Giovanni Franzoni, chi è l'astro nascente dello sci e primo azzurro nato dopo il 2000 a vincere a Kitzbühel

  • Postato il 7 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Quando insiste nell’attribuirsi un’insicurezza con la quale convive, Giovanni Franzoni restituisce un’immagine di sé che si fatica a sovrapporre a quella disegnata prima. Nel crescendo degli ultimi quindici giorni con Wengen, poi Kitzbuhel si è spogliato dell’etichetta di predestinato per entrare nell’agenda dei media, nel cuore del pubblico.

Per la sua immediatezza, lo slancio, la sua continua e persistente volontà di legare la sua carriera, la sua ascesa a Matteo Franzoso. Giovanni Franzoni, a 24 anni con la sua faccia pulita, l’immancabile berretto e cerottino, ha saputo farsi strada tra i miti che lo hanno preceduto legandosi agli appassionati e a quanti hanno intercettato nella sua spontaneità, lacrime comprese, autenticità. La sua unicità risiede nell’aver toccato un’umanità varia, senza distinzioni.

Franzoni il predestinato

Giovanni Franzoni è un ragazzo che oltre allo sci gioca alla Play, legge – soprattutto d’estate -, ama la musica. Riservato, ha una fidanzata su cui non trapela altro. Nato il 31 marzo 2002 e cresciuto in uno splendido e piccolo centro sul lago, Manerba del Garda, trascorre i primi anni con il fratello gemello Alessandro e il resto della sua famiglia in un ambiente sereno.

Gli sci li indossa da piccolissimo, ha incominciato a provare quando aveva appena 3 anni e si fatica quasi a camminare e a correre bene. Giovanni, come il suo gemello, invece ha una naturale predisposizione. Adora la neve, ama lo spazio e quella dimensione di libertà che l’apertura della montagna gli consente di cogliere. Quando incomincia a sciare, è in vacanza con i suoi sullo Stelvio, a Ponte di Legno. Non ha paura, insiste. Ha testa fin da piccolissimo.

Fino alla seconda elementare, ha vissuto ed è andato a scuola a Manerba del Garda, ma presto quel delizioso paese rimarrà una tappa della sua crescita. Quando ha sette anni, lascia il lago per trasferirsi a Carisolo (a pochi chilometri da Madonna di Campiglio) con i suoi genitori. Qui, per circa 7 anni, Giovanni continua a studiare e a coltivare la passione per lo sci quando ormai è pronto per passare allo step successivo, entrando nell’Agonistica Campiglio che ricorda sempre e che costituisce un punto focale della sua carriera. La scelta abbinata ala passione lo spingono a ragionare sugli studi: ha frequentato le scuole superiori nell’ottica dello sport e della massima compatibilità.

I primi risultati juniores

Era un predestinato? Quando si è affacciato al cancelletto di partenza del Circo Bianco, negli anni in cui si riteneva che ci fosse un vuoto generazionale, si sperava in Giovanni e nel suo talento. Era considerato sicuramente lo sciatore di punta per il futuro. A livello juniores, lo ha dimostrato: medaglia d’oro in supergigante ai Mondali juniores di Bansko, nel 2021, e argento in gigante, medaglia d’oro sia in discesa libera sia in combinata ai Mondali juniores di Panorama, l’anno successivo, a cui ha aggiunto il bronzo in Superg. Alla fine della stagione 2021-2022, sua pure la Coppa Europa.

L’infortunio, la ripresa e quel video con Sinner

Dopo i primi successi, l’ingresso nelle Fiamme gialle e i trionfi ai Mondali juniores, per gli addetti ai lavori Franzoni era appunto il riferimento in prospettiva. Ma durante l’estate del 2021 arriva l’infortunio alla clavicola a Les Deux Alpes, l’operazione il recupero: rientra in gara lo stesso anno, dimostrando resilienza.

Il 13 gennaio del 2023 è il giorno che fa da spartiacque, nella sua carriera. Wengen, gara di Superg: Franzoni, la promessa, si inclina e scivola fuori dal tracciato. La punta dello sci rimane incastrata nelle reti di protezione con il risultato, a un anno e mezzo dalla clavicola rotta, è lo strappo del tendine femorale, a cui segue un’operazione chirurgica. Torna e firma un quarto posto a Beaver Creek e due decimi posti a San Valley e Kitz. Tutti in Superg.

L’emozione di Giovanni Franzoni

L’anno delle Olimpiadi

Il 2025 sembra essere il suo anno, quello della maturità. Terzo nel Superg in Val Gardena, due vittorie come il Superg di Wengen e, soprattutto, il trionfo nella discesa libera più iconica e spaventosa, quella di Kitzbühel. Mitico, a dir poco. Con la sua esplosione, mediatica e sportiva, sui social Andrea Antoniacomi pubblica un video del 2009, relativo a un gigante categoria 2001 disputato a San Sicario. A vincere è un certo “Yannik Sinn”.

Dietro quel nome c’è però l’attuale n. 2 al mondo Jannik Sinner, che sugli sci era altrettanto forte. Scorrendo l’ordine d’arrivo c’è anche Giovanni Franzoni, assai più lento del giovane favoloso del tennis. A una delle conferenze degli AO, quando gli è stato ricordata quella gara, Sinner si è mostrato stupito ma pronto. Ha saputo evidenziare come a volte lo sport giovanile, i risultati non esprimono il potenziale reale. Oggi Franzoni batterebbe Sinner senza problemi. Forse capiterà, perché i due si sono scambiati i numeri.

Matteo Franzoso, l’amico scomparso in Cile

I campioni che lo hanno preceduto passano in secondo piano per il ragazzo di Manerba, talento della velocità: è a Matteo Franzoso a cui va la sua dedica, il pianto, il pensiero costante dettato dall’aver condiviso le trasferte e anche l’età, la vitalità, la cifra della giovinezza.

“Al cancelletto di partenza avevo in mente Matteo (Franzoso, ndr) perché l’anno scorso condividevamo la stessa camera. Ho pensato subito di dedicargli la gara, perché questa è la gara che tutti vogliono vincere”. Ai Giochi Olimpici quella medaglia sarebbe per Giovanni, eppure sarebbe corretto e rispettoso immaginare che una fosse riservata a Matteo e ai suoi familiari. Una testimonianza di rispetto, e riconoscenza, per chi rimane.

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Virgilio.it

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