Giorno della Memoria, Scurati e la lezione di Pertini: “La lotta per la democrazia è la democrazia stessa”

  • Postato il 27 gennaio 2026
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scurati salmoni

Genova. “Abbiamo bisogno della memoria del male, e giornate come questa sono legittimamente dedicate allo sguardo delle vittime, ma abbiamo bisogno anche di una memoria del bene”. Per questo, Antonio Scurati, scrittore, saggista e intellettuale (autore, tra le altre opere, della serie di romanzi di “M. Il figlio del secolo”), ha scelto la vita di Alessandro Pertini, e il suo esempio, per la sua orazione ufficiale oggi, 27 gennaio 2026, in occasione del Giorno della Memoria – in ricordo delle vittime della Shoah – a Palazzo Ducale di Genova.

“La lotta per la democrazia è sempre la democrazia stessa”, la riflessione con cui ha concluso il suo discorso che, in gran parte, ha ricalcato un racconto inedito scritto dallo stesso Scurati nell’ambito di un ampio progetto sull’eredità lasciata dal “presidente partigiano”. Un racconto che parte da Stella, dalla casa natale di Pertini, e racconta la sua coerenza politica, il suo coraggio, la sua fede socialista, il suo disprezzo per i “rigurgiti fascisti”, e la sua vita, dai lunghi anni del carcere agli episodi icononici da “presidente della Repubblica più amato della storia d’Italia”.

Scurati, prima della cerimonia, durante la quale è stato seduto per tutto il tempo vicino a Gilberto Salmoni, l’ultimo genovese sopravvissuto al campo di sterminio di Buchenwald, che ieri ha ricevuto l’onorificenza del Grifo della città di Genova, ha ricordato: “Oggi dobbiamo ricordare ai giovani e meno giovani che non siamo affatto vaccinati contro il fascismo – le sue parole – nella mia orazione parlo di Sandro Pertini che ci ha insegnato, con la sua testimonianza, durata un’intera esistenza, non solo in gioventù trascorsa nelle carceri fasciste, che la lotta contro la reazione fascista è inesausta, interminabile. Non si giunge mai ad una vittoria definitiva. Ci ha insegnato che la lotta per la democrazia è la democrazia stessa”.

La cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria, culmine di un ricco calendario di appuntamenti a Genova, ha visto la partecipazione di molti studenti e studentesse, anche giovanissimi e giovanissime, e delle massime autorità. Prima di Scurati sono intervenuti la prefetta Cinzia Torraco, la vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro e la sindaca di Genova Silvia Salis. Tra il pubblico, oltre a Gilberto Salmoni, i referenti della comunità ebraica cittadina, dell’Aned, dell’associazione Primo Levi e della direzione scolastica regionale oltre che dell’Istituto ligure della resistenza e dello stesso Palazzo Ducale.

“Io appartengo a una generazione, come molti qui dentro, assolutamente privilegiata, sono un ragazzo degli anni Ottanta – ha detto nella conclusione del suo intervento, più volte interrotto da applausi – ve li ricordate gli anni Ottanta? Era sabato sera e stavamo andando a una festa. Era sempre sabato sera. Stavamo sempre andando a una festa. Ma sono stati anni, anche quelli dopo, che ci hanno dato molto, abbiamo vissuto nell’agio, nel benessere, nella ricchezza, nella sicurezza”.

“Ma in quegli anni ci hanno anche privato di alcune consapevolezze fondamentali – continua – la più grande di quelle illusioni è stata che la democrazia fosse una cosa data una volta per tutte. Come il mare che bagna a costa ligure, il cielo sopra la testa o boschi di castagni sulle montagne del Beigua, dove Pertini era nato. E invece la democrazia, questo recente, minoritario, fragile esperimento dell’umanità per il meglio, per il bene, per la speranza, era il frutto delle lotte e dei sacrifici dei nostri padri, delle nostre madri, dei nostri nonni, delle nostre nonne”.

“Ecco, questo ci insegna la memoria del bene incarnata nella figura di Sandro Bertini, che è la democrazia – che a differenza della dittatura che può accontentarsi della partecipazione di pochi – richiede la partecipazione di tutti. La democrazia è sempre lotta per la democrazia”.

Autore
Genova24

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