Gp Giappone, operazione riscatto per Ferrari con nuove modifiche

  • Postato il 2 aprile 2025
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Una serie di discussioni sulla Ferrari: è questo, in sostanza, ciò che ha caratterizzato la settimana appena trascorsa. Una pausa che è arrivata al momento giusto, prima di un triple header che, almeno per la Rossa, potrebbe già rivelarsi cruciale. Si parte con il Gran Premio del Giappone, un circuito complesso, esigente, dove le incognite legate al rendimento sono molte. Il Cavallino Rampante ha lavorato duramente per reagire.

SF-25, alla ricerca dell’equilibrio

Il team italiano si è preparato al meglio per compiere un passo avanti significativo. Diversi temi sono stati affrontati, inerenti a vari aspetti tecnici e prestazionali. Il team di Maranello ha avuto poco margine per agire sulle criticità della SF-25, una monoposto che continua a faticare nell’adattarsi perfettamente alle diverse esigenze dei circuiti. I problemi sono tutti risolvibili, per fortuna, e nulla di quanto emerso finora appare insormontabile.

La sfida è recuperare quei decimi che separano la vettura italiana dalla McLaren, distante ma comunque raggiungibile. Tuttavia, il tempo a disposizione è sempre troppo poco in F1. La causa dei grattacapi sembra risiedere principalmente nell’interazione tra aerodinamica e meccanica. La Ferrari sta soffrendo una mappa aerodinamica troppo ristretta, che limita il potenziale della SF-25.

La gestione del carico aerodinamico è un’equazione gestita da un paio di variabili: un bilanciamento troppo delicato tra il fondo e la massa fluida. La mancata armonia tra questi due fattori rende complicato ottenere il massimo dalla vettura, dove le prestazioni risultano difficilmente prevedibili. Se questo equilibrio non viene trovato, i risultati in pista non saranno all’altezza delle aspettative.

Le correzioni sulla Rossa

La sospensione posteriore a schema pull-rod presenta un grado di squat maggiore rispetto alle filosofie adottate da McLaren e Red Bull. Parliamo di due auto che, almeno per il momento, riescono a capitalizzare meglio le dinamiche legate al bilanciamento. La scelta della Ferrari ha pagato meno in questo inizio del mondiale, dove l’aerodinamica gioca un ruolo determinante per il corretto svolgimento del weekend.

La configurazione della SF-25 evidenzia diverse difficoltà nel trovare il punto di lavoro ideale della monoposto, poiché l’adattabilità dell’auto al tracciato non è facilmente raggiungibile. Questo si traduce in una perdita di rotazione, che si manifesta soprattutto nel sottosterzo che Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno ripetutamente sottolineato. L’introduzione di un nuovo fondo potrebbe rappresentare una svolta.

Sebbene la storica scuderia italiana stia lavorando a soluzioni per migliorare la gestione del carico al posteriore, le scarse tempistiche, legate a un calendario frenetico, hanno fatto prendere una decisione alla Rossa: attendere il Bahrain per presentare il primo pacchetto di sviluppo. Il tutto considerando il grande quantitativo di dati raccolti sulla SF-25 durante la tre giorni di prove su pista nei test pre-stagionali.

Il focus di queste modifiche è piuttosto chiaro: ridurre il picco di carico al retrotreno, principale responsabile della sottosterzo cronico. Si tratta di stabilizzare la downforce con una distribuzione uniforme su tutta la lunghezza del fondo. Un cambiamento molto importante che richiederà tempo. Per espandere la mappa aerodinamica serve un lavoro meticoloso, infatti, che passa attraverso l’analisi tra CFD e galleria del vento.

La rossa a Suzuka

Efficienza aerodinamica: è proprio questo il vero banco di prova per la SF-25, chiamata a un primo step in Giappone. La monoposto italiana ha mostrato un buon potenziale in termini di velocità di punta. Tuttavia, un quesito sorge spontaneo, domanda alla quale la pista nipponica risponderà: quanto di questa prestazione è legata a una vera e propria efficienza, e quanto invece è solo il risultato di un compromesso sull’assetto?

La storica scuderia dovrebbe utilizzare l’ala posteriore già vista in Australia. Una specifica che offre un bilanciamento migliore tra deportanza e resistenza all’avanzamento. Un altro fattore cruciale riguarda un tratto distintivo di base che la Rossa porta con sé. Parliamo della mera gestione del setup. Il circuito di Suzuka richiede configurazioni piuttosto rigide, possibile ostacolo per la vettura italiana sulla pista orientale.

Se McLaren e Red Bull hanno mostrato una certa sofferenza dove è necessario “ammorbidire” l’assetto, al contrario, l’ultima opera di ingegneria aero-meccanica modenese, potrebbe incontrare diverse difficoltà nell’adattarsi a un layout che impone soluzioni sospensive mediamente più rigide. Ma i tecnici hanno lavorato parecchio su questo aspetto, convinti di poter gestire questa situazione nel migliore dei modi.

Infine parliamo dell’asfalto. Le recenti modifiche sull’ultima chicane e nel primo settore potrebbero risultare positive per la Rossa. Il gruppo di lavoro potrebbe essere facilitato nell’utilizzo di altezze da terra congrue, senza compromettere la stabilità, potendo accedere al massimo carico aerodinamico e di conseguenza a più prestazione. Come sottolineato da Vasseur, la SF-24 non ha problemi di ride height, deve solo trovare la configurazione che possa abbassare il tempo sul giro senza compromettere la guidabilità dell’auto.

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Virgilio.it

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