Gronda, Salis: “Il centrodestra ammetta di avere sbagliato, ora servono progetti realizzabili”
- Postato il 17 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Sono anni che la destra dice che la Gronda è un’opera alla quale non si può rinunciare, per la quale andranno avanti. Abbiamo visto numerose inaugurazioni. Ora ci dicono che non solo non si farà, ma così come è progettata non va bene. Basterebbe dire: avevate ragione voi, quest’opera non sarebbe mai fatta per come l’abbiamo pensata, è inutile. Basterebbe avere un po’ più di realismo”. Così la sindaca Silvia Salis, a margine del consiglio comunale, interviene sulle dichiarazioni del viceministro Edoardo Rixi che fanno tornare all’anno zero il dibattito sul raddoppio autostradale genovese.
“Ricordo che che l’allora sindaco Bucci diceva che era un’opera fondamentale, perché sennò Genova sarebbe stata destinata al declino, e l’ex candidato del centrodestra nell’ultima tornata comunale la aveva nel programma elettorale, quindi ora vorremmo capire in che modo può essere scaricata questa volta addosso al Comune“, aggiunge Salis, che a maggio aveva definito l’opera “un progetto che serve alla città” in un incontro a porte chiuse nella sede di Confindustria, mentre due mesi prima, davanti a una platea di elettori del M5s, l’aveva archiviato come un non tema data la mancanza di certezze sulla sua realizzazione.
E adesso? “Prendiamo atto che il progetto bandiera della destra non si farà per loro stessa ammissione. Quindi ora noi siamo aperti a qualsiasi tipo di interlocuzione. Ricordo che, essendo una rappresentante della pubblica amministrazione, come un rappresentante del governo è il viceministro Rixi, sarebbe l’ora che iniziassimo a interloquire come due rappresentanti della Repubblica italiana e non come se fossimo perennemente campagna elettorale. Aspettiamo volentieri che ci sia un dialogo sul futuro delle opere che sono necessarie per questa città“, però servirebbe “un minimo di onestà intellettuale nel dire: ci siamo sbagliati“.
Ma un raddoppio autostradale a Genova serve o no? “Noi valuteremo quali sono le ipotesi progettuali in campo, però devono essere ipotesi progettuali realizzabili, perché noi continuiamo a vedere progetti che con l’aumento dei costi vanno verso l’irrealizzabilità”, risponde Salis. E cita il caso del tunnel subportuale: “Eravamo partiti da 700 milioni, siamo oltre 1,1 miliardi ed è un costo destinato ad aumentare, quando abbiamo tutta la città che necessita di centinaia di milioni per ponti e impalcati. Nessuno si è posto in questi anni questo problema. Si sono posti il problema di opere faraoniche che, come nel caso della Gronda, non vedremo mai”. “Meno opere faraoniche, meno inaugurazioni, meno rendering, meno foto con i caschetti e più idea di cosa fare per la sicurezza e lo sviluppo della città“, conclude la sindaca.