha tenuto a precisare che si trattava di un problema più dell’operatore Air BP che dell’aeroporto”, ha aggiunto. “Mediaticamente – ha continuato – è facile collegare la difficoltà di rifornimento di carburante di alcuni aeroporti italiani al blocco dello Stretto di Hormuz, che però per ora incide poco“. Quindi al momento non vi sarebbero particolari conseguenze della crisi in Medio Oriente nel trasporto aereo ma “problemi potrebbero sorgere, se continuano le restrizioni per le vacanze estive, come hanno dichiarato anche gli operatori, a fine maggio o a giugno“, precisa Di Palma.

Chi ha un volo nei prossimi giorni cosa rischia?
Almeno fino a metà maggio la situazione dovrebbe essere sotto controllo. “Oggi non abbiamo problemi e penso che questo sarà valido anche nelle prossime settimane“, ha dichiarato il presidente dell’Enac in un’intervista al Corriere ,sottolineando però che arrivano segnali preoccupanti dagli aeroporti asiatici e dell’Oceania il che diventa può diventare un serio problema per un “settore interconnesso” come quello del trasporto aereo. Sono le stesse compagnie aeree a confermare di non prevedere carenze di carburante nel breve termine. “Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio“, ha fatto sapere Ryanair secondo cui “se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”. Sulla stessa linea Lufthansa: “Più a lungo lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato, più critica potrà diventare la sicurezza dell’approvvigionamento di cherosene”, ha sottolineato una dirigente della compagnia aerea tedesca. “Per le nostre compagnie aeree passeggeri, l’aumento del prezzo del petrolio sarà ancora in gran parte attenuato da un tasso di copertura dell’80% del fabbisogno di carburante nell’anno in corso. Ma naturalmente l’aumento dei prezzi del cherosene sta interessando anche noi”, ha spiegato la consigliera di Lufthansa, Grazia Vittadini, in un’intervista a Die Welt. La compagnie di bandiera tedesca ha fatto sapere che se la guerra dovesse continuare in piena stagione estiva potrebbero essere messi a terra 40 aerei.

È rischioso prenotare le vacanze estive?
Se per aprile e maggio non si prevedono conseguenze negative per il trasporto aereo, per i mesi estivi ci sono poche certezze. “Un’eventuale situazione di difficoltà si può superare con le riserve strategiche. Però tutto dipende dallo sblocco di Hormuz, se non si sblocca è chiaro che le riserve strategiche vengono utilizzate secondo le priorità“, spiega Di Palma. E allora, in questa situazione di crisi, è meglio prenotare o no? “Qui dipende dal singolo: c’è un elemento soggettivo del rischio che uno di solito prevede quando programma le proprie vacanze”, ha detto il presidente dell’Enac intervistato dal Corriere.

Esistono mete per le vacanze estive “meno rischiose”?
Anche in questo caso è Di Palma a rispondere con un consiglio: “Chi vuole essere più tranquillo può sempre fare delle vacanze di prossimità, riscoprendo l’Italia“. Una frase che riporta al tempo del Covid: “Anche se questa non è una pandemia”, aggiunge.

Le soluzioni: assicurazione sì o no?
Un accorgimento che il presidente dell’Enac consiglia è quello di “affiancare al biglietto aereo un’assicurazione sul viaggio, così da restare tranquilli”. L’assicurazione, va considerato, può arrivare a costare fino all’8% dell’intera vacanza, avverte il Codacons, e le polizze non coprono tutti i rischi, oltre a prevedere franchigie, massimali ed esclusioni. Anche l’Unione Nazionale Consumatori ricorda che per proteggersi dalla cancellazione di un volo non è necessario stipulare per forza una polizza anche perché il rimborso del prezzo del biglietto è obbligatorio secondo le regole europee sui voli: tutti i voli in partenza da un aeroporto dell’Unione Europea sono protetti dalla normativa europea, così come i voli di compagnie comunitarie che atterrano in Europa. “Al più un’assicurazione per la disdetta può servire se acquistate un soggiorno in hotel o un pacchetto tutto compreso“, spiega il presidente Massimiliano Dona. Questo per proteggere l’investimento economico: ma nessuno, al momento, può garantire se – in estate – tutti i voli saranno effettuati. L’evoluzione della guerra in Iran sarà determinante.

I biglietti aerei aumenteranno?
Al momento, al di là del tipico caro-voli durante i periodi di festività, i prezzi dei voli non sembrano avere già subito aumenti significativi. Ma questo potrebbe cambiare tra poco. Le principali compagnie aeree europee, infatti, hanno dei contratti che le proteggono dalle forti oscillazioni dei prezzi dei carburanti (ma non dalla mancanza di disponibilità). Come scrive Bloomberg i principali vettori del Continente come Lufthansa, Ryanair o Air France in media coprono, tramite contratti derivati, il 70% del proprio fabbisogno annuo dai rialzi dei prezzi. Ma se la crisi dovesse proseguire, secondo l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, le tariffe potrebbero crescere nel periodo estivo di oltre il 3%.

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Il Fatto Quotidiano

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