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Giovanni Jacobazzi, 17 anni di calvario e il carcere: vita rovinata dalle toghe rosse

  • Postato il 14 marzo 2026
  • Giustizia
  • Di Libero Quotidiano
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Giovanni Jacobazzi, 17 anni di calvario e il carcere: vita rovinata dalle toghe rosse

"Lo dico subito, è fondamentale andare a votare il 22 e il 23 e votare sì. Perché quello che è successo a me può succedere a chiunque". Una storia pazzesca. Giovanni Jacobazzi ha raccontato il suo calvario giudiziario - durato ben 17 anni - per un errore giudiziario. Una vita e una carriera distrutte, costretto a ripartire da zero. Chi ha sbagliato, invece, ha fatto carriera.

"La mia storia - ha esordito Jacobazzi - è proprio la cartina di tornasole, di com'è il sistema giudiziario italiano. Io nel 2008 ero dirigente del Comune di Parma, ero uno dei quattro direttori apicali di settore, e vengo nominato l'anno successivo presidente di una commissione di concorso per assumere un funzionario nell'ente. 22 candidati, la procedura si svolge normalmente, io poi lo vengo a sapere dopo tra i bocciati c'è il marito di un pubblico ministero della procura di Parma, che io boccio, ma lo boccio perché era da bocciare, non è che lo boccio perché era il marito di un pubblico ministero. Fatto è che dopo un mese, a seguito di un esposto anonimo, questo lo saprò dopo, che arriva in procura, io vengo iscritto nel registro degli indagati per delle corruzioni. Io ero dirigente di settore, avevo un bilancio di 18 milioni di euro, e finisco in questo bailame, per un micro-appalto, hai ricordato bene, di 10 mila euro, e io avrei preso una mazzetta di 5 mila euro". 

 

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"Vengo intercettato per un anno - ha proseguito -, ogni 15 giorni sappiate che ci sono le proroghe delle intercettazioni, il PM faceva la richiesta e il GIP faceva copia e incolla della proroga, il classico strascico, quindi un anno di intercettazioni telefoniche. Il mio ufficio viene riempito di cimici, di microspighi, all'epoca non c'era il Trojan, intercettato pure l'ufficio della mia segretaria. Insomma, per farla in breve, io vengo arrestato all'alba del 24 giugno del 2011 (2:03) con questa accusa pazzesca di corruzione. Faccio 40 giorni di carcere, poi faccio due mesi di domiciliari, e poi finisco all'obbligo di dimora. Non so più nulla fino al 2015. Nel frattempo l'amministrazione di centrotestra, l'unica di tutta la regione Emilia-Romagna, cade sotto il peso di queste inchieste e viene nominato un commissario straordinario. Inizia il processo, il processo è surreale perché arrivo con un'accusa così pazzesca da un dirigente pubblico di corruzione, immaginate voi.  Insomma, alla fine l'accusa di corruzione cade perché l'imprenditore, il tangentista, lo ammette chiaramente, io e il dottor Iacobazzi facciamo tutto in regola, io non ho dato nulla. Insomma, e io nel 2017 sono l'unico, ho fatto una verifica al Ministero della Giustizia, che riporta una condanna per tentato abuso d'ufficio".

"Non mi vengono date neanche le attenuanti, io perfettamente incensurato, comportamento processuale impeccabile, presente a tutte le udienze. Nel frattempo si prescrivono tutti quanti i reati, io faccio comunque appello perché non accetto una cosa del genere, passano cinque anni e alla fine si celebra il processo d'appello a Bologna - ha sottolineato -. A Bologna i giudici arrivano là e dicono: 'ma Iacobazzi era stato accusato di corruzione e adesso è stato condannato per abuso d'ufficio' e come un gioco dell'oca io ritorno un'altra volta in primo grado perché dicono: 'tu sei stato condannato per un reato diverso da quello che era il reato iniziale e quindi ti devono riformulare la nuova contestazione'. Nel 2025, nonostante l'abuso d'ufficio non ci fosse più e che comunque si fossero prescritti tutti i reati, ho trovato anch'io il mio giudice a Berlino e con gli stessi elementi di prova che avevano come dire legittimato una custodia capitale in carcere e una condanna vengo assolto con formula piena". 

Piccolo particolare: "Si scopre a distanza di un anno e mezzo dopo l'accadimento, dopo il 2011 appunto che questa pm aveva appunto il marito che aveva concorso. Succede il caos ovviamente, grande polemiche e quant'altro, viene aperto un procedimento disciplinare davanti all'efficientissimo consiglio subito della magistratura. La PM si difende, viene archiviata dicendo ma io non sapevo che il mio marito aveva fatto questa domanda e voleva venire a lavorare a Cuma di Parma. La procura generale gli crede, il Csm pure, e viene archiviata. Ho scoperto che è stata anche promossa, il Csm l'ha nominata procuratore capo. Chiudo con la ciliegina del procuratore capo dell'epoca che ha avallato tutta questa inchiesta che ha portato poi alle dimissioni e alla caduta della giunta di centrodestra dell'epoca. Si è candidato all'elezione amministrativa col Partito democratico, cioè con il partito che stava all'opposizione dell'amministrazione che la sua giunta ha fatto vedere".

 

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Autore
Libero Quotidiano

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