Guerra all’Iran, la Cnn: “Usa e Israele colpiscono aree densamente popolate e strutture civili come ospedali e scuole”
- Postato il 10 marzo 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Un’analisi forense condotta dalla Cnn sugli effetti dei bombardamenti di Stati Uniti e Israele in Iran mostra come diversi attacchi abbiano colpito aree densamente popolate e strutture civili, tra cui ospedali e scuole. Il servizio, firmato da Katie Polglase, ricostruisce alcuni episodi attraverso la verifica di video diffusi online, immagini satellitari e analisi delle armi impiegate. Ufficialmente la campagna di raid ha preso di mira “complessi di intelligence, stazioni di polizia e l’emittente statale iraniana” ma, spiega la giornalista investigativa, “abbiamo scoperto che l’impatto va oltre questi obiettivi, a causa della densità della città e della potenza delle armi utilizzate”.
Uno degli episodi analizzati è avvenuto a Teheran. Le immagini satellitari mostrano un cratere largo almeno 40 piedi, circa 12 metri, che secondo la tv sarebbe compatibile con l’impatto di una bomba da 2.000 libbre. L’obiettivo dichiarato sarebbe stato il complesso dell’emittente statale Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB), il cui traliccio di comunicazione è stato distrutto. Ma il sito colpito si trova in un’area urbana molto densa. A circa circa 30 metri si trova l’Ospedale Gandhi, uno dei più grandi della capitale. Le immagini verificate mostrano finestre esplose e danni alla struttura, mentre personale medico e pazienti – compresi neonati – vengono evacuati d’urgenza. Le bombe utilizzate, sottolinea Polglase, “possono uccidere o ferire persone a più di 1.000 piedi di distanza”, cioè oltre 300 metri.
Un secondo caso riguarda l’Ospedale Motahari, situato vicino al quartier generale della polizia iraniana. Le immagini satellitari confrontate prima e dopo il bombardamento mostrano che alcuni edifici nelle vicinanze sono stati completamente distrutti. L’ospedale è rimasto in piedi, ma video verificati dalla Cnn mostrano danni rilevanti anche all’interno della struttura. Nella stessa area si trova anche l’Ospedale Khatam, dove filmati diffusi sui social mostrano vetri distrutti e personale sanitario che corre all’esterno dopo le esplosioni. Poco distante si trova la sede della Società della Mezzaluna Rossa iraniana, dietro la quale nei video si vede fumo alzarsi mentre le persone abbandonano la zona.
Il reportage documenta episodi analoghi anche fuori dalla capitale. A Bushehr, nel sud dell’Iran, la Cnn ha geolocalizzato un video girato presso l’Ospedale del Golfo Persico, dove neonati vengono portati fuori dall’edificio tra le macerie. Non è chiaro quale fosse l’obiettivo dell’attacco, ma la struttura si trova vicino a un aeroporto e a una base aerea militare.
Tra i casi più gravi citati nel servizio c’è anche il bombardamento della scuola elementare Shajaba Tayyiba, a Minab, nel sud del Paese. Secondo i media statali iraniani l’attacco avrebbe causato la morte di oltre 160 studenti e membri del personale. L’istituto si trovava a circa 200 piedi, cioè circa 60 metri, da una base militare iraniana. Le immagini mostrano danni sia agli edifici militari sia all’edificio scolastico.
Un altro episodio analizzato riguarda una palestra nella provincia di Fars, dove – secondo i media iraniani – si trovavano 20 giocatori di pallavolo al momento dell’attacco. Anche in questo caso l’edificio civile si trovava vicino a una stazione di polizia.
Il bilancio complessivo delle vittime rimane difficile da verificare in modo indipendente. Tuttavia, secondo l’organizzazione Human Rights Activists News Agency, citata nel servizio, il numero dei morti nel Paese ha superato quota 1.000. “Con il proseguire degli attacchi”, conclude Polglase nel servizio, “l’accesso a strutture mediche sicure sarà fondamentale”. Ma, sottolinea l’inchiesta, la presenza di obiettivi militari all’interno di aree urbane densamente popolate e l’uso di ordigni ad alto potenziale continuano a far crescere il costo umano del conflitto.
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