Green-Track, il brevetto che dà un'identità digitale ai rifiuti
- Postato il 12 febbraio 2026
- Economia
- Di Agi.it
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Green-Track, il brevetto che dà un'identità digitale ai rifiuti
AGI - Da oggi ‘chi ricicla risparmia’ grazie a Green-Track, il brevetto italiano che dà un'identità digitale ai rifiuti per trasformarli in un asset economico. Il contenitore presenta automaticamente la sua “carta d’identità” ai centri di recupero: origine, composizione chimica e grado di purezza, permettendo una selezione perfetta. Niente etichette aggiuntive, chip o tag esterni, perché possono contaminare il materiale e spesso si staccano. L’imballaggio stesso diventa un vero e proprio “supporto di informazioni”.
Un cambio di paradigma nella ‘guerra alla plastica’ che supera la logica del ‘chi inquina paga’, e trasforma il rifiuto anonimo in un bene digitale prezioso, creando un circolo virtuoso in cui il guadagno, attraverso un sistema di premialità diretta, è equamente distribuito tra il consumatore, l’industria e la salvaguardia del pianeta. La tracciabilità non è più un costo imposto dalla normativa, ma una leva di valore economico.
Cos'è Green-Track e come funziona
Green-Track è un progetto tecnologico che introduce un sistema di tracciabilità certificata dei contenitori (plastica, vetro, alluminio) lungo l’intero ciclo di vita, dalla produzione al recupero post-consumo. E lo fa attribuendo a ogni prodotto una identità digitale univoca, ottenuta tramite una marcatura strutturale integrabile nei normali processi industriali.
L'intuizione dietro l'innovazione
L’idea nasce dall’intuizione di un professore siciliano: Rosario Melissa, ingegnere e docente di scuola secondaria, che si occupa di innovazione tecnologica applicata ai servizi e alle infrastrutture pubbliche.
“Durante una passeggiata sul lungomare, osservando i numerosi contenitori abbandonati oltre il muretto costiero – racconta Melissa - mi sono posto una domanda: perché oggetti prodotti e distribuiti con processi industriali altamente controllati diventano improvvisamente anonimi nel momento in cui entrano nella fase di rifiuto?”.
Colmare il punto cieco dell'economia circolare
Da questa riflessione prende forma Green-Track, con l’obiettivo di colmare il “punto cieco” informativo dell’economia circolare, ovvero un ‘buco nero’ in cui finisce il contenitore industriale nel momento in cui viene ‘usato’ e ‘smaltito’. Lungo il percorso dall’acquisto al centro di smistamento si perde, infatti, ogni informazione sull’identità del prodotto e l’assenza di dati certi impedisce un riciclo davvero efficiente. La bottiglia diventa ‘anonima’ dopo il consumo e questo limita l’efficienza dei sistemi di raccolta e recupero, la qualità del materiale riciclato e la possibilità di certificare il corretto fine vita dei prodotti. La mancanza di dati certi rappresenta oggi il principale ostacolo all'attuazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), che impone target di riciclo e riuso sempre più stringenti. Green-Track rivoluziona questa logica e rende ogni contenitore riconoscibile e verificabile anche dopo l’uso, creando una continuità informativa tra produzione, consumo e recupero.
Vantaggi economici e premialità diretta
La tracciabilità funziona in modalità completamente anonima. Su base volontaria, il consumatore può associare, o meno, la propria identità al prodotto per accedere a servizi o incentivi, quindi nel pieno rispetto della privacy. Oggi il cittadino che ricicla bene fa un favore alla collettività ma non ne trae un vantaggio economico personale. Green-Track, invece, permette di redistribuire una parte di questo ‘valore’ proprio a chi ha permesso il recupero. E il ritorno economico è reso possibile tramite una forma di premialità diretta, una sorta di cashback ambientale.
“Poiché ogni contenitore è tracciato e ha un'identità digitale, nel momento in cui il cittadino lo conferisce correttamente, il sistema può riconoscergli un incentivo immediato. Può essere un credito su una card, uno sconto sulla spesa o un rimborso diretto. È l'evoluzione digitale del 'vuoto a rendere'”, spiega Melissa. Oppure si può ottenere una riduzione della Tari. “Grazie ai dati certificati di conferimento, il Comune può finalmente applicare una 'tariffa puntuale' reale. Se io traccio che ho riciclato correttamente il 90% dei miei imballaggi, il sistema Green-Track fornisce la prova certificata per ottenere una riduzione sulla tassa dei rifiuti. Pago meno perché dimostro di produrre meno scarto indifferenziato”, osserva ancora il professore.
Prospettive future e standard globale
Green-Track è un progetto ideato in Sicilia, ma concepito fin dall’inizio per una scala industriale globale. La soluzione è già stata presentata in contesti tecnici e industriali del settore beverage e packaging ed è attualmente oggetto di valutazione e confronto con operatori del settore. L’ambizione di Green-Track è di lungo periodo. Il progetto mira a diventare per l’economia circolare ciò che la cintura di sicurezza è stata per il settore automotive: un’innovazione inizialmente percepita come opzionale, ma destinata a trasformarsi in uno standard di sistema, integrato progressivamente nei processi industriali e nei quadri normativi.
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