Gli articoli contro Trump e sui benefici del sole per i calciatori: chi è Liam Roseinor, l’intellettuale nuovo allenatore del Chelsea
- Postato il 9 gennaio 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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Fare meglio di Enzo Maresca nel suo ultimo anno e mezzo di Chelsea sarà quasi una missione impossibile. Recuperare una situazione in classifica ben al di sotto delle aspettative dovrà essere ordinaria amministrazione. Il compito di Liam Rosenior, il nuovo allenatore del Chelsea dopo l’assai discusso esonero di Capodanno di Enzo Maresca, non sarà semplice. Il giovane coach, 41 anni, al suo terzo incarico da primo allenatore dopo l’Hull City in Championship e lo Strasburgo in Ligue1, non si aspettava questa chiamata. Almeno non di allenare alla sua seconda esperienza in un campionato maggiore la squadra campione del mondo. Che il Chelsea potesse interessarsi a Rosenior era nell’aria, ma sembrava un’ipotesi futura, per costruire un progetto su misura per lui. L’ex coach dello Strasburgo in ogni caso non ha esitato e, anche se non ha ancora avuto l’opportunità di sedersi in panchina – il primo ad interim Calum McFarlane ha infatti guidato i blues nella sconfitta contro il Fulham per 2-1 – dice di avere in mente grandi cose. “Penso che mi abbiano scelto perché la mia idea di calcio si sposa perfettamente con le qualità dei calciatori in rosa, avrò a disposizione tanti calciatori forti e darò a tutti la possibilità di mostrare le loro doti”: si è espresso così il nuovo coach ai microfoni di SkySports nel pre-gara con il Fulham.
Durante l’esperienza allo Strasburgo, ora settimo in Ligue1 dopo un ottimo avvio di stagione, Rosenior si è fatto notare per un calcio aggressivo e tecnico e per aver lanciato molti giovani come il 19enne inglese Amo–Ameyaw, il centrocampista francese Nzingoula o il bomber argentino Panichelli che sta incantando il campionato francese a suon di gol e giocate. L’età media della squadra della capitale del Grande-Est francese è tra le più basse in Europa, meno di 22 anni. Anche il Chelsea ha una rosa giovanissima, 23,7 anni (la più bassa d’Inghilterra) e questo faciliterà il primo approccio del tecnico inglese. Ai canali ufficiali del Chelsea ha dichiarato senza troppi giri di parole: “So che questa è un’opportunità gigantesca in questo momento della mia carriera, ma non mi interessa essere l’allenatore del Chelsea. Voglio solamente essere l’allenatore di un Chelsea che vince e dà spettacolo”.
Quello che è mancato a Maresca in questa stagione, oltre ai risultati, è stata anche la gestione della comunicazione con Todd Boehly. Rimettere in piedi una stagione dignitosa dopo aver vinto il Mondiale per club da outsider non era facile. I rapporti con la società hanno iniziato ad incrinarsi a fine ottobre dopo alcuni risultati deludenti, ma il culmine è arrivato nel mese di dicembre. Dopo la trasferta di Bergamo, la sconfitta contro l’Atalanta in Champions League, il coach italiano non è riuscito a invertire la rotta. Quello appena trascorso è stato un mese da incubo per il Chelsea che tra coppa, campionato e Champions League ha vinto solo con l’Everton e con il Cardiff. Dal punto di vista comunicativo ci si aspetta invece tanto da Rosenior, che, va detto, non è proprio un perfetto sconosciuto. Non è un segreto che la BlueCo, società di Todd Boehly, sia con-proprietaria, con formulazioni diverse, sia del Chelsea che dello Strasburgo. Quindi, quello del manager inglese lo si può considerare a tutti gli effetti un “trasferimento in casa”.
Quanto alla figura di Rosenior, non è solo un allenatore ed ex-calciatore. Negli ultimi anni si è infatti distinto come valido columnist del Guardian. Non ci è dato sapere se riprenderà in mano questa passione che lo ha portato anche oltre i confini del calcio, nonostante il ‘main topic’ della sua attività da editorialista fosse quello. Nei suoi articoli ha trattato, con intuizioni avanguardistiche, dell’evoluzione del calcio dopo il Var, dei metodi per permettere un riposo più sano ai calciatori, dei riferimenti che avrebbe mostrato ai calciatori una volta intrapresa la carriera da allenatore. “Michael Carrick, centrocampista astuto e sottovalutato”, titola uno dei suoi pezzi più letti. O ancora “Perché qualche giorno al sole può essere può essere cruciale per la parte finale della stagione”, descrivendo scientificamente i benefici della vitamina D per il recupero delle energie degli atleti. Tralasciando il pallone, Rosenior ha voluto dire la sua anche in occasione della morte di George Floyd nel luglio del 2020 e di tutte le proteste che ne sono conseguite, che hanno visto il presidente Donald Trump, allora alla fine del suo primo mandato, protagonista di una forte repressione e scherno. Il pezzo è una lettera aperta a Trump che esordisce così: “Lei è il motivo per cui le mie figlie – cittadine statunitensi – mi chiedono: ‘Perché il Presidente odia le persone di colore?’ Lei è il catalizzatore per le generazioni future affinché possano produrre un cambiamento duraturo, non solo nel suo paese ormai corrotto e corrosivo, ma in tutto il mondo, incluso qui nel Regno Unito. Riflette perfettamente le opinioni e l’ideologia di un gruppo di persone che dobbiamo superare e che supereremo”.
Il passaggio del coach-columnist dalla Ligue1 alla Premier League non è stato preso come un normale e ben riuscito affare del mercato invernale, almeno in Francia. Non sono mancate le polemiche e le preoccupazioni dei tifosi dello Strasburgo e degli appassionati del calcio francese riassunte dall’Equipe in poche righe: “Per la BlueCo lo Strasburgo è diventato l’ingranaggio interscambiabile di una multinazionale che non si preoccupa della propria identità – e ancora – Rosenior era l’unico che rappresentava la stabilità per questo club, ma di quello a loro non interessa”. Insomma, l’accusa viene mossa contro le multiproprietà che scambiano allenatori come pedine e ciò avviene quasi sempre a favore dei colossi del calcio inglese, il più oneroso e importante al mondo. Ora toccherà a Rosenior dimostrare di non essere solo una pedina, ma di sapersi caricare il Chelsea sulle spalle, anche perché ha firmato un contratto fino al 2032, a dimostrazione di come Boehly creda molto in questa scelta.
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