Giornata della memoria a Potenza, polemiche sulle manifestazioni di due studenti
- Postato il 29 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Giornata della memoria a Potenza, polemiche sulle manifestazioni di due studenti

Hanno paragonato la Shoah alle morti di Gaza durante la Giornata della memoria a Potenza: polemiche per le manifestazioni degli studenti
VERRA’ ricordata per le polemiche la Giornata della memoria 2026 a Potenza. A causa di un gruppo di studenti che in due luoghi diversi, al teatro Stabile e all’ingresso del liceo classico, hanno osato paragonare la Shoah alle morti di Gaza, e i nazisti del secolo scorso ai sionisti di oggigiorno. Nel primo caso sventolando una kefiah, simbolo del popolo palestinese, e nel secondo stendendo uno striscione col la scritta: «27/02/1945 L’Urss Libera Auschwitz – Oggi liberiamoci da sionismo e imperialismo – No ai Ddl Bavaglio».
Su quanto accaduto allo stabile è intervenuta anche la Cgil Potenza esprimendo solidarietà allo studente allontanato dalla Digos.
«Come Cgil condanniamo fortemente ogni forma di repressione, difendendo il diritto a manifestare pacificamente». Così in una nota del segretario provinciale Vincenzo Esposito. «Al di là della dinamica dei fatti, riteniamo grave che ci sia trovati a discutere e rilevare degli elementi di criticità e di presunta inconciliabilità simbolica tra una istanza legata al genocidio attuale e la storia tragica della nostra Europa».
Sull’importanza di una scuola «che insegni la democrazia e il pensiero critico», invece, si sono soffermati Libera Basilicata e il suo presidio di Potenza, Articolo 21, Anpi provincia di Potenza, Comitato della Pace di Potenza e Agesci Basilicata e Potenza.
«Nel racconto degli studenti, in quanto hanno scritto, abbiamo percepito, più che la rabbia e l’indignazione, la loro delusione». Così in una nota a firma delle associazioni. «Ed è per questo che sentiamo di dover prendere posizione, di affiancarci a chi, oggi, ha voluto esprimere un pensiero critico, per uscire da un recinto di pensieri preconfezionati, che non ammettono altre letture e altri slanci ideali».
«No. Non è una provocazione oggi sventolare la kefiah o la bandiera della Palestina, come non è una provocazione il volto di Hind Rajab, la meravigliosa opera di Jorit, che ci restituisce un volto di bellezza e, nella memoria di quanto accaduto, e ancora accade, a Gaza, tutto l’orrore del mondo». Hanno aggiunto ancora Libera Basilicata e gli altri sottoscrittori, convinti che non sia una provocazione, allo stesso modo: «organizzare “un presidio nel cortile della scuola per onorare la ricorrenza della Giornata della Memoria e attualizzare la riflessione, esprimendosi contro l’imperialismo e il sionismo dilagante e schierandosi apertamente contro tutti i genocidi oggi invisibilizzati, tra cui quello in Palestina».
Severo anche il giudizio del coordinamento di Osa (Opposizione studentesca d’alternativa) Potenza, Potenza Basilicata pride, PBP e Matera Rumore che hanno criticato l’impostazione delle celebrazioni allo Stabile, e ricordato che in passato nel cortile del liceo classico si erano già svolte «iniziative analoghe (…) senza che fosse mai stata richiesta alcuna autorizzazione».
«Ci interroghiamo – prosegue la loro nota congiunta – sulla legittimità di questi procedimenti, sull’abuso di potere esercitato e sul clima repressivo che si continua a instaurare all’interno — e all’esterno — delle scuole. Ci chiediamo come sia possibile che, ancora nel 2026, le scuole e i luoghi di cultura e di confronto possano trasformarsi in spazi di controllo e intimidazione, in cui la libera manifestazione del pensiero non violenta viene trattata come un problema di ordine pubblico e ogni presa di posizione critica viene repressa o criminalizzata attraverso pratiche autoritarie e denigratorie».
«Volevamo ricordare – hanno concluso Osa, Basilicata pride, Pbp, e Rumore – ciò che è stato, affinché non accada più e cessi di accadere, anche sotto altre forme, non meno pericolose, dove sta accadendo come certificato dall’Onu».
Solidarietà agli studenti del Quinto Orazio Flacco è stata espressa anche da Potere al popolo Basilicata accusando il preside che li ha redarguiti di volere una scuola per «affermare il pensiero unico» e «trasmettere il conformismo e la subalternità».
Il Quotidiano del Sud.
Giornata della memoria a Potenza, polemiche sulle manifestazioni di due studenti