Gli Stati Uniti attaccano il Venezuela. Trump: "Maduro preso con sua moglie e portato via dal Paese". La diretta
- Postato il 3 gennaio 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
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Gli Stati Uniti attaccano il Venezuela. Trump: "Maduro preso con sua moglie e portato via dal Paese". La diretta
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, intorno alle 2 ora locale (le 7 in Italia), Caracas e altre aree del Venezuela sono state colpite da una serie di forti esplosioni, accompagnate da sorvoli di aerei ed elicotteri a bassa quota. L'attacco segna un'escalation dopo mesi di minacce USA e dispiegamento navale nei Caraibi. Segui qui di seguito la diretta
Ore 11.34 - Meloni segue la situazione: la nota di palazzo Chigi
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue con attenzione la situazione in Venezuela, tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali.
Ore 11.28 - Nyt: “Nessun militare Usa caduto negli attacchi”
Nessun militare statunitense è morto nell'operazione che avrebbe portato alla cattura del presidente sudamericano, Nicolas Maduro. Lo hanno riferito al New York Times fonti ben informate, che non hanno però rilasciato commenti sul numero di vittime venezuelane.
Ore 11.27 - Vice segretario di stato Usa: per il Venezuela è una “nuova alba”
E' una "nuova alba" per il Venezuela: "Il tiranno se n'è andato. Finalmente affronterà la giustizia per i suoi crimini". Lo ha detto il vice segretario di stato americano Christopher Landau.
Ore 11.01 - Cbs News: “Maduro catturato da unità speciale d’élite Usa”
Secondo Cbs News, Maduro è stato catturato dalla Delta Force, l'unità speciale d'élite dell'esercito americano. La Delta Force, un'unità d'élite che fa capo all'esercito statunitense, è stata anche responsabile della missione del 2019 in cui è stato ucciso l'ex leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Bakr al-Baghdadi.
Ore 11.00 - Trump al Nyt: “Operazione brillante ben pianificata”
L'operazione che avrebbe portato alla cattura del presidente venezuelano, Nicolas Maduro, "è stata davvero brillante" e ha richiesto "molta buona pianificazione, molte grandiose truppe e grandioso personale". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al New York Times.
Ore 10.36 - Tajani, “A Caracas presi di mira porti e aeroporti”
"Stiamo seguendo con attenzione gli attacchi a Caracas, sappiamo che sono state prese di mira alcune infrastrutture portuali e aeroportuali, la nostra ambasciata a Caracas è operativa, ci sono tantissimi italiani in Venezuela, Temiamo manifestazioni di piazza, quindi abbiamo dato indicazione di essere prudenti, pare che ci siano anche nelle carceri momenti di tensione". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani al Tg2.
Ore 10.15 - Trump: “Maduro preso con sua moglie e portato via dal Paese”
“Maduro preso con sua moglie e portato via dal Paese”, ha detto il presidente Usa Donald Trump che conferma “l’attacco su larga scala condotto con successo”.
Ore 10.00 - Mosca: “L’attacco contro il Venezuela viola il diritto internazionale”
"Il Venezuela non ha rappresentato alcuna minaccia per gli Stati Uniti, né militare, né umanitaria, né criminale, né legata alla droga (quest'ultima è confermata da un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite). Pertanto, l'attuale operazione militare, così come le azioni contro il Venezuela degli ultimi giorni e settimane, non hanno alcuna base sostanziale". Lo ha scritto il vicepresidente del Consiglio federale russo (la Camera alta del Parlamento) Konstantin Kosachev sul suo canale Telegram, riportato da Tass. "Il diritto internazionale è stato chiaramente violato e l'ordine stabilito in questo modo non dovrebbe prevalere", ha aggiunto Kosachev.
Ore 9.52 - Maduro autorizza “la lotta armata contro l’aggressione imperialista”
"Nicolas Maduro ha disposto che tutti i piani di difesa nazionale siano attuati al momento e nelle circostanze appropriate, in stretta conformità con quanto previsto dalla Costituzione, dalla legge organica sugli Stati di Eccezione e dalla legge sulla Sicurezza della nazione", si legge in una nota ufficiale del governo di Caracas. In tal senso, il presidente ha firmato e ordinato l'attuazione del decreto che dichiara lo stato di 'agitazione esterna' in tutto il territorio nazionale, e passare immediatamente alla lotta armata. L'intero Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista".
Ore 9.16 - Cbs News: “Trump ha ordinato gli attacchi”
Il presidente Trump ha dato il via libera alle forze armate statunitensi per condurre attacchi terrestri in Venezuela giorni prima che l'operazione avesse effettivamente luogo. E0 quanto sostengono due funzionari statunitensi che hanno parlato con CBS News in forma anonima per discutere questioni di sicurezza nazionale. I funzionari militari hanno discusso la possibilità di condurre la missione il giorno di Natale, ma gli attacchi aerei statunitensi in Nigeria contro obiettivi dell'Is hanno avuto la precedenza, secondo le fonti. I giorni successivi al Natale hanno aperto ulteriori possibilità di attacco ai funzionari militari statunitensi, ma l'operazione è stata sospesa a causa delle condizioni meteorologiche. I funzionari hanno affermato che l'esercito statunitense voleva condizioni meteorologiche favorevoli al successo della missione.
Ore 8.47 - Tajani: “Farnesina operativa per seguire la comunità italiana”
"Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l'evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è costantemente informata. L'Unità di crisi della Farnesina operativa". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Ore 8.30 - Colpite basi militari in Venezuela
Immagini di esplosioni e colonne di fumo che si levano da varie parti di Caracas circolano sui media internazionali e sui social, dopo le esplosioni che hanno svegliato poco dopo le due di notte locali la capitale del Venezuela. Secondo le testimonianze non verificate, i luoghi colpiti sono basi militari e in particolare la caserma più importante del paese, Fort Tiuna, a ovest della città, e la base aerea di La Carlota. Testimoni che vivono poco lontano da Fort Tiuna hanno riferito di violente esplosioni che hanno fatto tremare le finestre e del rumore del fuoco della contraerea. Alla stessa ora sono state segnalate esplosioni nella vicina città costiera di La Guaira, separata dalla capitale solo da una montagna che incornicia la valle di Caracas.