Gronda, Terrile: “Si parta il prima possibile, non possiamo permetterci un nuovo progetto”
- Postato il 10 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Mi auguro che il prima possibile partano i lavori della Gronda. Oggi pensare di modificare il progetto vuol dire probabilmente non fare nulla. Non vedo nessun problema se non di natura economica, deve esserci chiarezza”. A sgombrare il campo dagli equivoci è Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova, durante il convegno organizzato dalla Filca Cisl a Palazzo San Giorgio proprio con l’obiettivo di spronare la politica sulle grandi opere.
Il dibattito sulla Gronda lo ha riaperto poche settimane fa il viceministro Edoardo Rixi parlando di “progetto da rifare” perché troppo impattante dal punto di vista dei cantieri. Il leader della Lega in Liguria (che ai tempi della scelta era contrario all’opera) ha riportato in auge l’ipotesi della “Gronda bassa” affiancata al ponte San Giorgio. Dichiarazioni che hanno riacceso lo scontro istituzionale con Silvia Salis. “Ammettano di avere sbagliato”, l’attacco della sindaca, mentre il braccio destro di Salvini ha ribaltato la scelta su Tursi: “Quel progetto era stato approvato da Marta Vincenzi, ci dica il Comune se vuole cambiarlo”.
Ma oggi Terrile è tranchant: “Se il tema è che il progetto approvato, per via dell’aumento dei costi o delle modifiche progettuali, ha un budget non più sopportabile, lo si dica in modo aperto. Se non è un problema, si inizino i lavori. Non possiamo permetterci di buttare alle ortiche un lavoro di progettazione e autorizzazione che è durato troppo e dirci che bisogna ricominciare da capo. Questo territorio non se lo può permettere. Tutte le amministrazioni di destra e sinistra hanno detto la parola sì, siamo arrivati a un punto che non possiamo permetterci di perdere quel risultato”.
A Terrile ha replicato Rixi a margine dello stesso convegno: “Si devono mettere d’accordo con società Autostrade. Devo dire che sono contento perché fino a ieri una parte della loro maggioranza, i Cinque Stelle, erano contrari alla gronda di Genova e al tracciato. Io vorrei sapere l’opinione vera, non quella che gli conviene settimanalmente, perché la politica deve avere una visione che supera la campagna elettorale”.
A parte il lotto zero, però, sta di fatto che la Gronda è bloccata da anni a prescindere dal colore politico del Comune di Genova. “Perché Aspi negli ultimi tre anni, nonostante le sollecitazioni del ministero, non ha fatto i progetti esecutivi – ribatte il viceministro delle Infrastrutture -. Noi non approviamo il Pef di Aspi se non rispetta tutti gli impegni. In questo momento hanno chiesto una proroga all’Unione Europea”.
Ma soprattutto ad oggi l’opera non ha la certezza dei finanziamenti necessari, stimati in 6-7 miliardi. Soldi che dovrebbe mettere Autostrade, secondo gli accordi presi, ma è ipotizzabile invece un finanziamento statale? “No, perché ci sono delle regole europee – ribadisce Rixi -. Io chiedo da almeno due mesi, con la situazione geopolitica che abbiamo dal 2020 in avanti, di derogare il patto di stabilità. Però oggi il concessionario è privato, i soldi sono privati, si è preso degli impegni. La cessione non l’ha fatta questa governo, l’hanno fatta il governo Conte e il governo Draghi di cui io non facevo parte. Oggi noi rischiamo di avere un aumento esplosivo dei pedaggi autostradali cui questo governo si oppone totalmente. Quindi io ho chiesto ad Aspi che qualsiasi progetto deve evitare l’aumento dei pedaggi autostradali, salvo l’aumento Istat che la legge ci costringe a riconoscere i concessionari. Essere cornuti e mazziati come cittadini italiani mi sembra un po’ esagerato”.
Sulla bontà di un progetto alternativo, comunque, Rixi non fa marcia indietro: “Noi chiediamo che i lavori della Gronda ripartano rapidamente. Se poi ci sono ipotesi meno impattanti per il territorio, siamo disposti a prenderle in considerazione solo se c’è la condivisione del territorio, quindi da parte del Comune di Genova. Sennò il progetto deve continuare quello che è stato approvato. È evidente che è un progetto vecchio: solo la realizzazione operativa va dagli 8 ai 12 anni con impatti pesanti sulla viabilità genovese durante la costruzione, col rischio che le code non diminuiranno ma aumenteranno. Sappiamo che l’attuale sede autostradale da Voltri fino a Genova Ovest ha bisogno nel prossimo decennio di profondi rifacimenti, soprattutto sulle gallerie, quindi abbiamo bisogno di una viabilità alternativa”.