“Gli avvocati, non capaci, di Signorini continuano a non capire che il problema non è Falsissimo, ma i molteplici reati che ha commesso il loro assistito”: così Fabrizio Corona attacca i legali del conduttore
- Postato il 4 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“I colossi del Web blocchino le ricostruzioni diffamatorie fatte da Corona su Alfonso Signorini. Infangano la sua reputazione”, così nelle scorse ore gli avvocati del conduttore e giornalista. La richiesta dei legali di Signorini parte da argomentazione netta: la diffusione di chat e messaggi privati del giornalista sono di “provenienza illecita” e hanno contribuito ad infangare la sua “onorabilità” e la sua “reputazione”.
Per questo chiedono ai giganti del web di bloccare ed oscurare le ricostruzioni fatte da Fabrizio Corona su YouTube e rimbalzate con un clamoroso “effetto valanga” sui social.
Immediata la risposta di Corona sempre sulle story su Instagram: “Alfonso Signorini è indagato perché i magistrati hanno in mano documenti importanti e non perché è un atto dovuto. Gli avvocati, non capaci, di Signorini continuano a non capire che il problema non sono le puntate di “Falsissimo” che non bloccheranno mai (noi facciamo informazione al contrario di Mediaset e Mentana) ma i molteplici reati che ha commesso il loro assistito da quando è diventato direttore di Chi e conduttore del Grande Fratello”.
Poi ha specificato: “Reati con prove e documenti che vi racconteremo nell’episodio 21 parte tre nuova in uscita a gennaio. Trattative non ne facciamo”.
La procura di Milano ha aperto un fascicolo d’indagine a carico del giornalista televisivo Alfonso Signorini che, dopo la querela presentata dall’ex concorrente del Grande Fratello Antonio Medugno, è indagato per violenza sessuale ed estorsione. “Un atto dovuto”, spiegano dalla procura, per dare la possibilità ai pm di poter verificare i fatti.
Nella denuncia, in particolare, presentata il 24 dicembre scorso, si chiede di procedere per i reati di violenza sessuale ed estorsione, reati iscritti nel fascicolo ora all’attenzione del pm Letizia Mannella.
“Vero è che è un atto dovuto, ma questo non riduce l’importanza di questo atto e la necessità di fare chiarezza su una vicenda potenzialmente destabilizzante per buona parte del sistema mediatico italiano” ha dichiarato all’Adnkronos l’avvocato Giuseppe Pipitella, che insieme all’avvocato Cristina Morrone assiste Antonio Medugno. “Abbiamo massima fiducia nella magistratura – ha poi aggiunto – che ringraziamo. Siamo contenti che l’atto dovuto sia stato messo in atto così rapidamente”.
Signorini, assistito da Daniela Missaglia e da Domenico Aiello che, intervistato dal Corriere della Sera, ci è andato giù durissimo definendo “balorda” la ricostruzione fatta fino ad ora: “Siamo in grado di dimostrare che la ricostruzione fornita dal querelante è tanto balorda quanto l’autore della denuncia e coloro che penserebbero di trarne beneficio”, spiega il legale.
“Obiettivo principale, in questa fase iniziale dell’inchiesta, è, quindi, far emergere l’inattendibilità delle dichiarazioni fatte da Antonio Medugno”, osserva il quotidiano di vai Solferino. Aiello spiega di non essere affatto preoccupato e anticipa in parte la strategia: “Dimostreremo nelle sedi opportune che questo soggetto è aduso a proporsi in ogni forma pur di ottenere il successo in ambienti come quelli televisivi, ma è noto per averlo fatto in passato anche fuori dai contesti Mediaset”.
Infine si è mosso anche con una nota l’Ordine degli avvocati di Milano: “In merito alle recenti indagini avviate dalla Procura milanese sulle dinamiche di partecipazione a una nota trasmissione televisiva, l’Ordine degli Avvocati di Milano richiama, ancora una volta, l’attenzione degli iscritti sul rigoroso rispetto dei doveri deontologici che disciplinano i rapporti con i mezzi di informazione, in particolare in relazione a procedimenti giudiziari in corso”.

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