GP Giappone: Ferrari batte Mercedes, ma senza update la lotta è impari
- Postato il 29 marzo 2026
- Formula 1
- Di Virgilio.it
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Suzuka lascia alla Ferrari un bilancio agrodolce. Dalla qualifica emergono rimpianti evidenti, mentre sulla distanza dei 300 chilometri manca ancora qualcosa. Mercedes è sempre troppo forte e anche McLaren è della partita. Leclerc si prende un podio lottando come un leone con Russell, mentre Lewis, in sofferenza con le gomme, taglia il traguardo solamente in sesta piazza.
Ferrari parte bene, ma Piastri fa meglio
Allo spegnimento dei semafori, Piastri è magistrale e sfila il comando a Leclerc in curva 1. Alle loro spalle, Lewis Hamilton non demerita: il fuoriclasse britannico guadagna subito terreno prezioso su George Russell, ma la dolce illusione svanisce in pochi chilometri. Infatti, mentre Charles tenta di reggere il ritmo McLaren, si consuma la rabbiosa rimonta di Russell.
Al quarto giro, il pilota della scuderia di Brackley sfrutta l’intero potenziale della sua monoposto per sverniciare il ferrarista, relegandolo senza complimenti in terza posizione. Dietro, Hamilton naviga sesto inseguendo Antonelli, partito male. Fin dai primissimi scampoli di gara, emerge inequivocabile il vero ago della bilancia di questa nuova era tecnologica: l’efficienza della componente elettrica.
I propulsori scuola Mercedes mostrano superiorità tecnica nella gestione della potenza. Le due SF-26, pur vantando forme meccaniche rigorose, faticano tremendamente ad avere a disposizione l’energia necessaria. Manca la spinta per sferrare attacchi decisi o erigere difese efficaci. Le McLaren si confermano avversari formidabili nei curvoni veloci, rese temibili da un aggiornamento software.
Leclerc lotta come può
Oltre all’intricato enigma del sistema ibrido, le conversazioni radio si concentrano in maniera ossessiva sul tema del degrado degli pneumatici. Su un tracciato così abrasivo come quello nipponico, preservare questo elemento diventa vitale. La delicata interazione tra le dinamiche delle sospensioni e il degrado termico delle gomme deve essere curata in modo impeccabile.
Serve calcolare ogni attrito, per scongiurare crolli prestazionali improvvisi. Ai due alfieri ferraristi viene intimato di non aggredire i cordoli, limitando l’irruenza nei rapidi cambi di direzione dello Snake e nelle insidiose curve del secondo settore. Leclerc, che guida sul filo del rasoio per non perdere contatto con la vetta, si ritrova ben presto Antonelli negli scarichi.
Al quindicesimo passaggio, la pressione si concretizza e il sorpasso del pilota italiano va a buon fine. Charles, animato dalla sua grinta agonistica, non accetta il verdetto: incrocia magistralmente la traiettoria e si riprende di pura forza il podio virtuale. Poco dopo, il bilanciamento delle monoposto modenesi inizia a sgretolarsi, sfociando in un penalizzante sovrasterzo.
È il segnale per il pit stop del monegasco. La sosta è rapida e gli permette di mantenere il vantaggio sulla McLaren del campione el mondo in carica Lando Norris. Bryan Bozzi predica calma: le coperture nuove vanno introdotte con dolcezza nei primi chilometri, per non stressarle troppo. Nel frattempo la Ferrari sdoppia le strategie: Lewis resta in pista, seguendo le tempistiche Mercedes.
La gara subisce uno scossone al giro ventidue: Bearman impatta contro le barriere e provoca l’ingresso della Safety Car. La reazione della Ferrari è tempestiva e richiama Hamilton ai box. Il cambio gomme è eccellente, permettendogli di rientrare quarto davanti a Norris, sebbene le mappature dell’energia continuino a generare insoddisfazione.
Il ruggito di Leclerc, la sofferenza di Hamilton
Al giro ventisette la Safety Car rientra. Hamilton è perfetto: sfrutta la scia, fulmina Russell in curva uno e mette nel mirino Piastri. Qui emerge clamorosamente la differenza nelle filosofie di ricarica. Le vetture di Maranello devono iniziare la rigenerazione già dalla curva 130R, mentre le monoposto di Brackley spingono a fondo fino all’ultima chicane. Un divario grande che Charles tenta di tamponare stringendo i denti.
L’opportunità per Leclerc arriva al trentottesimo giro. Sfruttando la bagarre tra il compagno e Russell, sfodera una manovra chirurgica e passa la Mercedes. Poi supera anche Hamilton. In crisi di aderenza Lewis cede il passo a Russell. Le ultime tornate sono difficili. Il monegasco spreme ogni goccia di energia dalle batterie per difendersi da Russell, mentre Lewis ingaggia una lotta disperata per difendere la quinta piazza.
Sotto lo sventolare della bandiera a scacchi, Charles festeggia un magnifico e perentorio terzo posto finale, strappato con puro orgoglio. Lewis, al contrario, deve mestamente rassegnarsi alla sesta posizione, piegato negli ultimi chilometri anche dalla freschezza di Norris. Il Gran Premio del Giappone lancia un monito severo e cristallino: servono aggiornamenti per inserirsi stabilmente nella lottare al titolo.