Gli Stati Uniti fuori dalla Nato? Una legge limita le velleità di Trump (e l’ha voluta il suo segretario di Stato, Rubio)
- Postato il 3 aprile 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Ha definito la Nato una “tigre di carta”, incapace di prendersi le responsabilità richieste e inefficace nei teatri di guerra che contano, nello specifico lo stretto di Hormuz bloccato da ormai più di trenta giorni dalla rappresaglia iraniana alla guerra scatenata da Stati Uniti e Israele. Il rapporto fra Donald Trump e l’Alleanza atlantica non è mai stato entusiasmante e spesso gli attacchi agli alleati, accusati di godere delle garanzie di difesa statunitensi con un contributo ridotto, hanno fatto parte della trionfante retorica del mondo Maga. Ma ora l’indisponibilità degli alleati a intervenire militarmente contro l’Iran ha portato il presidente Usa a dichiarare, durante un’intervista al quotidiano Telegraph, di pensare “seriamente” di uscire dalla Nato. Ma può Trump decidere unilateralmente di abbandonare l’Alleanza privandola del tassello fondamentale che da solo rappresenta più del 60% della spesa militare complessiva? Sì, ma anche no. Le cose in realtà sono abbastanza articolate, soprattutto da quando esiste una legge – varata durante l’era Biden e denominata legge “anti Trump” – che complica non di poco questa eventualità.
Per ironia della sorte, la legge è stata voluta proprio dall’attuale segretario di Stato Marco Rubio. Nel dicembre del 2023, mentre la popolarità dell’allora presidente Joe Biden crollava a picco e l’ipotesi di un secondo mandato di Trump si faceva più concreta, il senatore democratico Tim Kaine della Virginia e il repubblicano Marco Rubio della Florida fecero inserire nella sezione 1250A dell’annuale legge di bilancio della Difesa (la National Defense Authorization Act) una clausola che prevede che il presidente non possa sospendere o ritirare gli Stati Uniti dal Trattato Nord Atlantico senza il voto dei due terzi del Senato o una legge specifica del Congresso. Un controllo parlamentare che di fatto depotenzia le velleità isolazioniste in campo militare di Trump, soprattutto in vista delle prossime elezioni di medio termine che potrebbero sovvertire gli equilibri del Congresso.
E’ stato proprio il segretario di stato Rubio – che all’epoca dichiarò che qualsiasi decisione di lasciare l’Alleanza “dovrebbe essere rigorosamente dibattuta e valutata dal Congresso con il contributo del popolo americano” – a smorzare le dichiarazioni di Trump parlando di una generica necessità di “riesaminare” l’intero rapporto con la Nato una volta concluso il conflitto in corso con l’Iran. Parole pesanti, ma meno taglienti e roboanti rispetto a quelle del presidente. E soprattutto pronunciate chi probabilmente aveva previsto con largo anticipo lo scenario attuale.
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