“Goggia solo terza”: la Gazzetta dello Sport finisce nel mirino dei social. Sofia rivela il suo incubo, il rimpianto di Brignone
- Postato il 8 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Sofia Goggia fa un altro passo nella storia. La sciatrice bergamasca si mette al collo la terza medaglia olimpica della sua storia, tutte in discesa ed è la seconda atleta di sempre a riuscire nell’impresa. Dopo l’oro e l’argento, Sofia “Braveheart” va a completare la sua collezione di metalli chiudendo con il bronzo sulla Olympia delle Tofane alle spalle di Johnson e Aicher.
“Solo terza”: il titolo che fa discutere
Le Olimpiadi invernali mettono sempre a dura prova anche i giornalisti che provano a raccontare in tempo reale quello che succede nelle vari sedi di gara. Le maggior parte dei siti di informazione prova a raccontare in tempo reale i risultati ma spesso capita che nella foga qualcosa vada storto, o quantomeno non sia pensato e scritto nel modo corretto. I social difficilmente perdonano qualcosa e quando sulla Gazzetta dello Sport alcuni utenti leggono il titolo: “Sofia Goggia solo terza”, cominciano le polemiche. “Secondo alcuni essere terza al mondo è un fallimento. Sono gli stessi che se uno perde in finale di un torneo di tennis è un perdente”, scrive Antani. Mentre Stefano attacca: “Io non ci posso credere che Gazzetta si permetta di fare un titolo del genere per chi ha vinto una medaglia olimpica”.
L’incubo di Sofia Goggia
Un passo ulteriore nella storia. Sofia Goggia si mette al collo la medaglia delle Olimpiadi di casa e scrive il suo nome nella leggenda dello sport invernale. Certo anche lei aveva messo nel mirino il metallo più prezioso soprattutto sulla pista che ama di più. Alla fine di una gara condizionata dal terribile incidente di Vonn, Sofia però è contenta “Il bronzo era giusto l’unico colore che mi mancava, anche se avrei preferito bissare l’oro di PyongChang. Sono un po’ dispiaciuta perché allo Schuss ho saltato tantissimo, tutta in laterale e sono arrivata al Duca d’Aosta che mi sentivo ferma. L’attesa non è stata di semplice gestione, anche se sono rimasta concentrata su quello che dovevo fare. Ieri avevo gli incubi sulla prima traversa che invece mi è venuta benissimo. Sarebbe potuta andare meglio. Ma bisogna avere visione generale: tre Olimpiadi, tre medaglie in discesa libera”.
Il rimpianto di Brignone
Federica Brignone non doveva neanche essere al via sull’Olympia delle Tofane. Il terribile infortunio patito lo scorso anno sembrava un ostacolo impossibile da superare per la valdostana. E invece la Tigre ha tirato fuori energie incredibili per riuscire a disputare le Olimpiadi di casa. Non doveva essere in partenza in discesa, soprattutto dopo un periodo in cui non è mai riuscita ad allenarsi in velocità. Ma Federica si è comunque resa protagonista di una grande prova piazzandosi al decimo posto: “Sono molto contenta della mia performance. Chiaramente non sono quella dello scorso anno, non ho gli stessi chilometri nel suo gambe. Non ho la stessa fiducia. Adesso ho bisogno di calmarmi un attimo, tutti questi salti e atterraggi sono stati potenti, dovrò dare un po’ di sollievo a tibia e al resto. Se fossi arrivata qui nelle condizioni dell’anno scorso, sarebbe andata in modo diverso. Team combined? Non parteciperò”.